Home Musica Recensioni Album Shawn Mendes: tutto il suo grande talento non viene espresso nel nuovo...

Shawn Mendes: tutto il suo grande talento non viene espresso nel nuovo omonimo album – RECENSIONE

Shawn Mendes uno dei più talentuosi giovane cantautori della nuova generazione, è uscito con l’attesissimo album omonimo, “SHAWN MENDES” che segue l'uscita del secondo album “Illuminate”

384
0
SHARE
Shawn Mendes
Voto Autore

Shawn Mendes uno dei più talentuosi giovane cantautori della nuova generazione, è uscito con l’attesissimo album omonimo, “SHAWN MENDES

Circa 18 mesi fa concludevo la recensione del secondo album “Illuminate” (qui la recensione completa) di questo giovane e promettente artista con le seguenti parole:

In complesso un album più furbo che onesto, comunque gradevole all’ascolto, più muscoloso del precedente “Handwritten” che però era più fresco ed interessante, con soluzioni compositive più convincenti ed originali, ma è abbastanza normale per un secondo album, specialmente ad un solo anno di distanza dal primo. Restiamo in attesa con una certa curiosità di ascoltare la prova cruciale del terzo album sul quale in molti sono cascati in precedenza, anche i fantastici Police, giusto per citare un esempio eclatante”.

Leggi recensione di seguito del precedente album “Illuminate”

SHAWN MENDES, FIABA NATA DAL WEB CON UN TALENTO ENORME – ILLUMINATE Recensione

Il fatidico terzo album, intitolato semplicemente Shawn Mendes, è uscito in questi giorni, a due mesi di distanza dai singoli “In My Blood e “Lost in Japan” pubblicati rispettivamente il 22 e il 23 marzo, seguiti da Youth (feat. Khalid) il 3 maggio, Where were you in the morning il 18 maggio e Nervous il 23 maggio.

Il primo ascolto sembra confermare i timori palesati un anno e mezzo fa: l’album è molto prodotto, come a voler mascherare con arrangiamenti, suoni ed effetti un’abbastanza evidente carenza di idee e soluzioni compositive originali, specialmente (e stranamente) proprio nei primi due brani scelti come singoli di traino e, in più di un caso, è facile risalire al brano cui Shawn si è ispirato per sopperire alla mancanza di creatività. Veramente pochi i brani interessanti di questo nuovo album, non più di tre o quattro e tutti dovuti alla penna o alla collaborazione di altri artisti.

Anche la bella voce di Shawn suona a tratti un po’ affaticata e pesante.

Non voglio certo mettere in discussione l’innato talento del ragazzo non ancora ventenne, ma probabilmente il precoce successo, ottenuto grazie alle visualizzazioni delle sue covers su YouTube, poco supportato da un’adeguata gavetta, con le pressioni che esso comporta stanno avendo un effetto controproducente sulla qualità del suo lavoro.
Batti il ferro finchè è caldo” si suol dire, ma se la foga prende il sopravvento sull’accuratezza, se le mazzuolate pesanti e frettolose hanno la meglio sui colpi di martello sapientemente ben assestati, alla fine dei conti ne risulta un lavoro artigianalmente poco apprezzabile.

La produzione dell’album, salvo alcuni brani, è curata dallo stesso Mendes in coppia con Teddy Geiger, mentre le registrazioni sono state effettuate principalmente a Malibu (California) a parte qualche sessione a Porto Antonio in Giamaica e agli studi Taj Mahal di Mumbai (India).

Shawn Mendes

RECENSIONE BRANO PER BRANO

In my blood (Shawn Mendes-Geoff Warburton-Teddy Geiger-Scott Harris)

Primo singolo anteprima dell’album, un brano caratterizzato da una ritmica a colpi di martello sul primo e terzo tempo delle strofe per poi passare a battere tutti i quarti nel ritornello, una disperata richiesta d’aiuto contro la depressione il cui testo si rifà in qualche modo alla beatlesiana Help.

Sdraiato sul pavimento del bagno, senza sentire niente.
Sono sopraffatto e insicuro, dammi qualcosa
da poter prendere per calmare lentamente la mia mente.
Prendi solo da bere e ti sentirai meglio,
Portala semplicemente a casa e ti sentirai meglio

Continuo a dirmi per dire che andrà meglio
Lo sarà mai?

