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Non diventate trap-dipendenti, ma serie-dipendenti: Posiscion TU

TU, la band troppo duo. Due in bombetta, sui quali lasceremo il dubbio circa un’identità più precisa, fautori di Posiscion TU, web series che analizza, con tanta ironia e intelligenza, la seconda posizione dei singoli più venduti e ascoltati in Italia, stessa ironia che ritroviamo anche nelle loro canzoni.

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I TU – no, non è un errore. I TU, la band troppo duo. Due in bombetta, sui quali lasceremo il dubbio circa un’identità più precisa.

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I TU sono anche tu che li ascolti, perché come dice il primo assioma del pop e come dicono anche loro giocando appunto sulla frontiera del pop, non avrai altro duo all’infuori di TU. Grazie al loro approccio umorista, attualmente forse la sola via percorribile, i TU ci danno l’occasione di porci delle domande in modo pratico e disilluso sul fare musicale, in particolare sulla copia della materia prima musicale.

L’unica cosa che dovete sapere è che i TU sono i fautori di Posiscion TU, web series che analizza la seconda posizione dei singoli più venduti e ascoltati in Italia, e che ci ha fatto ridere e fare dei clap clap virtuali già a partire da ottobre 2017.

Tra le poche certezze della vita, la sicurezza che la classifica italiana non li deluderà, il secondo posto (ma il dubbio sale, al primo la situazione è così differente?) offrirà sempre materiale ottimo per smontatura ironica, con singoli di successo o – dipende dai punti di vista – quelli che ci provano, e a volte ci provano fin troppo, ma non arrivano alla numero uno. Come previsto, il 2018 non ci delude e la seconda serie di Posiscion TU riparte col botto: Diego Armando Maradona della Dark Polo Gang.

POSISCION TU 2×01 / Dark Polo Gang / Diego Armando Maradona

"si possono fare delle coccole da lontano?"Di tenerezza, di dolcezza, di tecniche di sopravvivenza nel bronx della Roma-bene.Di questo e di altro si parla nella PRIMA PUNTATA della #secondastagione di #posiscionTU.ah si… alla fine del video suoniamo pure. Facciamo la #cover della Dark Polo.Fan***o se non condividi!Dark Polo Gang Sick Luke Musicademmerda

Pubblicato da TU – la band troppo duo su Giovedì 18 gennaio 2018

 

E questa settimana, Havana di Camila Cabello:

POSISCION TU 2×02 / Camila Cabello / Havana

CAMILA CABELLO!!!!!ehm.. ma chi è Camila Cabello?ehm……bah.per la 2a puntata di #POSISCIONTU si vola a l' #havana!(però a una certa c'è pure James Hetfield)#xfactorUSA #fifthharmony #superstarsconosciute

Pubblicato da TU – la band troppo duo su Giovedì 25 gennaio 2018

 

Spoilerandovi a ritroso la prima stagione, vi dico solo che tutto iniziò con Senza Pagare di J-Ax e Fedez, passando per delle perle come Mi Gente di J Blavin e Willy William, Lamborghini di Gué Pequeno feat Sfera Ebbasta e Elettra Lamborghini, Rockstar di Post Malone, Giovane Fuoriclasse di Capo Plaza…

Contenti di ripercorrere in questa lista tutta la qualità della classifica nostrana?

Mentre ci vergogniamo, poniamoci delle domande. La classifica FIMI, in virtù di e nonostante le nuove regole di calcolo che da gennaio 2018 includono le vendite e gli streaming premium, si conferma un’operazione … “magica”: nuove regole, eppure troviamo ancora un pezzo trap in seconda posizione. I cosiddetti “ragazzini” acquistano musica e abbonamenti, dunque, non si avvalgono solo dello streaming gratuito? Sono davvero solo i “ragazzini” ad ascoltare la trap, o meglio, CHI sono questi ragazzini? Temo che servirà un prossimo articolo per rispondere a queste domande con l’aiuto di un po’ di sociologia.

Per ora, armati di tanta voglia di lasciarci andare a una risata anche amara su tutto ciò, rimettiamoci in pari e rivediamo la prima serie di Posiscion TU, che ha aiutati a passare i traumi settimanali a suon di recensioni in modalità umoristica – e attenzione, sta qui tutta la differenza – a partire da un’analisi mai saccente o tecnicistica, sempre intelligibilissima che nomina cose per sempre oscure, come gli accordi e i tempi. Finalmente.

