8.4 C
Milano
domenica, Aprile 11, 2021

Ultimi post

Gli eredi di Battisti e Mogol vendono in blocco tutto il catalogo editoriale del duo

Voto Utenti
[Total: 3 Average: 4.7]

di Veronica Ventavoli

La Edizioni Musicali Acqua Azzurra srl, fondata da Battisti e Mogol nel ’69, e nota per aver pubblicato brani storici del duo come “Mi ritorni in mente”, “Pensieri e parole” e “La canzone del sole”, è in liquidazione e i diritti di utilizzazione delle celebri canzoni, detenuti dalla stessa, sono in vendita.

Stando all’Agenzia Radiocor, la decisione è stata presa dai soci a seguito del mancato accordo sulla prosecuzione dell’attività della società, la cui durata era stata fissata fino al 31 dicembre 2016.

A tirarsi indietro è stata la Universal Music Publishing Ricordi, che fa capo alla Vivendi di Vincent Bollorè e che ha una quota di Acqua Azzurra del 35%.

Gli altri soci di Acqua Azzurra sono, col 56%, l’Aquilone srl, detenuta dalla vedova di Battisti (che ne è anche presidente) e dal figlio Luca, e col 9% L’Altra Metà srl, controllata da Mogol (89%), dal figlio Alfredo (10%) e dalla figlia Carolina (1%).

I liquidatori, nominati nel corso delle assemblee durante le quali si è deciso per la messa in liquidazione di Acqua Azzurra, chiedono che, entro il 31 dicembre 2017, sia promossa la vendita in blocco del catalogo editoriale al fine di evitarne lo smembramento, che inevitabilmente ne comporterebbe la svalutazione.

In ogni caso, la vendita del catalogo editoriale non implica che gli eredi di Battisti e Mogol cessino di ricevere una percentuale degli incassi derivanti dallo sfruttamento delle canzoni firmate dal duo: chiunque comprerà il catalogo dovrà infatti continuare, per contratto e per legge, a versare agli eredi quanto previsto.

Ricordiamo che quello che ha portato alla liquidazione della società non è il primo scontro interno ad essa: risale al luglio scorso la sentenza di primo grado della causa che Mogol ha intentato contro Acqua Azzurra e la vedova di Battisti, cui chiedeva 8 milioni di euro. Il tribunale di Milano ha accolto solo in parte le richieste dell’autore, condannando la società a versargli 2 milioni e 651mila euro. Decisione che è stata impugnata, per cui si attende la sentenza di appello.

Facebook Comments

Latest Posts

I piu' letti

Resta in contatto

Per essere aggiornato con tutte le ultime notizie, offerte e annunci speciali.

Facebook Comments