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Il segreto dei Beatles. Paul Mccartney è morto? Fatte alcune indagini forensi

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di Angela Paonessa

Sono trascorsi anni da quel lontano 1966, data in cui il giovane Paul Mccartney avrebbe perso la vita. Il noto cantautore dei Beatles sarebbe – e qui il condizionale, più che mai è d’obbligo – morto già da tempo, a causa di un incidente stradale e sostituito dal sosia William Campbell, un ex poliziotto che si sarebbe sottoposto a delicati interventi chirurgici per divenire quasi identico al Beatle.

Secondo le narrazioni di alcune leggende metropolitane, gli indizi sulla morte del cantautore sarebbero presenti nei messaggi subliminali nascosti nella maggior parte delle opere della band. Alcuni tracciamenti trovano locazione ascoltando al contrario diversi brani quali, I’m so tired, con la frase rivelatrice “Paul is dead. Miss him, miss him’’.

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I Beatles dunque avrebbero  ingaggiato un nuovo componente in grado di rimpiazzare il tassello mancante del puzzle, divenendo cosi’ vittime e carnefici di un segreto universale.

Il mistero che li riguarda si infittisce con la sospensione improvvisa dei live e con la pubblicazione dell’album Abbey Road, dove all’interno è presente il singolo The end (la fine).

A questo punto sorge spontanea una domanda: Che i Beatles volessero indicare la chiusura della loro originale formazione? Nonostante tutto l’album si presenta come un caveau di indizi; Paul Mccartney nella copertina del disco cammina scalzo tenendo il passo inverso al resto dei ragazzi e dall’altra parte della strada si nota scorgere un furgoncino delle autorità, solitamente utilizzato in situazioni di incidenti stradali. Coincidenza o sincronicità?

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Nel brano Glass Onion, sconcertante è la dicitura “Well here’s another clue for you all, The walrus was Paul” ovvero “Bene, c’è un altro indizio per voi, il tricheco era Paul“. Ed è strano come il tricheco, per alcune culture, sia simbolo di morte violenta. Tuttavia, John Lennon affermo’ di aver scritto il testo della canzone senza alcuna sequenza logica.

Anche l’album Sgt. Pepper rivela molti indizi affini al decesso del Beatle. come in Glass Onion con l’allegoria del tricheco, nell’immagine di copertina del disco scorge una mano sul capo di Paul, simboleggiandone la scomparsa.

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Ma è con i risultati delle indagini forensi che si arriva ad un punto focale dell’evento Mccartney. La dinamica e il profilo del viso, nelle fotografie scattate qualche tempo dopo la data del presunto decesso, non rivelano piu’ le stesse caratteristiche, immodificabili, degli anni precedenti.

È un paradosso continuo che smuove speranze e pone domande consistenti. Cosa nascondono realmente i Beatles, idoli di trascorse e future generazioni? Perché? E soprattutto, dov’è il vero Paul?

Comunque sarebbe interessante leggere le conclusioni “scientifiche” di queste presunte indagini forensi, sempre che siano vere, sempre che siano state fatte davvero o che siano state fatte da gente competente.

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Una cosa comunque è certa, ed è che la Band ci ha “giocato” molto su questa leggenda, ironizzandoci sottilmente e dando continuamente del materiale subliminale a chi voleva che questa leggenda restasse viva, tenendo così viva l’attenzione, in qualche modo, sul gruppo.

Quello che è davvero improbabile è che si possa sostituire un “genio musicale” così facilmente, che si possa sostituire un artista trovando un’altra persona che, guarda caso, è un genio artistico ancora più grande di quello presumibilmente morto. E ancora, un sosia anch’esso mancino, che sapesse suonare anch’esso in modo sublime, non solo il basso, ma anche tutti gli altri strumenti che Paul suonava e suona…e che soprattutto avesse la voce, le tonalità, i vibrati e il timbro IDENTICI a quelli del “defunto”.

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