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LA LA LAND UN FILM CHE VA DRITTO AL CUORE – RECENSIONE

Voto Autore

di: Marco Volpato

La La Land è un titolo di un film che suggerisce l’idea di un qualcosa di frivolo, di un qualcosa che si presta ad essere visto un po’ distrattamente e invece è un tumultuoso susseguirsi di contrapposizioni.

Siamo a Los Angeles, capitale del cinema mondiale e il film inizia inquadrando un’autostrada bloccata, con migliaia di automobili ferme, in coda ad aspettare, bloccate.

Un vero ossimoro rispetto allo svolgimento fluente della narrazione.

Il film è piaciuto a tutti, critica e pubblico, forse perché la semplicità è ancora capace di spiazzare.

Un colpo al cuore: una storia d’amore? Due storie a confronto? Due modi di vedere e vivere la vita differenti? Il film è tutto questo.

Il regista Damien Chazelle si dimostra profondo conoscitore della storia del cinema;  infatti “La La Land” non è solo un musical, è anche un po’ cinema d’autore. In pratica possiamo parlare di “metacinema”, ovvero di un film che vive un altro film.

I protagonisti, un’eccellente Emma Stone e uno strepitoso Ryan Gosling, vivono a loro volta in un altro film e un altro ancora, come se le loro vite, le loro decisioni fossero già viste, già vissute, le loro azioni, tutte, sono sfacciatamente sincere e reali.

Gli omaggi al cinema del passato sono evidenti, ma appena sfiorati con estrema delicatezza: parliamo di “Un americano a Parigi”,  “Cantando sotto la pioggia”,  “Gioventù Bruciata” (probabilmente il film che preferisco) e molto altro ancora.

La La Land
La La Land – Trailer Italiano Ufficiale

Il film ci racconta anche della vita di Hollywood, dei divi del cinema, di come sia pericoloso e spesso infelice entrare in quel giro infernale che è il mondo irreale del cinema, ma mai in modo diretto come nei film di Woody Allen.

E’ un’analisi profonda del sentimento , quello umano, in una dimensione cinematografica che si presenta quasi del tutto scevra da sentimenti.

Un film  veramente fantastico che fissa la sua grandezza proprio nella capacità di contrapporre, il mondo, ed il cinema di ieri, con quello di oggi; una sorta di danza fra due sconosciuti che condividono però lo stesso ballo.

La La Land è storia di due giovani che ancora sanno sognare.

Lui, Sebastian (Ryan Gosling), amante perduto (citazione del film di Hitchcock con Ingrid Bergman, della quale vediamo una gigantografia appesa nella camera della protagonista) del jazz, ha un sogno: affermarsi come musicista, pianista ed in particolare aprire un locale suo, dove il jazz possa tornare ai splendori di un tempo; e lei Mia (Emma Stone), un’attrice in cerca di successo, o almeno convinta di potercela fare e non teme il confronto con il passato, inevitabile, detterà alcune scelte del presente.

La La Land

I due si innamorano, rincorrendosi, corteggiandosi, quasi in modo utopico, come nei vecchi film di una volta per poi diventare cinici ed estranei con la freddezza del cinema di oggi nella lotta verso il successo.

Prima di andare a vedere questo delizioso film, un’amica mi ha detto che mi sarei emozionato, perché il film parlava un po’ di me e di lei; ora, storia d’amore a parte, il film non può parlare di noi, invece racconta dell’idea comune che c’è alla base.

E’ vero, anch’io ho un’ambizione musicale e lei cinematografica, ma questo da solo non basta per dire che un film ci racconta.

Non racconta nessuno di noi.

Così mi sono soffermato a pensare, sognando ad occhi aperti, di trovarmi in pieni anni ’50, come lo stile del film, fermo a guardare fuori dalla finestra magari in una soffitta di New York con un tè in mano e lì ho realizzato… l’idea comune che tutti noi che sappiamo intrinsecamente cosa debbono fare, lo fanno, senza però conoscerne il vero motivo, pronti a sacrificare e rinunciare a tutto, solo in questo modo si può combattere per un sogno.

Mi riprendo quando ripenso al momento in cui nel film (e nella realtà)  Sebastian afferma che “si giunge ad un punto in cui si può cambiare idea rinunciare ai grandi valori che si avevano, in virtù degli stessi. Rinunciare a quel che si voleva, facendo una cosa diversa, a volte contraria alle proprie idee, con lo scopo (o la scusa) di riprendere in mano, un domani, i proprio sogni, i propri ideali”, ma è evidente che la realtà non rispecchia i sogni.

La La Land

Arriva un momento in cui, magari riuscendo in quella “cosa diversa” ci si accontenti, ce lo si faccia bastare, o che ci s’illuda di essere felici o sereni, ma tutte queste sensazioni sono solo illusorie.

La realtà è che ci si è arresi e non sisi sia fatto tutto per renderlo possibile ed allora  è inevitabile ritornare sui propri passi, sui propri ideali, sulle proprie convinzioni, perché quando lo spirito di un’artista è presente e vivo, non c’è nota, non c’è film, non c’è quadro, non c’è poesia, non c’é infelicità che tenga.

Sei solo, consapevole ancor prima di conoscere, ancor prima di aver imparato.
Sapere prima di conoscere.

Questa è la caratteristica che unisce i due personaggi che ci suggeriscono, tra le righe,  che nella realtà tutti quanti dobbiamo accettare dei compromessi: nelle amicizie, nei sentimenti, nel lavoro, nelle passioni, ma ad una condizione: che alla base di questo ci sia una slancio quasi primordiale quello slancio vitale predicato da Bergson.

“La la land” è un film che è stato già molto premiato: 7 Golden Globes vinti su 7 nomination (come da nostro articolo precedente) 3 CRITICS’ CHOICE AWARDS, 1 CRITICS CIRCLE AWARDS, la Coppa Volpi per Emma Stone al Festival di Venezia 2016 e altri ancora ne prenderà. Inoltre ha ben 14 nominations agli OSCAR per Miglior Film, Miglior Regista, Miglior Attore, Migliore attrice, Miglior Sceneggiatura originale, Miglior Fotografia, Miglior Montaggio, Migliori Costumi, Migliore scenografia, Migliore Colonna Sonora, Miglior Sonoro.

La La Land

A proposito della Colonna Sonora, dal 27 Gennaio è disponibile in tutte le piattaforme digitali: in America è già al primo posto su Itunes.
Tutti brani sono stati scritti da Justin Hurwitz, Benj Pasek e Justin Paul, e prodotte da Justin Hurwitz, Marius de Vries e Steven Gizicki. Tra i premi BAFTA vinti c’è anche quello per “BEST ORIGINAL MUSIC”.

La parte “tecnica” più interessante del film è che le canzoni non sostituiscono i dialoghi, come purtroppo avviene in molti altri musical, ma vanno a coprire le parti secondarie, quelle meno interessanti. Pertanto un ballo unito a una canzone sostituisce, ad esempio, un monologo di corteggiamento.

In conclusione questo film è un film che farà sempre più parlare di sé e che, nel tempo, sarà -a mio avviso- un esempio per il futuro cinema musicale, dal punto di vista tecnico e della narrazione del racconto.

La La Land è un film che va dritto al cuore e ne estrapola i sentimenti più semplici ed essenziali.

Un film che racconta la vita come se fossimo in  un film, con degli sguardi fugaci verso la realtà.

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