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“Indietro tutta 30 e l’ode” torna indietro per mostrare un futuro alla TV italiana

"Indietro tutta 30 e l'ode" su Rai2, con Renzo Arbore, Nino Frassica e Andrea Delogu, ha totalizzato ieri sera quasi 4 milioni di telespettatori. Un vero e proprio BOOM!

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Indietro Tutta per andare avanti in TV.

A volte capita. Se vai “Indietro tutta” trovi le indicazioni migliori per andare avanti, e per dare una svegliata a una tv appiattita nei contenuti e nelle proposte. E’ il tempo a dirti ciò che è buono e ciò che può scomparire senza lasciare traccia. Ed è l’intelligenza e la creatività ad abbattere il confine tra passato, presente e, probabilmente, futuro.

Lo ha confermato ieri sera “Indietro tutta 30 e l’ode” su Rai2 che, in un colpo solo, ne ha fatto polpette del calcio, di Sciarelli e di Bonolis: quasi 4 milioni di telespettatori e uno share vicino al 20%. Tutto per un programma che ne raccontava un altro, di 30 anni prima, sempre con Renzo Arbore e Nino Frassica in prima linea. Un’autentica lezione per chi pensa che per suonare la grancassa Auditel occorrono le dispendiose ospitate straniere, il porno-sesso in un armadio, le violente interviste oscurate, le cascate di lacrime dalla De Filippi o le sceneggiate dalla D’Urso.

No, per fare un buon programma televisivo serve semplicemente chi lo sappia fare. Tre regole per riuscirci: divertirsi divertendo, improvvisare senza il terrore di uscire dalla scaletta, non copiare da altri format.

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Ieri sera è capitato esattamente come nelle puntate originali di Indietro tutta, con Arbore e Frassica spolverati dal tempo ma immutati nella goliardia, nell’entusiasmo e nell’ironia perchè “noi giochiamo e rigiochiamo, perché noi non ci arrendiamo fino a quando non vinciamo”. Due che 30 anni fa hanno fatto quello che alla tv non riesce oggi, anticipando i tempi (tipo l’invadenza degli sponsor, con Cacao Meravigliao) e fregandosene delle critiche e degli attacchi dei soloni della morale e del perbenismo che si scagliarono contro le ragazze Coccodè (antesignane delle odierne Veline, ballavano vestite da galline), salvo restarci incollati ogni sera per carpirne movenze e sorrisi.

Ieri sera poteva essere un programma tristissimo, come capita quando se ne ripercorre uno a distanza di quasi un’epoca. In questo caso addirittura di un millennio. Insomma la malinconia e le mancanze potevano farla da padroni. E invece accendi il televisore e ti sembra proprio di essere in quegli anni là, con Arbore e Frassica che indossano gli stessi costumi di scena e col cavolo che pensiamo a Renzo come un ottantenne. Ci piace l’eleganza del suo sorriso, l’allegria della sua giacca, la cura e la passione maniacale con cui ha suggerito le trame da riprendere e le sue scoperte riproposte dal web.

E ci è piaciuto tanto anche quello strampalato di un Frassica che non ha perso il vizio d’incatenarci in quelle sue battute sudoku, dove ogni parola può prendere il senso che tu gli dai. A rivedere i balletti, le canzoni, persino le improbabili magie di un giovanissimo mago Forrest ti accorgi di come la fantasia sia il vero potere per tenere attaccato non solo al programma, ma ai suoi personaggi, lo spettatore.

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Quella di Indietro tutta era una squadra formata dal fiuto di Arbore che non pescò da dove pescavano tutti, ma dove non vedeva nessuno. Tante anime scanzonate che lui non solo mise insieme, ma tenne unite dal lunedì al venerdì per 65 puntate dal 14 dicembre 1987 all’11 marzo 1988, creando uno spirito che oggi non trovi neppure sulla panchina della nazionale. Ridevano e stavano insieme anche fuori dal programma e lo fanno ancora oggi quando capita. Quelli che hanno fatto il carrierone ma anche quelli che, con meno fortuna, sono rimasti nelle retrovie.

Ieri, in tutta quella grande famiglia, c’è stato un passaparola infinito ed orgoglioso per incollarsi in contemporanea davanti al teleschermo. Non era solo un modo per rivedersi ma anche per stare di nuovo uniti. Una puntata di quasi 3 ore che non ha avuto cali di passione, che ci ha fatto sorridere di fronte ai volti della politica passata e ci ha commosso nel ricordo di un giornalista vero come Enzo Biagi.

Quel giovanotto di un Arbore sa suonarle ancora alla grande e se la Rai ha vinto per una sera (bisserà il successo anche mercoledì prossimo, stessa ora, stessa rete) ci resta il rimpianto che lo abbia colpevolmente ignorato per tutti questi anni. “Perchè?”, ci chiediamo con insistenza da ieri sera. La risposta ancora una volta arriva da quel genio di un Renzo: “La vita è tutta un quiz”.

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