Aiutami è come se i muri stessero crollando
a volte mi viene voglia di arrendermi
nessuna medicina è abbastanza forte
Qualcuno mi aiuti
sto strisciando nella mia pelle
a volte sento di volermi arrendere
ma non ce la faccio, non è nel mio sangue

Nervous (Shawn Mendes-Julia Michaels-Scott Harris)

Brano che nella ritmica delle strofe deve qualcosa a Rock The Cashbah dei Clash e Masoko Tanga dei Police, mentre nel refrain l’atmosfera ricorda i Talking Heads. Pure questo pubblicato come singolo due giorni prima della pubblicazione dell’album. Il testo descrive l’ansia da prestazione per un fulminante incontro che sta rapidamente sfociando in qualcosa di più concreto… 

Ti vidi una domenica in un bar
tutta intenta ad osservarmi
il mio cuore cominciò a battere forte
e le mie mani cominciarono ad agitarsi
Ti sentii chiedere di me ad un amico
la mia adrenalina cominciò a pulsare
perché pure io chiesi di te
ed ora siamo qui in questa stanza 

Sono un po’ nervoso vicino a te,
un po’ stressato quando penso di te,
un po’ eccitato quando penso di te.
Parlo troppo quando ti sono vicino,
mi sento a disagio quando penso di te,
un po’ eccitato quando penso di te. 

Mi stai facendo comportare come mai prima d’ora
mi ero ripromesso di essere pronto al varcare questa porta
e non so perché, non so perché sono un po’ nervoso… 

Lost in Japan (Shawn Mendes-Teddy Geiger-Scott Harris-Nathaniel Mercereau)

Uno dei brani più irritanti dell’album, due accordi (Bb maj7 – Eb maj7) che si ripetono ossessivamente dall’inizio alla fine, con l’arrangiamento che tenta, senza riuscirci più di tanto, di romperne la monotonia. Stucchevole il testo, ma lascio giudicare a voi…

Tutto ciò di cui ho bisogno è un volo
Saremmo nello stesso fuso orario
Guardando attraverso la tua sequenza temporale
Vedendo tutti gli arcobaleni ho avuto un’idea
e so che sembra pazzesco, voglio solo vederti
Oh, devo chiedere:

Hai dei programmi, stasera?
Sono a circa duemila miglia dal Giappone e
stavo pensando che potrei volare al tuo hotel stasera
Perché non riesco a toglierti dalla testa,
non riesco a toglierti dalla mia mente

Perdiamoci stasera, perdiamoci stasera Baby tu e tu
Non riesco a toglierti dalla testa… 
e cosí via…

Where were you in the morning (Shawn Mendes-Geoff Warburton-Teddy Geiger-Scott Harris)

Atmosfera più rilassata per questo brano introdotto da una sequenza di accordi di chitarra jazz che promette bene, ma poi di fatto non succede più niente, ripetendosi fino in fondo senza sviluppare l’interessante spunto iniziale, mentre il falsetto di Shawn alla lunga diventa irritante, come pure il testo.

Hai detto “Voglio conoscerti”
Perché devi
far salire le mie speranze?
Hai detto che saresti rimasta
Ma poi mi sono svegliato all’aria fredda

Come puoi avermelo fatto credere?
Che c’era qualcosa tra me e te, sì
mi guardo intorno e non ti vedo

Dov’eri al mattino, piccola?
Non hai lasciato il tuo numero per me
Mi hai lasciato senza un avvertimento, piccola
Dov’eri al mattino, piccola?

Come fai, come fai semplicemente ad andare via?
Come fai, come fai semplicemente ad andare via?

Like to be you feat. Julia Michaels (Shawn Mendes-Julia Michaels-Scott Harris)

Uno dei pochi brani interessanti e freschi dell’album, composto e cantato in coppia con Julia Michaels, prodotto da John Mayer che lo impreziosisce con un breve, semplice, ma succoso solo di chitarra. Il testo è una conversazione tra due amanti la cui relazione sta attraversando un momento di crisi.

