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Michele Zarrillo: “Mani Nelle Mani” e un Video fatto un po’ con i “Piedi”

Voto Autore

di Annamaria Tortora

Michele Zarrillo, premetto, che è un artista che stimo da sempre, ma questa volta ha toppato.

Non tanto per il brano che è perfettamente in linea con il suo genere, ma per il video che accompagna la canzone: loro che si addormentano in un fienile mi ricorda i tempi de “Il canto del mare”… ad oggi l’immagine che due si addormentano in un fienile mi pare abbastanza obsoleta, ma tutto può essere!
E la mia critica va proprio a questo video.

La domanda è perchè?

Se un artista dopo tanti anni torna alla ribalta è indispensabile che si rilanci in modo corretto. E’ un video da Radio Italia 1995 che di moderno ha solo la ripresa dall’alto con il drone e la cui produzione non sarà costata più di 500 €uro (e se è costato di più, io un po’ mi incazzerei).

michele zarrillo

Il punto, comunque, non è quanto costa la produzione, ma che è un lavoro fatto veramente male… lui dietro la coppia come fosse un fantasma, la fotografia “asciutta”, fredda, attori inesperti, immagini lente, trascinate… in evidenza il brand del giubbino di Lei (ma qui potrebbe esserci una marchetta di Colmar), Zarrillo su uno sfondo bianco, dapprima con gli occhiali da vista, nel frame successivo con quelli da sole, e poi ancora da vista… e poi ancora da sole.

Ora io dico… gli occhiali da sole fanno un sacco figo, ma magari su esterne, non su sfondo asettico, no? Un video privo di sceneggiatura e diciamolo pure… VECCHIO. Ora se l’idea era quella di rilanciare la vecchia scuola con un video un po’ “amarcord”, ci sta pure, ma se volevano rilanciare Zarrillo, lo hanno fatto respirare n’attimo a Sanremo e lo metteranno nuovamente buono buono ai ripari (quasi quasi ho preferito il look di Masini).

michele zarrillo

Il problema è che oggi il mondo della musica e dei nostri ascoltatori è particolarmente esigente e attento: i video ad oggi devono essere dei veri e propri cortometraggi, devono dirti qualcosa al di là della canzone, devono portare l’ascoltatore a visualizzare il video più e più volte. Io ricordo che mi incantai dinanzi al video di “Basta così” di Elisa e Giuliano Sangiorgi, ma non tanto per il brano (comunque di una bellezza indiscussa) ma proprio perchè il video ti incollava allo schermo come fosse un film d’azione.

Penso che i più grandi artisti della musica italiana abitino gli anni ’90 (forse anche un po’ prima, vedi il successo della fiction C’era una volta Studio Uno, trasmessa in due puntate su Rai Uno questi ultimi due giorni, che ci ha ricordato come è nata un’artista come Mina) e abbiamo bisogno ancora della loro voce e di grandi successi immortali come quelli che ci siamo lasciati alle spalle, ma senza una degna produzione, continueremo a veder correre delle vecchie Fiat500 su un circuito da Formula Uno… non arriveranno mai in tempo al traguardo, non vinceranno mai.

michele zarrillo

Ora questa mia lunghissima critica non può infatti che rispecchiarsi palesemente nel numero di visualizzazioni del video. Ad oggi ancor di più è indispensabile essere VIRALI e affidarsi ai guru del web, perchè in fondo il successo parte anche, anzi soprattutto da loro, che ogni giorno si confrontano con gli utenti conoscendo perfettamente le tendenze, i punti deboli e di forza di ogni target.

Scusatemi, oggi mi sento un pò malefica, ma del tutto obiettiva!
E voi? Cosa ne pensate?
Buona visione a voi!

Michele Zarrillo
Michele Zarrillo – Mani Nelle Mani (Sanremo 2017)

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