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Suonino le Trump

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di Roberto Manfredi 

Trump ha ricevuto una lista lunghissima di dinieghi da parte di artisti che hanno rifiutato di esibirsi alla cerimonia di insediamento del neo presidente. Si è fatto un gran parlare su tutta questa faccenda.

Vittorio Sgarbi ha postato una serie di video virali contro il Volo, che in realtà non hanno avuto nessun invito ufficiale a presenziare alla cerimonia. Lo strascico polemico che ha visto anche la risposta piccata del loro manager Michele Torpedine lascia il tempo che trova. Più interessante invece è la lista dei NO di tanti musicisti americani, compreso quella della cover band di Bruce Springsteen, fatto davvero clamoroso. Una cover band che rifiuta un evento mediatico simile è veramente incomprensibile.

Tom Barrack

Non conosciamo il curriculum di Tom Barrack, l’organizzatore della cerimonia, ma certo lo staff del biondone americano lascia davvero a desiderare. Ad esempio, perché non hanno pescato a piene mani negli Stati un cui Trump ha trionfato? Possibile che durante la sua campagna non ci fossero stati dei concerti a suo favore? Peraltro a Trump i soldi non mancano e si sa che i dollari in America contano più dei buoni sentimenti.

Ci risulta che persino il fascistone Ted Nugent, il peggior chitarrista rock del pianeta abbia rigettato l’invito, contribuendo ad allungare lista dei rifiuti davvero da top ten: Elton John, Gene Simmons (dei Kiss ), Andrea Bocelli tra gli altri.

Così alla fine Tom Barrack ha scelto una certa Jackie Evancho, una sedicenne passata nella “Hall Fame” per aver partecipato nel 2010 allo show televisivo “American’s Got talent”.

Jackie Evancho

Ha partecipato per l’occasione anche un coro di mormoni, il cui nome non interessa assolutamente a nessuno, probabilmente neanche ai mormoni stessi. Avvio davvero anomalo per un presidente che potrebbe “comprarsi” chiunque.

Eppure per Obama cantarono Beyoncé e Stevie Wonder, Frank Sinatra per John Kennedy, Bob Dylan per Clinton.

E mentre la rediviva Madonna sale sul palco urlando “Fuck You” a Trump durante la manifestazione a cui hanno partecipato oltre cinquecentomila donne americane, e Bruce Springsteen fa una chiamata alle armi a tutto lo Star System dichiara a gran voce è iniziata una nuova resistenza“, Trump invece si siede nello studio ovale portandosi dietro un paio di cd di Dolly Parton, stella vintage del country ortodosso.

Poer nano, direbbe Dario Fo. La spiegazione di tutto questo sembrerebbe palese, e in realtà è un fatto davvero senza precedenti. Si sa che gli artisti tendono giustamente a non scontentare il proprio pubblico, per cui schierarsi politicamente potrebbe deludere qualche fan. Meglio evitare per pure ragioni di business, ma certo dire di no a un presidente degli Stati Uniti, che peraltro ha avuto un forte consenso, è davvero rischioso e non solo per la propria carriera artistica. Ci permettiamo quindi di consigliare al biondone platinato di imitare Bill Clinton, che spesso si faceva vedere con il sax in mano. Impari anche lui uno strumento, possibilmente facile, tipo l’Ukelele, tanto per ingraziarsi le simpatia di qualche musicista.

In fondo imparare uno strumento musicale fa bene alla salute, allontana cattivi pensieri e mette di buon umore. E viste le sue simpatie per Putin, eviti di invitare alla Casa Bianca qualche pop star gradita in Russia tipo Toto Cutugno e Al Bano, che sicuramente, ricevessero l’invito, ci andrebbero di corsa e anche pagandosi l’aereo.

Ora non ci resta che prevedere il futuro della musica americana nei prossimi quattro anni. Usciranno centinaia di album contro Trump? Si organizzerà un nuovo Woodstock contro il biondone? Se così fosse a Trump non resterebbe che una scelta obbligata. Comprare tutte le major discografiche rimaste e nominare amministratore delegato la moglie Melania. Potrebbe essere il colpo di grazia per l’intera discografia mondiale, ma forse potrebbe obbligare qualche artista a partecipare a qualche cena di gala alla Casa Bianca.

Nel frattempo consigliamo a Tom Barrack di proporsi come direttore artistico del prossimo Festival di Sanremo (2018 ) così almeno non ci verrà nessuno, neanche gli ospiti stranieri.
Ciao zio… Tom !

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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