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Sergio Della Monica, fondatore dei Planet Funk, è morto a soli 58 anni – Il ricordo di Charlie Rapino

Sergio Della Monica, fondatore con Marco Baroni, Alex Neri e Domenico 'GG' Canu dei Planet Funk, con cui hanno dominato la dance music in Inghilterra, è venuto a mancare a soli 58 anni in seguito a complicazioni dovute a una polmonite. Di seguito il produttore Charlie Rapino racconta il suo amico e i ricordi che lo legano a lui.

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Sergio Della Monica, artista napoletano, polistrumentista, autore e produttore, fondatore con Marco Baroni, Alex Neri e Domenico ‘GG’ Canu dei Planet Funk, è venuto a mancare a soli 58 anni in seguito a complicazioni dovute a una polmonite. Già da qualche anno era in dialisi. Di seguito il produttore Charlie Rapino racconta il suo amico e i ricordi che lo legano a lui.

Di Charlie Rapino

Il rock’n’roll brutta storia … ci dà molto e si prende tanto, e con gli interessi anche.
A molti il nome di Sergio Della Monica non dice molto, ma significa tanto soprattutto quando nomini Souled Out e Planet Funk. Eravamo spesso “paralleli” a Londra dove, coi Souled Out, Sergio & Co prese possesso della scena inglese pop dance, con remix e produzioni avventurose ed eccitanti, ma allo stesso tempo poptastic!

Ci incrociavamo spesso e volentieri in quel di Maida Vale (quartiere a ovest di Londra – n.d.r.) e da qui si finiva a casa tua e di Giggetto a farci delle mangiate pantagrueliche “Neapolitan Style”.

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Planet Funk

Era nel vostro stile rintronare il discografico inglesino, nel suo ufficio, con mix a volumi allucinanti, per poi trascinarli a mangiare a casa vostre dinners infiniti… fino al resto della serata che regolarmente finiva alle 6 del mattino. A quel punto il contratto era chiuso, non solo per la bontà del cibo ma per sfinimento! Il fatto che poi Sergio, e i suoi soci, sapessero di musica e di discografia più di tutto il music biz inglese messo insieme, aiutava molto.

Tuttora mi chiedo come facevi a trovare il pomodoro napoletano a Londra negli anni ’90. Dividevo con te l’amore per Napoli e i napoletani, non mancavi mai di farmi trovare una agenda, un depliant di qualche B’n’B misterioso e particolare, sicuramente lussurioso e sciccoso … e mica me lo davi, sapevi benissimo che l’occhio mi cadeva … poi con lo sguardo intrigante arrivava la frase ad effetto: ”te piace guaglio’ eh?“.

La voglia di vivere e di lavorare era inesauribile: non ne avevi abbastanza di fare il produttore, facevi anche l’artista (il tutto a 36 Anni)! Assieme a Marco, Alex e GG, ti inventasti i Planet Funk. Il pezzo Chase The Sun arrivò sui decks dei dj inglesi come una slavina, non si sentiva altro nei club. Avevate inondato a gogo la scena con White Labels (prodotti “senza etichetta” realizzati da un produttore che permette il rebranding da parte di altre aziende – n.d.r.).

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La Virgin si svenò per avere la vostra “etichetta bianca”, e fu forse uno degli advance più alti mai pagati per un pezzo dance. Chase the Sun finì per essere il pezzo ufficiale del campionato delle darts (le freccette – n.d.r.), che per gli Albioni (Albione è l’antico nome della Gran Bretagna – n.d.r.) maledetti vale a livello sportivo più del football stesso. MI ha fatto sempre sorridere il fatto che da buon partenopeo dovevi fare qualcosa che aveva a che fare con le scommesse.

I Planet Funk finirono col firmare con la Sony Music, e tutti insieme, compreso i capoccia del gruppo Sony, ci ritrovammo nel tuo studio a Napoli, una specie di kasbah a Mergellina, con tipi “misteriosi” che giocavano alla PlayStation con nuovi giochi (in giapponese), ovviamente “trafugati”. Poi, dopo avere mangiato, si andò tutti a vedere i Planet Funk dal vivo a Pozzuoli, dove, se ricordo bene, presentaste il nuovo disco con Dan Black (ex leader dei The Servant – n.d.r.). Inoltre ricordo di essere finito in una 127 Fiat, con una pazza bellissima che guidava a velocità folle, assieme a Torsten Luth (capo marketing della casa discografica) che iniziava a temere per la propria incolumità … altro che Rolling Stones! Tornammo da un party in spiaggia alle 10 del mattino per vedere te che, con sguardo sornione, sogghignavi: “te sei divertite eh guaglio!”.

Anche in quel periodo riuscisti a sfornare una hit, “Who Said “ … ed io al telefono che dicevo “Sergio dobbiamo gestire“ … e tu che rispondevi: “ma che gestì statte bbuon!”.

So che il tuo humour mi mancherà tanto, ma più di tutto mi mancherà la tua bontà, oltre che alla tua pasta, ovviamente. Un abbraccio forte a te, Federica e Adriano.
Ce vedimme! Fai un buon viaggio grande amico mio.

sergio della

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