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sabato, Gennaio 16, 2021

ROBBIE WILLIAMS: fuori il video satirico e irriverente di “CAN’T STOP CHRISTMAS”

È online il video "CAN'T STOP CHRISTMAS" di ROBBIE WILLIAMS, un video satirico in cui l'artista si trasforma in BORIS JOHNSON

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David Bowie è stato un GENIO del XX° secolo, nonostante i deliri di Charlie Watts dei Rolling Stones

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Tira aria strana in casa Stones, prima le voci di un possibile scioglimento alla fine del tour europeo “No Filter” annunciato per la prossima primavera/estate, poi Keith Richards ironizza pesantemente sul figlio concepito da Mick Jagger con l’ultima compagna Meanie Hamrick alla non più verde età di 74 anni (“Mick è un fottuto bastardo, è tempo di tagliarlo, non si può essere padre a quell’età. Poveri bambini…“), boutade per la quale si è pubblicamente scusato con un tweet, ma la frittata ormai era fatta e chissà come l’avrà presa l’amico e collega.

Ora anche il solitamente taciturno Charlie Watts ha deciso di spararla grossa commentando, a due anni di distanza dalla scomparsa di David Bowie, di essere rimasto impressionato dalle reazioni di grandissimo cordoglio che ne sono seguite:

Pensavo che le persone sarebbero ovviamente state molto dispiaciute, lui era un ragazzo adorabile e ha scritto un paio di buone canzoni, ma per me non era questo gran genio musicale”.

David Bowie

Probabilmente il buon Charlie si è perso qualcosa per strada rimanendo fermo a Space Oddity e Starman, dimenticandosi di gemme o grandi successi quali Changes, Life on Mars, Diamond Dogs, Rebel Rebel, Young Americans, Fame, Heroes, Ashes to ashes, China Girl, Let’s Dance, Blue Jean, The Jean Genie, Absolute Beginners, Little Wonder, Reality, Blackstar e Lazarus, oppure abusi e stravizi gli hanno sconvolto la memoria, il raziocinio, la capacità cognitiva e l’obiettività.

Del resto la lunga carriera di Bowie, di poco inferiore in termini di anni a quella degli Stones, parla da sola ed è stata interamente costruita e sostenuta in prima persona, non in qualità di defilato comprimario di personalità vincenti e creative quali Jagger, Richards, Jones, Taylor e Wood come nel caso del  discreto (finora) Charlie.

David Bowie

Quello che ha fatto David Bowie, le sue scelte artistiche (non solo in campo musicale), il suo coraggio di sperimentare, di ricercare, la sua immensa cultura artistica, il suo intuito artistico, il fatto che lui sia stato d’ispirazione a più di una generazione musicale di artisti, la sua capacità istrionica di reinventarsi artisticamente più e più volte, il suo essere un artista indiscutibilmente iconico tanto da influenzare la scena musicale (e non solo) per decenni… tutto questo ha reso David Bowie un ARTISTA nel vero senso della parola, uno di quelli (pochi) degni di essere ritenuti tale, con l’aggiunta di quella genialità che si ha (raramente) in dono dal destino, quel quid che fa di un GRANDE ARTISTA, un MITO, una LEGGENDA, una figura paragonabile, con i dovuti distinguo, ad altri geni di altre epoche, nomi del calibro di Bach o Mozart o Beethoven… perchè, sì, è possibile affermare che David Robert Jones è stato una sorta di “kapellmeister” del XX° secolo.

Certo, siamo in democrazia e ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni, ma in questo caso, visto e considerata l’esposizione mediatica del soggetto ed i prevedibili riscontri negativi da parte dei milioni di fans del Duca Bianco, prima di renderle pubbliche certe idiozie, avrebbe fatto meglio a pensarci su e tenerle per sé.

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