(Shawn)
Non piangere, fai qualsiasi cosa che ti metta a tuo agio.
Sono stanco, nient’altro da dire.
Facciamo una tregua perché non voglio andare a letto in questo modo
Mi dispiace che siamo ancora bloccati a metà,
mi dispiace proprio perchè al momento:

Non so cos’è essere uguale a te,
non so com’è, ma ci sto morendo.
Se potessi mettermi nei tuoi panni
forse capirei com’è essere uguale a te

(Julia)
Posso baciarti o no?
Perché ora non sono sicura di quel che vuoi.
Sei ancora arrabbiato con me?
Spero di no, perché potremmo andare al cinema,
so che ci ha sempre tirato su di morale.

Fallin’ all in you (Shawn Mendes-Ed Sheeran-Johnny McDaid-Teddy Geiger-Scott Harris-Fred Gibson)

Altro brano degno di nota a firma, tra gli altri (probabilmente aggiunti per ius soli), di Johnny McDaid e Ed Sheeran, che partecipa anche aggiungendo la propria voce nei cori. Una gradevole ballata in stile West Coast con un semplice, ma accurato arrangiamento.

Tu stai tirando fuori un’altra parte di me
senza alcuna rete di sicurezza
sono libero, precipitando completamente su di te
innamorata di uomini che non erano quel che sembravano.
Ora siamo qui intrappolati su una corda,
siamo liberi, precipitando completamente su di te. 

Particular taste (Shawn Mendes-Ryan Tedder-Zach Stelton)

Brano scritto dal bassista Zach Stelton e Ryan Tedder che, a conferma delle premesse, si distingue per originalità dal resto dell’album. Registrato negli studi Taj Mahal di Mumbai (India) risente in qualche modo delle influenze ambientali. Arrangiamento scarno ed essenziale, ma efficace, con la linea di basso in bella evidenza a sostenere il tutto, una ritmica elettronica curata dal co-autore Ryan Tedder ispirata alle tradizionali ritmiche della musica indiana e gli ooh dei coretti che rimandano alla My Sharona degli Knack.

Lei è la migliore da cuccare facendo finta che non le importi,
lei sa esattamente cosa vuole.
Ora sta passando le sue dita fra i miei capelli
e ciò significa che
lei ha un gusto particolare.

È cosí ossessionata dalla caccia,
non perde tempo in chiacchiere,
no, lei va dritta al sodo,
lei è cosí particolare. 

Why (Shawn Mendes-Teddy Geiger-Scott Harris)

Brano scandalosamente troppo simile armonicamente e come atmosfera ad I believe I can fly di R. Kelly.

So che una ragazza è come una maledizione,
ci vogliamo a vicenda, ma nessuno fa il primo passo.
Cosí tante notti cercando di trovare un nuovo qualcuno,
ma nessuna è paragonabile a lei e io so che,
quando la gente chiede di noi, adesso lo liquidiamo.

Non so perché ci comportiamo come se non ci importasse,
spero di riuscire a dirti che tu sei tutto quel che voglio.
Faccio finta di non essere pronto,
perché metterci in quest’inferno?
Perché non possiamo semplicemente guarirci da soli?
E tu dici “Ciao” come se ci fossimo appena incontrati.

Because I had you (Shawn Mendes-Teddy Geiger-Zach Skelton-Scott Harris-Ryan Tedder)

Brano minimal, tre accordi di chitarra, una voce narrante raddoppiata dal falsetto nel chorus per una storia in cui il protagonista vede la sua ex in compagnia di una altro ragazzo dopo averla lasciata, ma si rende conto di aver commesso un errore e gli costa rassegnarsi all’idea.

Penso sia giunto il momento di essere sincero,
avrei dovuto dirti di non andartene
Pensavo di sapere quel che volevo,
ma non lo sapevo affatto
Tu stai con qualcuno che non potevo essere io,
ma non posso dire che tu sia felice.

È ora per me d’incontrare qualcun’altra,
portarla in tutti i posti dove siamo stati insieme noi
e lei potrà aiutarmi a dimenticarti,
ma amarla è una cosa che non potrei mai fare
perché ho avuto, perché ho avuto te.