Insomma, in qualità di musicisti avrebbero potuto farvi dei tutorials su come suonare l’ultimo di J-Ax e Fedez, invece ci dicono «Parliamone». Il tutto, senza nascondersi come “quelli che fanno le televendite” o i “Giorgio Mastrota” (cit.) mentre i ragazzini nati alla fine degli anni ’90 stanno secondi in classifica. Ma che c’avranno messo questi nelle canzoni che noi non c’abbiamo ancora messo e per cui non siamo né primi né secondi in classifica? La domanda che si fanno anche molti produttori, insomma. Cosa funziona? O più semplicemente, cosa C’È in questo pezzo? Perché che sia davvero quella cosa a funzionare, così, automaticamente, è un po’ sottovalutarci in quanto ascoltatori.

Pubblicato da TU – la band troppo duo su Domenica 1 ottobre 2017

Dunque, intanto cosa possiamo evincere da un bilancio in tre mesi di classifica, ovvero dalla prima stagione di Posiscion TU?

  • Che siamo un popolo influenzabile, da vecchi e nuovi influencers.
  • Che i giri, che si parli di canzoni italiane o no, sono sempre gli stessi.
  • Che l’importante è passare dai cliché, inteso sia musicalmente sia simbolicamente (soldi, donne, ecc…). L’operazione di analizzare i testi delle canzoni in seconda posizione diventa involontariamente sociologica: i testi parlano di potere fatto dai soldi, spocchiosità maschile, droga, armi – fanno pubblicità e giustificano la loro natura di operazioni commerciali. Insomma, tutti valori genuini che gli adolescenti italiani scelgono di premiare comprando le canzoni.
  • Che anche quando si tratta di un intruso in questo bel gruppo omogeneo, ovvero Cremonini con «Poetica», il suono della batteria assomiglia a quello di x, la chitarra a y, gli archi a z. Non cadiamo dalle nuvole, prendere dai propri predecessori, più o meno lontani nel tempo, è la prassi, l’hanno fatto tutti.

In sintesi, niente di nuovo sotto al sole. Solo gli ingenui pensano che la creazione si faccia su un terreno asettico. Il nuovo non esiste, l’originalità sì, ma è quella dell’artista, della persona, che in quanto tale ha – dovrebbe avere – un modo unico di riappropriarsi di quello da cui attinge. Basta con la mistica della creazione musicale e il mistero del primo in classifica. Non è né magia dovuta a una capacità divinatoria del team dell’artista, né fatto completamente analizzabile, a causa di una parte di caso, di coincidenze, di reazioni a catena. No, non siamo neanche ricettori passivi – a questo voglio crederci.

Se tutti i brani in classifica hanno i soliti 4 accordi e le stesse ritmiche, significa che ci piacciono solo ciò che riecheggia a cose che abbiamo già sentito e dalle quali, dunque, ci sentiamo rassicurati? Siamo così musicalmente idioti e malleabili, autoterminali con quelle forme semplici (e non per questo aventi meno valore, badate bene) che vengono ulteriormente semplificate ad ogni riappropriazione, per mancanza di competenze da parte di quelli che la musica la fanno? Ci sarà almeno un elemento nuovo per brano, o di un brano su dieci, che ci passa sotto-pelle anche se non ce ne accorgiamo e getta i semi per un cambiamento? Ci speriamo.

Insomma, individuare i riferimenti musicali diventa un esercizio divertente quando è privo di un tono di condanna o distruttivista, quando l’approccio mischia politically correct & umorismo. Io sono riuscita a far diventare serio e pesante tutto ciò, quindi andate a vedervi le puntate di Posiscion TU per farvi delle risate.

Ah, per la cronaca, i TU non fanno solo video sulle canzoni degli altri, quella stessa ironia la ritroverete nelle loro canzoni, come Porto a spasso il cellulare, genialmente accompagnata da lyrics-video fatto su Whatsapp. Largo all’ironia, quella intelligente.

tu

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Elena Nesti
Classe ’88, la Nesti è nata in uno scontro tra civiltà, quella pisana e quella livornese. Scappata di casa in direzione della capitale, qui a vent’anni tondi tondi è riuscita a far produrre il suo primo spettacolo musicale, « Seta & Cera ». Una tesi sulla metanarrazione e il canto melismatico nell’opera-rock Rent l’ha portata alla laurea in DAMS - e siamo d’accordo che per il suo bene non dovremmo farne menzione in una biografia - ma ha rimediato andando in esilio preventivo a Parigi per sette anni. Dopo aver sovversivamente portato l’hip hop e tutta la crew alla laurea in etnomusicologia e antropologia della danza, l’Università Franco-Italiana sovvenziona il suo studio per il dottorato di ricerca in antropologia della musica sulla ricezione delle canzoni come forme essenziali dell’interprete e come catalizzatori di diversi strati di vissuto. La Nesti è dunque tornata in missione sul campo di battaglia italiano carica a pallettoni, ma il suo amore di antropologa della musica per il suo oggetto di ricerca, l’essere umano musicale, si è esaurito in due giri di stazioni fm. Scriviamone.

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