Home Musica Michele Zarrillo: “Mani Nelle Mani” e un Video fatto un po’ con...

Michele Zarrillo: “Mani Nelle Mani” e un Video fatto un po’ con i “Piedi”

1546
0
SHARE
michele zarrillo
Voto Autore

di Annamaria Tortora

Michele Zarrillo, premetto, che è un artista che stimo da sempre, ma questa volta ha toppato.

Non tanto per il brano che è perfettamente in linea con il suo genere, ma per il video che accompagna la canzone: loro che si addormentano in un fienile mi ricorda i tempi de “Il canto del mare”… ad oggi l’immagine che due si addormentano in un fienile mi pare abbastanza obsoleta, ma tutto può essere!
E la mia critica va proprio a questo video.

La domanda è perchè?

Se un artista dopo tanti anni torna alla ribalta è indispensabile che si rilanci in modo corretto. E’ un video da Radio Italia 1995 che di moderno ha solo la ripresa dall’alto con il drone e la cui produzione non sarà costata più di 500 €uro (e se è costato di più, io un po’ mi incazzerei).

michele zarrillo

Il punto, comunque, non è quanto costa la produzione, ma che è un lavoro fatto veramente male… lui dietro la coppia come fosse un fantasma, la fotografia “asciutta”, fredda, attori inesperti, immagini lente, trascinate… in evidenza il brand del giubbino di Lei (ma qui potrebbe esserci una marchetta di Colmar), Zarrillo su uno sfondo bianco, dapprima con gli occhiali da vista, nel frame successivo con quelli da sole, e poi ancora da vista… e poi ancora da sole.

Ora io dico… gli occhiali da sole fanno un sacco figo, ma magari su esterne, non su sfondo asettico, no? Un video privo di sceneggiatura e diciamolo pure… VECCHIO. Ora se l’idea era quella di rilanciare la vecchia scuola con un video un po’ “amarcord”, ci sta pure, ma se volevano rilanciare Zarrillo, lo hanno fatto respirare n’attimo a Sanremo e lo metteranno nuovamente buono buono ai ripari (quasi quasi ho preferito il look di Masini).

michele zarrillo

Il problema è che oggi il mondo della musica e dei nostri ascoltatori è particolarmente esigente e attento: i video ad oggi devono essere dei veri e propri cortometraggi, devono dirti qualcosa al di là della canzone, devono portare l’ascoltatore a visualizzare il video più e più volte. Io ricordo che mi incantai dinanzi al video di “Basta così” di Elisa e Giuliano Sangiorgi, ma non tanto per il brano (comunque di una bellezza indiscussa) ma proprio perchè il video ti incollava allo schermo come fosse un film d’azione.

Penso che i più grandi artisti della musica italiana abitino gli anni ’90 (forse anche un po’ prima, vedi il successo della fiction C’era una volta Studio Uno, trasmessa in due puntate su Rai Uno questi ultimi due giorni, che ci ha ricordato come è nata un’artista come Mina) e abbiamo bisogno ancora della loro voce e di grandi successi immortali come quelli che ci siamo lasciati alle spalle, ma senza una degna produzione, continueremo a veder correre delle vecchie Fiat500 su un circuito da Formula Uno… non arriveranno mai in tempo al traguardo, non vinceranno mai.

michele zarrillo

Ora questa mia lunghissima critica non può infatti che rispecchiarsi palesemente nel numero di visualizzazioni del video. Ad oggi ancor di più è indispensabile essere VIRALI e affidarsi ai guru del web, perchè in fondo il successo parte anche, anzi soprattutto da loro, che ogni giorno si confrontano con gli utenti conoscendo perfettamente le tendenze, i punti deboli e di forza di ogni target.

Scusatemi, oggi mi sento un pò malefica, ma del tutto obiettiva!
E voi? Cosa ne pensate?
Buona visione a voi!

Michele Zarrillo
Michele Zarrillo – Mani Nelle Mani (Sanremo 2017)
SHARE
Previous articleFranco Daldello e cinquant’anni di storia della musica italiana – INTERVISTA
Next articleErmal Meta: il bello di avere talento, gusto, mestiere e cultura musicale – RECENSIONE di “Vietato morire”
Annamaria Tortora
Annamaria Tortora nasce a San Severo (FG) il 4 luglio 1988 da padre artigiano e madre casalinga. All’età di 13 anni, incoraggiata da papà Lello incomincia il suo percorso musicale scegliendo come suo strumento, la chitarra classica. Da qui in avanti la sua passione diventa un vero e proprio percorso di vita tanto che comincia a dedicarsi alla stesura di testi aspirando così al cantautorato. Nel 2005 partecipa alle selezioni per la 48esima edizione del Festival di Castrocaro Terme e nello stesso anno intraprende gli studi canori presso la “Labomusica” di Modena, scuola di canto fondata da Carlo Ansaloni in collaborazione con Silvia Mezzanotte dei Matia Bazar e Leone Magiera, maestro storico del grande tenore Luciano Pavarotti. Partecipa nel 2010 ad uno stage di scrittura creativa con il celeberrimo autore “Bungaro” e nel giugno del medesimo anno è finalista del Premio Musical-letterario “Lunezia” con la canzone “Il sognatore sulla luna”. Nel 2012 ha partecipato con lo stesso brano anche a Sanremo Social e pubblica con la casa editrice Anam Edizioni l’omonimo libro con il disco inedito in abbinamento editoriale. Ad oggi il suo percorso artistico è in continua evoluzione: organizza concerti, serate di musica dal vivo e continua a scrivere canzoni per sé e per gli altri. Sgomitando tra gli emergenti, sogna di diventare critico musicale o di lavorare nell’industria discografica e così parallelamente alla sua passione per la musica porta a termine i suoi studi universitari e nel dicembre 2015 consegue il titolo di dottore magistrale in Marketing, Comunicazione d’Impresa e Nuovi Media presso l’università LUMSA di Roma. Attualmente e consulente e ufficio stampa in Edelman Italia, ed è responsabile marketing e comunicazione dell’associazione di clownterapia “Teniamoci per Mano Onlus”.

Commento su Faremusic.it