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Crowdfunding, il futuro è dietro l’angolo?

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Crowdfunding on stage - Photo by Callie Morgan
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di Stefano De Maco

#Crowdfunding, cos’è? È la raccolta di fondi attraverso una #community di #followers per supportare anche economicamente un progetto artistico. È uno strumento che nasce dal mondo Business per trovare fondi per le tanto famose Start-up a livello generico, che si tratti di Aziende di qualsiasi tipologia. Cioè, ho un’idea e cerco finanziatori che consci delle potenzialità anche commerciali ed economiche, vogliano investire nel suo sviluppo. Quale migliore Start-up quindi di un Artista o una Band?

Fino a pochi anni fa, l’unico metodo per dare luce ai sogni nel cassetto di un Artista sconosciuto c’era la strada obbligata delle Major o Etichette. Il diffondersi e consolidarsi di Internet e i suoi sviluppi Social, ha aperto nuovi scenari, nuovi canali. Oltre Facebook, Twitter e Instagram su cui postare quotidianità, esiste SoundCloud, Bandcamp, Bandsintown, Stegeit. E quindi sarebbe il caso che aprissimo un po’ anche la nostra mente…

Personalmente credo che oltre al sostegno economico che può generare, c’è un altro importante aspetto nel #crowdfunding che spesso non viene considerato adeguatamente: la fidelizzazione e la motivazione emozionale. La prima rende il semplice #follower qualcosa di più di un Like aggiunto, spesso dato per simpatia o solidarietà. Se decido di investire anche solo 5€ in un progetto, significa che sono coinvolto molto di più nel suo sviluppo. Perché sono motivato, ed è il secondo aspetto, da una serie di Emozioni, oltre al semplice gusto personale. Perché la #fiducia, altro fattore fondamentale diventa un motore molto più profondo e coinvolgente.

In Italia esistono due realtà consolidate, la più famosa attualmente è #MusicRaiser, che è un aggregatore di proposte artistiche, la seconda che si sta facendo conoscere e #BandBackers.

Entrambe fanno grande riferimento alla nostra Fan Base, cioè quelle persone che ci seguono perché credono in ciò che facciamo, scriviamo o registriamo. Da qui ne deriva che la nostra atività in tal senso deve essere più mirata. E consigli in merito ce ne sono a iosa, tra blog e tutorial.

Ma attenzione, il #crowdfunding non è solo mirato a raccogliere fondi per la realizzazione di un Ep, Cd o un Vinile, ma può avere svariate applicazioni. Ad esempio, trovare il budget per realizzare un video con maggior respiro professionale, oppure pianificare una serie di Showcase in locali selezionati, che altrimenti non potrebbero accollarsi le spese di viaggio e alloggio, oltre al dovuto cachet della serata. Questo solo per cominciare. La creatività e le soluzioni sono pressoché infinite, come le idee. Ad esempio potremmo utilizzare i fondi per un missaggio o Mastering professionale, che alle volte fa veramente la differenza.

O anche, perché no, potremmo creare una campagna Social mirata, affidandosi a piccole agenzie, dinamiche ma molto agguerrite, che hanno ovviamente un costo a fronte poi di sviluppi molto concreti di consolidamento sociale. ad esempio #imSocial, solo per citarne una. Compito di queste agenzie è un’evoluzione 4.0 del classico Ufficio Stampa, molto più radicato però nelle dinamiche del Social.

Quello che noto è che, forse almeno qui da noi, c’è ancora un po’ di reticenza, all’estero invece molto meno diffusa. Molti qui credono ancora che l’unico canale valido sia il percorso di un Talent, che va detto, per sue intrinseche logiche commerciali e semantiche si rivolge ad una determinata fetta di pubblico, che ha pur sempre la sua ragion d’essere. Inutile scagliarsi polemicamente contro la TV e i suoi Contenitori, lamentando la mancanza di possibilità per altri generi musicali o progetti artistici. L’alternativa esiste, se la vogliamo veramente cercare, sia come Artisti, sia come Supporter. Addirittura #BandBackers offre la possibilità di diventare veri e propri finanziatori che otterranno un ritorno economico in base alla loro quota di sottoscrizione, secondo un modello quasi Borsistico Azionario. E tale ritorno, o Revenue, sarà generato da tutta la filiera di sfruttamento commerciale, oltre allle vendite del CdDa qui la definizione di Royalty Crowdfunding. E con un certo orgoglio, pongo l’accento che sono entrambe realtà Made in Italy.

#MusicRaiser prevede una soglia di Rewards (ricompense) proporzionali all’investimento scelto che può partire anche da 5€, circa 5 caffè… quanti ne spendiamo in cazzate?

Se provate a dare un’occhiata ad entrambi i portfolio di proposte, vi accorgerete che gli emergenti sono giovani Rapper, oppure Artisti che magari hanno proposte musicali che non sono perfettamente inquadrabili nel Pop di largo consumo, ma che hanno in ogni caso spunti molto interessanti, che hanno bisogno di crescere per affermarsi. Senza contare che sempre più frequentemente anche nomi di un certo rilievo artistico e nazionale si stanno rivolgendo a questo tipo di piattaforma, come ad esempio Almamegretta o Laura Bono, che pur avendo vinto Sanremo Giovani nel 2005 ha realizzato il suo ultimo CD attraverso una canpagna di #crowdfunding, superando persino l’obiettivo di raccolta.

La TV è veloce, forse troppo, e per sue esigenze e tipicità non può lasciare lo spazio e il tempo necessario alla maturazione artistica, cosa che invece in passato le Discografiche potevano fare, e hanno fatto, in maniera egregia. Pensate un po’ ad artisti come Baglioni, Dalla, Venditti, Battiato, Cocciante e molti altri. Pensate che i loro primi dischi fossero già dei successi?

C’è bisogno di tempo e spazio per crescere, e tralasciando le sterili polemiche, bisogna trovare quali modalità oggi ce lo permettono. Inutile rimpiangere il Passato. Oppure sotto sotto il fuoco che ci alimenta è solo quello della popolarità e della fama? Anche un calciatore ha bisogno di tempo per crescere e diventare il fenomeno che da ragazzino è potenzialmente. Perché è così difficile accettarlo in campo artistico? Spesso mi fanno tenerezza i Giovani Talenti buttati nell’arena, dove un’audience spesso incattivita si divide in Pro o Contro senza tenere minimamente in conto altri fattori se non l’estemporaneità del momento o di una nota calante… non sempre il Successo è l’unica chiave per determinare la riuscita di un progetto, visto che a volte è solo frutto del caso.

Seguo per interesse e lavoro molti profili anche stranieri di artisti, agenzie, blog che trattano questo fenomeno crescente, e mi sto convincendo che forse il vero problema non sta nelle possibilità, quanto nella Cultura, cioè la visione che possiamo avere della realtà (mica quella dei libri, eh)

C’è davvero tantissimo materiale artistico che merita la nostra attenzione, e direi anche il nostro amore. E c’è anche tantissimo lavoro da fare da parte degli Artisti per crescere, non soltanto nell’uso dei plugin, ma anche nella scrittura musicale e nelle dinamiche di interazione Social. Risorse in questo campo non ne mancano, basta essere sinceramente curiosi.

Solo così si può andare avanti, solo così possiamo fare il futuro.

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