Queen (Shawn Mendes-Teddy Geiger-Scott Harris-Geoff Warburton)

Canzoncina la cui composizione non dev’essere costata granché, giusto tre accordi sui gradi primo, settimo minore e quarto (Ab-Gb-Db), con giusto un lancio sulla settima di dominante (Eb7) per introdurre il chorus sugli stessi accordi della strofa. Furbo e accurato l’arrangiamento, ma poca cosa rimane nel contesto generale.

È difficile credere che non mi ricordi per niente,
sono tanto difficile da riconoscere?
Dici: “Felice di conoscerti” ogni volta
e ti faccio ridere.

Ricordo ancora cosa dissi,
non dovrei essere sorpreso che tu  dica
“Felice di conoscerti” ogni volta.
So che abbiamo avuto un mucchio di amici in comune,
non dici il mio nome, non viene fuori nelle tue conversazioni.

Chi ti ha incoronato regina di che?
Pensi di essere troppo fica
facendo bello qualcosa di  brutto.
II modo in cui ti atteggi superiore a me,
mi tratti come se non t’importasse niente di me,
facendo bello ciò che è brutto.

Tu non sei la reggente di nessun paese,
chi ti ha fatto regina?

Youth feat. Khalid (Shawn Mendes-Khalid Robinson-Geoff Warburton-Teddy Geiger-Scott Harris)

A mio gusto il brano migliore dell’album, scritto da Khalid che duetta con Shawn, firmato anche da tutto il resto dello staff…

Sono qui bloccato sul divano vagando tra le mie note,
il cuore a pezzi, non ancora risollevato,
svegliandomi con le notizie ancora piene di devastazioni,
il cuore a pezzi, ma vado avanti.

Dolore, ma non permetterò che si trasformi in odio,
non lascerò che mi cambi.
Non perderò mai di vista quel che ho dentro
ora lo so, sì, lo so.

Non puoi portarmi via la gioventù,
la mia anima non si spezzerà mai.
Fintanto che mi sveglio ogni giorno
non puoi portarmi via la gioventù. 

Mutual (Shawn Mendes-Teddy Geiger-Ian Kirkpatrick-Scott Harris-Geoff Warburton)

Brano il cui groove è abbastanza evidentemente ispirato a Wrapped around your finger dei Police. Piacevole all’ascolto, compitino svolto diligentemente senza peraltro entusiasmare più di tanto.

Ti voglio vicino a me,
ti voglio vicino, più vicino,
ma quando se qui con me
è difficile dire quel che sarai dopo

Tu dici che vuoi tutto di me oggi,
ma domani non sarà la stessa cosa.
I miei sentimenti non cambieranno mai.
Cosa vuoi da me?

Ho bisogno di sapere se questo è reciproco
prima che cominci e che sia troppo coinvolto.
Ti desidero tanto,
puoi contraccambiare?

Non voglio dover abbandonare,
ma la metà di te non è abbastanza per me.

Perfectly wrong (Shawn Mendes-Teddy Geiger-Scott Harris-Geoff Warburton)

Brano romantico e delicato il cui testo è apparentemente ispirato agli sfortunati amanti Romeo e Giulietta di William Shakespeare, ma l’ossessiva ripetizione della frase “you’re perfectly wrong for me” dopo un po’ risulta veramente fastidiosa.

Assaggio il veleno dalle tue labbra
più tardi staremo bene quando ce en saremo andati
Il nostro amore è ubriaco e
sta cantandomi la mia canzone preferita.

Io e te fummo fatti per rompere,
so che è vero, ma è troppo tardi
Sei perfettamente sbagliata per me
ed è per questo che è così difficile lasciarti.
Sì, sei perfettamente sbagliata per me,
sei perfettamente sbagliata per me,
tutte le stelle del cielo possono vedere
perché sei perfettamente sbagliata per me.

When you’re ready (Shawn Mendes-Scott Harris-Amy Allen-Geoff Warburton-Teddy Geiger)

Altra canzoncina gradevole, costruita sulla falsariga della Home di Michael Bublé, ma con un tempo appena più veloce, destinata a far breccia nel cuore delle fans più giovani e sognanti. Composta da Amy Allen e firmata da tutti gli altri membri dello staff.

Allora piccola dimmi quando sarai pronta, sto aspettando
Piccola, qualora tu sarai pronta sto aspettando
Anche fra dieci anni, se non avrai trovato qualcuno
ti prometto che sarò lì vicino.
Dimmi quando sarai pronta, sto aspettando,
sto aspettando, sì,
sto aspettando, sto aspettando.

