Home Musica Levante e Max Gazzè insieme nel tormentone dell’estate: “Pezzo di me”

Levante e Max Gazzè insieme nel tormentone dell’estate: “Pezzo di me”

Levante e Max Gazzè centrano l'obiettivo: ormai il loro duetto dal titolo volutamente ambiguo, "Pezzo di me", è diventato il tormentone di questa estate.

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di Veronica Ventavoli

Gira in radio e tv da diversi giorni e già si annuncia come un amato/odiato tormentone di questa estate 2017: stiamo parlando di Pezzo di me, ultimo estratto dell’album Nel caos di stanze stupefacenti in cui Levante, in attesa del suo debutto a settembre come giudice di X Factor, duetta con l’istrionico Max Gazzè.

Accompagnato da un coloratissimo video girato nel quartiere romano Piccola Londra da Stefano Poggioni a partire da un’idea di Levante, nel quale vediamo susseguirsi quadretti tragicomici con protagonisti i due artisti. Pezzo di me fotografa lo stato di malessere che segue l’addio di due innamorati, ma si sofferma anche su come il trascorrere del tempo finisca col sanare ogni ferita attraverso la lente dell’ironia («Un giorno qualunque mi ricorderò di dimenticarti dentro a un cestino»). Ironia che, superfluo specificarlo, emerge prepotente fin dal titolo volutamente ambiguo ripetuto ossessivamente all’interno del brano («Tu sei un pezzo di me/ sei un pezzo di me/sei un pezzo di me, aah, aah, aah…»).

levante
Levante – Pezzo di me ft. Max Gazzé

La storia del brano la racconta Levante stessa sulla sua pagina facebook:

Nel 2010 si chiamava ‘Another Kiss’, la portai con me a Leeds insieme a tutta la voglia di vivere di musica, che fosse in inglese o in italiano non importava, importava che fosse.
Leeds fu un fallimento, uno dei tanti e ‘Another Kiss’ tornò nel cassetto insieme ai miei desideri, spuntarono invece i caffè e i cappuccini di cui vi ho sfracassato le palle in tutti questi anni.
La storia dopo la conoscete… ho riaperto quel cassetto, da cui attingo per esperienza e lezioni, e ho ritrovato quella canzoncina leggera che tanto mi piaceva, ma tanto proprio.
Ha trovato la sua strada nella mia lingua preferita, l’Italiano…
Grazie a Max Gazzè questo brano ha trovato la sua reale compiutezza e ci ha permesso di sancire la nostra amicizia… in un brano in cui ci lasciamo!
In questo video, nato da una mia idea, i due lati della medaglia di due pezzi di me“.

levante

Ecco il testo completo del brano:

Un altro addio
cadere nell’oblio
cercarsi per un po’ nel whisky di un bistrot
dove si va senza un’idea, dove si va domenica
un giorno in più pensando a chi eri tu
cercando di capire cosa sono io
come si fa di lunedì, come si fa se resti qui
un giorno qualunque mi ricorderò
di dimenticarti dentro ad un cestino

Tu sei un pezzo di me
sei un pezzo di me
sei un pezzo di me, aah, aah, aah

È martedì, la vita va così
un giorno tocchi il cielo e l’altro giù nel cesso
che sarà un coca e rum
lo dico qua, non bevo più
tre giorni e poi è subito il weekend a ricordare noi nel film di via col vento
me ne infischio, dici a me

Domani è un altro giorno, dico a te
e poi all’improvviso
mi ricorderò
di dimenticarti
dentro a un cestino

Tu sei un pezzo di me
sei un pezzo di me
sei un pezzo di me

Sei un pezzo di me
sei un pezzo di me
sei un pezzo di me

Scivola come immergere il sapone
vuoi darmela a bere la tua vanità
goccioli charme e non mi va di infradiciarmi l’anima
tu che ti lagni dei miei pochi impegni in tema di premure e di filosofia
ma non mi sfiora più un istante
neanche l’idea di chi tu sia
un giorno qualunque ti ricorderò
di dimenticarmi dentro un cestino

Tu sei un pezzo di me
sei un pezzo di me
sei un pezzo di me

Sei un pezzo di me
sei un pezzo di me
sei un pezzo di

levante

“Paraculata” puramente veniale o intelligente divertissement di due artisti prima di tutto amici? Se lo chiedono in parecchi sui social. Forse entrambe le cose. Il risultato, comunque sia, ci sembra gradevolissimo e scommettiamo tutto sul suo successo radiofonico e di vendite. Del resto chi di noi, in una storia d’amore, non è stato almeno un po’ un “pezzo di me”?

Levante, ricordiamolo, è in tour: tra luglio e agosto sarà in concerto in numerose località italiane, da Lamezia Terme a Brescia, mentre a settembre tornerà sul palco a Milano, Treviso, Roma e Modena.

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Veronica Ventavoli
Pistoiese di nascita, prima di laurearmi in Storia medievale all’Università di Siena e poi in Storia contemporanea a La Sapienza di Roma, ho lavorato per oltre dieci anni come cantante solista e in vari gruppi di cover toscani. In tale veste, vincendo quella che al tempo si chiamava Accademia della Canzone di Sanremo, ho avuto l’opportunità di partecipare all’omonimo Festival del 2005 classificandomi al terzo posto nella categoria Giovani. I primi ricordi nitidi che ho mi vedono impegnata a inventare e disegnare cartoni che non si sono mai animati, a imitare nei cortili parenti e personaggi famosi, a consumare i tanti 45 e 33 giri ricevuti in regalo da zii, cugini, vicini di casa: fra le sigle di Fantastico e il prog italiano degli anni Settanta, tra Pupo e i Beatles, anche se priva di fratelli e sorelle non mi sono mai sentita sola! Gli amici mi chiamano “scimmietta” perché sono tuttora curiosissima di conoscere canzoni, libri e film. Sono – da sempre, mi pare – devotamente innamorata di gatti, pastasciutte, David Bowie, Anna Marchesini e “Cipì” di Mario Lodi.

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