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Mengoni chiude questa sera il tour dei festival internazionali – Doppio disco di platino per “Sai che”

Nuove certificazioni per Marco Mengoni: “Sai che”, doppio disco di platino, 39esimo platino della carriera. Si chiude stasera il tour dei festival internazionali a Zeltfestival Ruhr (Germania).

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di Mariafrancesca Mary Troisi

Marco Mengoni chiude questa sera al Bochum Zeltfestival la sua estate europea, che lo ha portato a calcare i palchi di tre festival internazionali: Live at Sunset il 21 luglio a Zurigo, Heitere Open Air il 13 agosto, e questa sera, 29 agosto, Zeltfestival Ruhr (Berlino, Germania).

Tra il successo dei live, in Europa e Italia, e l’attesa del nuovo lavoro, arrivano nuove certificazioni da Fimi: il singolo “Sai che” (scritto dall’inossidabile Fortunato Zampaglione) è stato certificato doppio disco di platino; è il 24esimo platino dell’ultimo progetto e il 39esimo della sua carriera.

L’escalation di Mengoni non si arresta.

mengoni

SAI CHE TESTO

Sai che
Sono tornato a rivedere
Quel posto in cui andavamo insieme
Dove pioveva col sole

Ma no
Che non c’era più quella sensazione
Di gioia serena
Ricordi com’era
Che tutto splendeva
E io volevo te, tu volevi me

Eravamo davvero felici con poco
Non aveva importanza né come né il luogo
Senza fare i giganti
E giurarsi per sempre
Ma in un modo o in un altro
Sperarlo nel mentre

Sai che
Ho cercato un modo per dimenticare
Ma di colpo c’è il mio volerti bene
Che è ancora più grande di me

E non c’è
Un motivo per non tornare insieme
E sembri più forte di tutte le volte che
Tra tutte le volte
io ho voluto te, tu hai voluto me

Eravamo davvero felici con poco
Non aveva importanza né come né il luogo
Senza fare i giganti
E giurarsi per sempre
Ma in un modo o in un altro
Sperarlo nel mentre

Aver fatto di tutto per non stare alla porta
E trovarsi da soli col poco che resta
Rifugiarsi in un luogo lontano dal mondo
Dove sembra infinito anche un solo secondo

Dell’amore che resta
E del tempo che passa

E credimi lo sai che io cercavo un modo per dimenticare
Dimenticare di volere ancora bene a te
Ma non ci sono regole che puoi seguire per lasciare scorrere
E’ più forte di me

Eravamo davvero felici con poco
Non aveva importanza né come né il luogo
Senza fare i giganti
E giurarsi per sempre
Ma in un modo o in un altro
Sperarlo nel mentre

E’ l’amore che resta
Quando il tempo non passa
E tu resti alla porta
Con l’amore che resta

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Mariafrancesca Mary Troisi
Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina. Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola. In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo. Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia. Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”. Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa. Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti. Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione. Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie. Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie. Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente. Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere. Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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