Shawn Mendes

Un album molto atteso e molto pubblicizzato, ma piuttosto deludente nei contenuti, forse per la fretta, forse per la presunzione di voler curare tutto in prima persona, soprattutto la produzione.
Poche idee appena abbozzate che un produttore esperto avrebbe sicuramente preteso di sviluppare più concretamente elevando il risultato artistico.

Probabilmente venderà lo stesso grazie al gran battage pubblicitario e alle buone relazioni con gli addetti stampa più compiacenti, ma sono certo che Shawn Mendes può fare molto di più e spero che in futuro lo dimostri.

La promozione dell’album sarà seguita da un tardivo tour, fin troppo preventivamente e ottimisticamente annunciato in questi giorni, che dovrebbe attraversare Europa e Nord America tra marzo e agosto del prossimo anno, con 2 date previste anche in Italia (23/03 Bologna e 24/03 Torino).

 

SHARE
Previous articleTHE BEATLES STORY, Parte 3rza – Stu, il quinto Beatle
Next articleOrietta Berti oggi compie gli anni: “io non mi sento più di 40 anni, dovrò rassegnarmi ad invecchiare” – INTERVISTA
Claudio Ramponi
Claudio Ramponi Cremona 08-08-1956 Comincia a studiare musica all'età di 8 anni presso la Banda Musicale Cittadina di Romagnano Sesia. Nel 1971 forma il gruppo Pick-up con Franco Serafini e Claudio Allifranchini. Nel 1973 sempre con i Pick-up collabora con l'Orchestra di Luciano Fineschi ed inizia a studiare basso e chitarra classica col M° Antonio Mastino. Nel 1974 con i Museum inizia professione di musicista suonando nei principali dancing del Nord Italia. Nel 1975 passa con i Fango (che cambieranno poi il nome in Fantastic Big Orchestra e quindi Fragola & Panna) restandoci fino agli inizi del 1978, dovendo interrompere causa servizio militare, prestato nella Fanfara della Brigata Alpina Taurinense in cui suona il trombone a coulisse. Nel 1979 entra a far parte dei Panda appena prima della scissione del gruppo e con i fuoriusciti membri forma il gruppo Everest con cui registra per la PolyGram Italiana il singolo "Hey città / Park Hotel". Nel 1982 scrive gran parte dei testi per l'album di esordio di Franco Serafini, tra cui il singolo "Se ti va cosí". Nel 1984 si iscrive al Conservatorio Antonio Vivaldi di Novara dove studia contrabbasso per 2 anni col M° Giorgio Giacomelli e consegue la Licenza di Teoria e Solfeggio sotto la guida del Mº Gabriele Manca. Dal 1986 al 1997 lavora come bassista freelance con diversi gruppi ed orchestre tra cui Kalliope, Working Brass, Cabarock, Diego Langhi Big Band, Claudio Allifranchini Big Band, Daniele Comoglio Quartet. Collabora inoltre con la Vetriolo S.r.l. alla realizzazione di jingles pubblicitari in onda sui principali network nazionali. Nel 1991 conosce Raffaele Fiore e con lui collabora alla realizzazione dei testi ed arrangiamenti oltre alla produzione dell'opera rock "4uattro" portata in scena in diversi teatri del novarese tra cui il Faraggiana di Novara, il Silvio Pellico di Trecate ed il Comunale di Oleggio. Contemporaneamente collabora come polistrumentista con la Compagnia La Goccia di Novara per le rappresentazioni teatrali dei musical "Jesus Christ Superstar", "Hair", "Tommy" e diversi Concerti Tributo ai Beatles. Inoltre si unisce, in qualità di corista, al gruppo A Fourty One che allestisce un mega tributo ai Queen con due gruppi contemporaneamente sul palco ed un coro di 20 persone, portato in scena in diversi palasport, teatri e locali di Piemonte e Lombardia tra il 1992 ed il 1995. Nel 1997 si trasferisce a Tenerife, Isole Canarie, dove tuttora risiede esercitando la professione di musicista nei principali hotel.

Commento su Faremusic.it