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Nesli & Alice Paba insieme a Sanremo con “Do retta a te” che anticipa l’uscita dei loro album

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Nesli Alice Paba
Voto Autore

di Elena Nesti

Nesli e Alice Paba, un duetto tra due cantautori, anomalo. Anomali i due cantautori di per sé: uno che scavalca le barriere che vorrebbero ingabbiarlo in un genere, l’altra perché vincitrice di un talent show sebbene cantautrice.

Ma se la follia è alla base dei grandi risultati artistici, attendiamo il Festival di Sanremo curiosi di assistere all’esplodere della miscela Nesli – Alice Paba.

Il 10 febbraio escono i loro album rispettivi, “KILL KARMA La mente è un’arma” e “Se fossi un angelo“, entrambi prodotti da GoWild Music per Universal Music e entrambi contenti il brano che presenteranno a Sanremo.

Nesli Alice Paba

L’ho ascoltato:
Do retta a te” ha tutte le carte in regola per diventare una punta di diamante del repertorio nesliano, in quanto conferma la singolarità del suo modo di scrivere, caratterizzato dai lunghi versi nelle strofe – ultimamente ricalcato da più di un autore, ma al contrario suo, senza per forza qualcosa da dire in una forma in cui bisogna dare un senso a una grande quantità di parole – e un piglio da “distruttore di ritornelli” che, non si sa per quale strano miracolo che sbeffeggia le consuetudini del songwriting, danno come risultato una canzone che sarà perfetta da ascoltare in radio.

Se “Do retta a te” è perfetta per un duetto, è proprio perché non parla necessariamente di amore: i due cantautori non saranno costretti a impersonificare la solita coppia uomo-donna, ma ci parleranno della fiducia che sta alla base di qualsiasi rapporto. Le scelte musicali e interpretative sono coerenti con il testo della canzone e evitano i cliché della forma-duetto. Ma mi fermo qui perché non voglio rovinarvi la magia di scoprire il brano sul palco di Sanremo.

Nesli

KILL KARMA La mente è un’arma” conterrà 6 nuovi brani di Nesli e chiuderà la trilogia iniziata con “Andrà Tutto Bene”, mentre per Alice Paba si tratta del debutto discografico, felicemente ritardato in nome dell’obiettivo preposto, quello di arrivare a un risultato di cui andare fieri e non di un semplice prodotto “da far uscire” a giugno per cavalcare l’onda della sua vittoria a The Voice.

Il merito, l’incontro con il produttore Brando (produttore di Schiena di Emma e Viva i Romantici dei Modà) dietro le quinte di The Voice e la causa perorata da Michele Monina, affiché si rispettassero i tempi artistici di lavoro sulla giovane cantautrice, mandando al diavolo i tempi schizofrenici del  music business, per una volta, di fronte al talento.

Nei tempi stretti di un mese di lavorazione “sarebbe stato più difficile esprimermi” – dice Alice, che appare soddisfatta di aver potuto firmare tre canzoni nel suo album di esordio, a soli diciannove anni, e di dare prova sia di un’energia squisitamente pop-rock che di un’introspezione cantautoriale. Una diciannovenne cresciuta a De Andrè, Angelo Branduardi e Lucio Battisti è esemplare raro da salvare dall’estinzione.

Nesli Alice Paba

Se i quaderni di Nesli sono pieni di poesie e quelli di Alice di disegni, entrambi sono pieni di canzoni, di sincera voglia di comunicare con un certo “tormento” e di sana follia che sembra accomunare le loro visioni originali.

«Ci siamo dati retta a vicenda»: l’unisono raggiunto nei brani di Sanremo testimonia un incontro più che fortunato. Il loro brano merita davvero di passare la prima scrematura, anche perché contiamo su di loro per risvegliare dal torpore il pubblico sanremese nella serata delle cover al suon delle chitarre punk-rock della loro versione di Ma il Cielo è Sempre Più Blu. Cover che qualcuno in conferenza stampa chiede se, vista la riuscita del nuovo arrangiamento, potrà uscire come singolo, magari a “pimpare” la nostra estate 2017.

Una cosa è certa, con Nesli e Alice Paba si tiene lo sguardo al futuro.

Nesli Alice Paba

TESTO – Do retta a te

di F. Tarducci – O. Grillo – F. Tarducci
Ed. Universal Music Italia/Go Wild – Milano

Do retta al tuo cuore, ti lascerò andare
Ma poi non tornare perché fa più male
Do retta al cammino, restarti vicino
O correre lontano andando verso il mio destino.
Do retta al tempo che tutto lava
Che fa sbiadire quanto mi amava
Quanto mi odiava, do retta a questo
Alla prigione che ogni giorno costruisco.
Senza catene addosso è solo il bene che ora posso esprimere
E ridere perché ho imparato solo adesso a vivere.
Tu se questo è il senso lo sai tu
Quello che cerco non c’è più
Restare uniti oppure persi in questa vita e ricomincia quando è già finita
Tu dicevi non ci penso più
Volevi il cielo sempre blu
La notte è lunga un giorno e io non torno mai, do retta ai guai che mi hai dato tu.
Do retta a mio padre che dice di andare e di stare attento alle donne perché ti fanno cambiare.
Do retta al mondo e al solo credo che ci governa come impazziti.
Senza catene addosso è solo il bene che ora posso esprimere e ridere perché ho imparato solo adesso a vivere.
Tu se questo è il senso lo sai tu
Quello che cerco non c’è più
Restare uniti oppure persi in questa vita e ricomincia quando è già finita
Tu dicevi non ci penso più
Volevi il cielo sempre blu
La notte è lunga un giorno e io non torno mai, do retta ai guai che mi hai dato tu.
Persa in tutte le strade che portano sempre in un posto
Come le persone si incontrano e vanno all’opposto
Come le persone si incontrano e vanno all’opposto e vanno all’opposto.
Tu dicevi non ci penso più
Volevi il cielo sempre blu
La notte è lunga un giorno e io non torno mai, do retta ai guai che mi hai dato tu

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