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Cat Stevens Yusuf: “The Laughing Apple” è una ritrovata serena convivenza con se stessi – RECENSIONE

Cat Stevens Yusuf è uscito con il nuovo album “The Laughing Apple”, una introspezione che porta ad una ritrovata serena convivenza tra Cat e Yusuf.

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Voto Autore

di Athos Enrile

Cat Stevens ha creato e modellato la sua carriera all’interno della scena folk mondiale nel corso degli ultimi cinque decenni, ammaliando generazioni con il suo talento unico, capace di coniugare indimenticabili riff chitarristici con un mood nostalgico. Le sue liriche hanno avuto una grande influenza su milioni di persone che sono cresciute con la sua musica, e anche i più giovani conoscono perfettamente, ad esempio, “Father and Son”, un brano che non stanca mai e che è avvertito come manifesto generazionale, canzone in cui specchiarsi e all’occorrenza immedesimarsi.

Quale modo migliore per celebrare cinquant’anni di attività se non creando un album che permetta di viaggiare lungo i binari della memoria, soffermandosi sugli amici e sui racconti di tempi ormai passati?

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Cover dell’album

Il disco appena rilasciato, “The Laughing Apple, è il sunto di questo percorso introspettivo. L’immagine è quella di Cat Stevens che si siede comodamente su di una sedia, nella sua stanza delle creazioni, ed estrae il suo vecchio libro di canzoni e una chitarra acustica, decidendo di donare al mondo nuova serenità con una collezione di canzoni nuove e alcuni vecchi classici, reinterpretando quattro brani da “New Masters”(1967) e altri mai pubblicati all’epoca.

Forse c’è meno poesia di quella che vorrei, nella realtà dei fatti, forse tutto è stato studiato a tavolino nei minimi dettagli, ma l’idea che Cat e Yusuf abbiano trovato un compromesso e una serena convivenza fa pensare alla chiusura di un ciclo dopo attenti bilanci personali, e se tutto si rovescia nella musica, la sua Musica, beh, possiamo solo rallegrarcene.

The Laughing Apple” riunisce Yusuf con Paul Samwell-Smith – che ha prodotto l’opera più famosa di Cat Stevens degli anni ’70 – e il chitarrista Alun Davies, il cui lavoro di chitarra acustica è parte integrante di quelle sessioni.

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Insieme a una manciata di nuove canzoni, Yusuf ha rielaborato, per questo album, alcuni dei suoi primi brani (tra cui “Northern Wind“, “I’m So Sleepy“), oltre a far risorgere alcuni pezzi incompiuti – “You Can Do (Whatever)” risale alle canzoni che scrisse per Harold & Maude, ma non fu completata in tempo per l’uscita del film.

Non sorprende che “The Laughing Apple” abbia lo stesso profumo dei dischi vintage di Cat Stevens, come “Tea for the Tillerman” e “Teaser and the Firecat”, anche se quella attuale è chiaramente l’opera di un artista diverso, più antico ed esperto, e prendo come esemplificazione la nuova interpretazione di “Grandsons”, dove i testi riflettono quello che era un tempo l’immaginazione di un giovane diventata ora la certezza di un uomo… anziano.

Yusuf non riesce più ad afferrare le note alte, come era abituato un tempo, ma il ​​suo “strumento” appare in ottima forma e le armonie vocali si adattano perfettamente alle melodie.

Senza fare accenni a temi precisi tutto il lavoro è permeato da un sottofondo spirituale, che è poi quello che ci si aspetta da un artista che ha dedicato lustri della sua esistenza ad aspetti trascendenti, con la conversione all’Islam e il totale ritiro dalla scena musicale che, dal punto di vista discografico, coincide col suo dodicesimo album, “Back to the Earth” – 1978 – che darà il via a 29 anni di “assenza musicale”.

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The Laughing Apple” può essere considerato un buon compromesso tra diversi modi di proporsi – e differenti ere -, con Yusuf-Cat Stevens che prova a rinsaldare il legame con i vecchi fan; questo non si palesa come furbizia commerciale, ma ho trovato piuttosto un “prodotto” contrassegnato da impegno e sincerità, e questa fusione tra passato e presente rende l’’album il più soddisfacente di Yusuf dal suo ritorno alla musica popolare, avvenuto nel 2006.

Fascino intatto per Cat e la sua musica!

In tutte le tracce del disco è presente un grande musicista, un vero pilastro del folk rock che ama vivere nelle retrovie, ma che ha abilità compositive e di polistrumentista che vanno sottolineate. Sto parlando di Maartin Allcock che mi ha raccontato:

Sono presente su ogni traccia e mi è stato permesso di dare un grande contributo al disco. Sono  orgoglioso di quanto abbiamo realizzato, così come del primo posto nelle classifiche Amazon Folk & Songwriter. Io ho fatto tutte le parti di basso, la maggior parte delle chitarre elettriche, quasi tutte le tastiere, l’oud e un po’ di backing vocal; l’effetto “Morocco Radio Orchestra” è il frutto di un mio suggerimento e devo dire che tutto questo ha permesso di dare una rinfrescata alla mia autostima. Ma la cosa migliore è che il modo delle musica ha ritrovato il suo Cat Stevens!”…

Come dargli torto!?

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TRACKLIST

  1. Blackness of the Night – (03:01)
  2. See What Love Did to Me – (03:44)
  3. The Laughing Apple – (03:04)
  4. Olive Hill – (02:46)
  5. Grandsons – (03:03)
  6. Mighty Peace – (02:21)
  7. Mary and the Little Lamb – (03:35)
  8. You Can Do (Whatever)! – (03:10)
  9. Northern Wind (Death of Billy the Kid) – (02:41)
  10. Don’t Blame Them – (03:38)
  11. I’m So Sleepy – (02:21)

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