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“I testi dei cantautori italiani dovrebbero essere insegnati a scuola”-Così parlò Franceschini

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di Roberto Manfredi

In occasione della laurea ad honorem consegnata a Patti Smith in quel di Parma, il ministro Dario Franceschini si è lasciato scappare una dichiarazione quasi storica:
I testi dei cantautori italiani dovrebbero essere insegnati a scuola
”.

Magari se al posto di Patti Smith ci fosse stato Franco Battiato o Francesco De Gregori, la frase avrebbe avuto un maggior effetto. L’occasione è ghiotta per fare un punto sull’educazione musicale nelle nostre scuole, a partire dalle elementari.

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Giorni fa ho accompagnato mio figlio di nove anni con l’intera classe ad assistere a una edizione (fortunatamente ridotta) del Barbiere di Siviglia presso il teatro Arcimboldi di Milano. Era un’iniziativa della scuola. Per certi versi interessante, dato che i bambini erano stati istruiti per cantare in coro, seduti in platea, alcune frasi dell’Opera, come “La Calunnia è un venticello….”. Ho poi appreso che la compagnia, con orchestra annessa, ha fatto in tutta Italia più di cento repliche. E fin qui tutto bene.

Ho notato però che i bambini nell’atrio, anziché ripassare le parti del libretto, cantavano “Occidentali’s Karma” a memoria. Il che mi ha fatto riflettere. La domanda è così sgorgata come un acuto della Rosina in scena:
“Come si insegna la musica ai bambini?”.

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Così mi è venuto in mente il saggio di fine anno scolastico dell’anno scorso, dove l’insegnante di canto ha formato il coro della classe, facendo cantare tutti i trentasei bambini all’unisono, senza alcuna armonia. Un coro senza armonia è come una squadra di calcio che non sa distinguere tra difesa, centrocampo e attacco, destinata così a perdere per 8-0. Non entro in merito sul metodo, quanto invece sulla scelta della canzoni e quindi dei testi da cantare.

Nel caso del Barbiere di Siviglia, è bene ricordare che la prima dell’Opera di Gioachino Rossini avvenne nel febbraio del 1816. Il libretto scritto da Cesare Sterbini ha per titolo arie come : “Se il mio nome saper voi bramate” o “ Cessa di più resistere”. Nell’Ottocento si parlava così… fortunatamente Rovazzi non era ancora nato, altrimenti avrebbe scritto un’aria dal titolo :
“Dì si felice innesto molto interessante il tutto”.

Battute a parte, la storia va insegnata eccome, ma il metodo e il programma scolastico attuale salta dal Barbiere di Siviglia alle canzoni tipo “La forchetta Giulietta” o la gettonatissima “La Tartaruga” di Bruno Lauzi. Di contemporaneo, o almeno di più recente, non c’è nulla. Idem per l’insegnamento strumentale.

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A scuola girano ancora quegli orrendi flautini dolci, anziché chitarre o pianoforti. Forse perché il flauto dolce entra più facilmente nello zainetto, ma le scuole potrebbero pure dotarsi di un pianoforte, di una o due chitarre o un paio di tastiere, tanto la lezione di musica la pagano i genitori. Macchè. E vai allora con quegli strazianti sibili flautati. Così accade che i bambini imparano a scuola cose, temi, testi di cui si dimenticano appena arrivano a casa quando ascoltano le canzoni di oggi dagli iPad e dai film della Marvel con i supereroi trasmessi in tv.

Sto ovviamente parlando di bambini della terza, quarta elementare, di quei bambini cioè che crescono alla velocità della luce e che sanno già usare le tecnologie odierne.

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Roba che se non metti i filtri parental control sul tuo cellulare, vanno subito su YouTube a vedersi i video hip hop con donnine  seminude che sbattono il didietro in formato filo interdentale, in ogni dove.

Ora, facendo appello alla proposta di Franceschini, che per ora è solo una segnalazione e nulla più, non vedrei nulla di scandaloso se già alle elementari si insegnassero ai bambini canzoni come “Buonanotte Fiorellino” di De Gregori o “Attenti al lupo” di Lucio Dalla o “La fiera dell’est” di Angelo Branduardi. Sarebbe già un passo avanti per loro e anche per i genitori che sarebbero sicuramente entusiasti di fare le “ripetizioni” a casa, piuttosto che ricordare : “La calunnia è un venticello” o altre arie del melodramma ottocentesco.

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La scuola dovrebbe essere considerata come una sorta di finestra aperta sul mondo, e la materia ideale per questo è senz’altro la musica, canzone compresa. Se non lo capisce la Pubblica Istruzione è un bel guaio, perché poi la scuola a cui i bambini o gli adolescenti faranno riferimento, sarà quella che vedranno nei talent show in tv. Così i loro maestri ideali saranno JAX, Fedez e Rovazzi. Vogliamo porci rimedio prima che sia troppo tardi o lasciamo che la calunnia resti un venticello?

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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