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mercoledì, Maggio 19, 2021

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Terremoto 2017- La lettera “Aiutateci! Abbiamo perso tutto, ci hanno abbandonati”

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di Angela Paonessa

Vorrei svegliarmi una mattina ed osservarmi allo specchio, notare quei piccoli cambiamenti che fanno parte del mio corpo, vorrei odorare il profumo delle sole rose rosse che tanto mi piacciono, vorrei ascoltare il garrito delle rondini, la musica ad alto volume dei miei vicini di casa, vorrei camminare per le strade della mia città e ricomporne i pezzi sgretolati.

Vorrei, è il solo tempo che posso utilizzare, perché la mattina non mi sveglio, io la notte non dormo con il frastuono della terra che si spacca sotto i miei piedi, non ci riesco. E non sento alcun garrito pronunciato dalle rondini, perché sono anch’esse fuggite da questo malessere che arriva dalle viscere della terra e che ci vuole tutti morti o dispersi… e sicuramente disperati.

Crediti Foto ANDREAS SOLARO ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images

Gli unici rumori che sento sono le urla della gente terrorizzata, di chi ha perso anche l’ultimo stralcio di speranza, perché come fai a dire che la speranza è l’ultima a morire se l’unica alternativa a tutto questo è proprio la morte?

Oggi ho cambiato casa, ancora una volta. Ma ancora una volta casa mia si trova nei paraggi dell’epicentro dell’ennesimo terremoto che dall’estate scorsa sta martoriando la mia terra (chi suggerisce di andare altrove, pensi anche al fatto che se hai una casa in quelle vicinanze non significa che hai anche abbastanza soldi per prendere un treno, andare in hotel o affittare una casa da un’altra parte).

Ho paura non lo nego, sono mesi che addormentandomi mi sveglio di soprassalto perché gli incubi hanno scelto la mia mente come fissa dimora. Ma non posso permettermi alcun errore adesso, i passi falsi qui si pagano caro.

Ci hanno abbandonati, questa è la realtà. Non parlo della protezione civile, loro fanno il possibile, hanno fatto il possibile. Ma di chi dall’alto osserva e non muove un dito.

Qui, durante la notte, la temperatura corporea scende sotto i 33° e si muore di ipotermia. Non bastano una coperta ed un piatto caldo, servono nuove case, nuove strutture.

Ho sentito di una donna con due cani, le hanno detto “Solo tu, i cani non li vogliamo” cosi’ si è appartata sotto qualche pilastro ancora integro di qualche casa insieme a loro, Dio solo sa se si son salvati o meno.

Non abbiamo più niente oltre alle nostre esistenze, abbiamo perso amici, padri, madri, figli, mariti, fidanzati. Abbiamo chiesto spiegazione a qualche sismologo, loro il perché di tutto questo non se lo sanno spiegare.

Spiegare 80 scosse in una notte, un terremoto come arma di distruzione, non si può, è la natura! La natura incoerente, da una parte vuole la nostra procreazione, dall’altra lo sterminio? Ma della natura facciamo parte anche noi e di nostro ci abbiamo messo tanto affinchè la stessa Natura si scatenasse contro noi stessi… e quando parlo di “NOI” parlo di tutti in generale.

Abbiamo perso tutto è vero, anche la dignità, ma i nostri sguardi, le nostre braccia, le nostre gambe, le nostre voci, i nostri respiri sono l’universo intero per noi, perché siamo vivi ed è proprio da qui che ricominciamo… sempre e ogni volta!

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