Home Rubriche Rubrica Televisione Isola dei Famosi? NO, l’Isola dei Fumosi

Isola dei Famosi? NO, l’Isola dei Fumosi

209
0
SHARE
isola
Voto Utenti
[Total: 1 Average: 1]

Isola dei famosi davvero demenziale quest’anno perchè rappresenta la “fumata” nera del reality show.

.

Premesso che non amo il format “L’isola dei famosi” perché lo trovo desueto, antico e ormai anacronistico, dato che i reality di questo genere, aldilà degli ascolti, sono ormai destinati all’ estinzione, ma la querelle sugli spinelli nell’ultima edizione, una “trovata” assai risibile per far rumore sul programma, offre uno spunto interessante per criticare ancor più questo stanco show.

Le schermaglie in studio tra la Marcuzzi e Eva Henger sembra appartengano all’epoca in cui fumare uno spinello era considerato un reato punibile con la galera. La giovanissima Mia Martini finì in carcere in Sardegna per 0,4 grammi di hashish per uso personale. Fatto di oltre 40 anni fa. Oggi gli spinelli si fumano persino in ospedale.

Che la marijuana sia sdoganata lo sanno tutti, tant’è che oggi si compra persino in farmacia. Ma nell’Isola dei Fumosi non se ne sono ancora accorti, per cui c’è chi si affretta a dichiarare in studio, che non fa uso di stupefacenti ed è persino astemio. E’ davvero “stupefacente” invece che nel 2018 si criminalizzi ancora una pianta e lo si faccia in uno show in prima serata quando anche i sassi sanno che nel mondo dello spettacolo chi non ha mai fumato una canna è raro quanto un bel copione.

Giorgio Gaber, coniò per la rivista Re Nudo un bellissimo slogan: “La marijuana non fa niente, speriamo non si annoi”. Persino Mara Venier per stemperare la querelle tra la Marcuzzi e l’ex pornostar Eva Henger, si è affrettata a precisare: “Io la canna me la sono fumata”. Evviva. Resta il fatto che se per risollevare gli ascolti dell’Isola dei Fumosi, si debba mettere in scena una pantomima del genere vuol dire che ormai il genere reality è arrivato alla frutta. Non sanno più cosa inventare per improvvisare una rissa.

Arriverà prima o poi un momento in cui si metterà in scena il razzismo, perché dopo le scopate sotto le lenzuola del Grande Fratello e le canne degli isolani vip, ci vuole roba forte per tenere viva l’attenzione.

Prevedo che nella prossima edizione del reality show parteciperà qualche concorrente di colore, magari un Balotelli se smetterà di giocare a calcio o il semirapper Bellofigo o forse il nuovo senatore di colore della Lega o Sylvie Lubamba?
Chissà. Tanto le interrogazioni parlamentari sulla tv si fanno solo sui budget non certo sui contenuti. I soldi contano molto di più.

In effetti le curve Auditel premiano ancora questo genere di scontri apparentemente trasgressivi che invece non lo sono affatto. Sembra che il pubblico (ma quale pubblico poi?) vada in brodo di giuggiole a sentir parlare di canne al vento tra i vip. Il tutto è davvero anacronistico se andiamo a ricordare lo scandalo cocaina che coinvolse i vip della tv in bianco e nero come Walter Chiari e l’innocente vittima Lelio Luttazzi, poi assolto. Quello fu uno “scandalo” dietro le quinte davvero clamoroso, considerando l’epoca democristiana … ma ora santissimo cielo, cinquant’anni dopo, di quale caso stiamo parlando?

Solo pochi mesi fa si discuteva in parlamento per la depenalizzazione totale della cannabis e all’Isola si fanno ancora discussioni moraliste sull’uso del fumo? Non sanno gli autori del programma che persino la casalinga di Voghera si è fatta delle canne in casa con le cartine Ritzla, fumandosele durante il Tg? Eva Henger ha mai sentito gli Articolo 31 o Neffa? Nei set che frequentava assiduamente, beveva camomilla e tisane?

Di stupefacente c’è solo il ritardo storico del reality i cui protagonisti, compresi quelli dietro le quinte, pensano di vivere ancora nell’epoca di Tambroni e Andreotti. Tutto quindi sa di fumo, nel senso che la ciccia (leggasi l’arrosto) è bruciata da tempo e trova la sua giusta collocazione nel pattume dell’umido.

Il pubblico generalista comunque con il fumo va a nozze, per cui l’audience tiene e gli investitori reggono ancora. Rassegniamoci quindi. L’Isola dei fumosi continuerà in futuro, ma trovare argomenti e contenuti conformi alla rissa e allo scandaletto telematico, sarà sempre più arduo. Bisognerà alzare il tiro.

Dopo il sesso, il nudo, le risse in spiaggia, il gossip e gli spinelli, che altro scandalo si può inventare? Il razzismo è un tema sensibile, poi va molto di moda in Italia in questo periodo. Staremo a vedere. Nel frattempo facciamoci una canna e cambiamo canale. C’è sempre qualche bel film in onda dove non recita Eva Henger.

SHARE
Previous articleMusica indipendente della Generazione X anni ’70: era meglio allora?
Next article“Le signore della musica italiana”: Donatella Rettore – INTERVISTA
Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

Commento su Faremusic.it