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I FAB FOUR IN UN DOCU-FILM DIRETTO DA RON HOWARD: “THE BEATLES-EIGHT DAYS A WEEK”

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di Victor Venturelli 

Se con il recente Love and Mercy di Bill Pohlad eravamo andati incontro all’estro musicale e alla alquanto fragile personalità di Brian Wilson, leader e fondatore dei The Beach Boys, e con Shine a Light di Martin Scorsese avevamo vissuto il concerto dei Rolling Stones al Beacon Theatre di New York nel 2006 ripercorrendo la loro carriera piena di successi, con The Beatles: Eight Days a Week di Ron Howard siamo catapultati nel cuore dell’ascesa, ad icone mondiali, del quartetto capace di rivoluzionare la concezione di musica e riempire stadi interi con i loro innumerevoli successi, tra cui, per citarne solo alcuni dei tanti, “A Hard Days Night”, “Help!” o, ancora, “Twist and Shout”.

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Presentato in anteprima il 15 settembre a Londra, il film è già disponibile nelle sale italiane da oggi fino al 21 settembre 2016. La pellicola ripercorrerà gli inizi di quel viaggio musicale dall’epoca di The Cavern Club di Liverpool all’indimenticabile concerto al Candlestick Park di San Francisco nel 1966.

Tutto ciò che ci era sconosciuto è ora visibile in questo documentario, filmati d’epoca che svelano i dietro le quinte di quei concerti che hanno fatto impazzire numerose ragazzine, hanno fatto strappare i capelli ad una generazione pronta al cambiamento e alla ricerca di ideali come la Musica, in quegli anni così “ricca” di creatività, di verità, capace di raccontare la vita di tutti i giorni con una semplicità disarmante.

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The Beatles, il nome di una band desinata a diventare leggenda; ma cosa potevano saperne i giovani John Lennon, Ringo Starr, Paul McCartney, George Harrison agli inizi della loro carriera?

Il Premio Oscar Ron Howard (A Beautiful Mind, Apollo 13) ci catapulta nel ricordo di un’era musicale che avrebbe letteralmente influenzato l’avvenire artistico.

Il docu-film ricco di materiale inedito, interviste e dietro le quinte sorprendenti è l’omaggio ad un gruppo musicale capace di rompere con la tradizione e portare la propria arte al servizio della gente.

Segreti, dubbi, difficoltà, c’è anche questo in The Beatles: Eight Days a Week, a prova del fatto che la strada per il successo è fatta di intoppi, perseveranza, ostinazione, tutte caratteristiche necessarie affinchè si riesca a dar risalto al proprio talento, alla propria voce.

Partendo dal primo vero concerto di fronte a più di 55.000 persone allo Shea Stadium, il 15 agosto 1965, la scalata ad idoli eterni della Musica era destinata a continuare fino a fargli raggiungere quell’aura di mostri sacri della musica internazionale, fino a portarli ad essere ricordati come colonne portanti della musica contemporanea, specchio di una eterna riconoscenza verso coloro che possiamo definire, senza paura di smentita, come “padri” della musica rock-pop mondiale.

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The Beatles: Eight Days a Week presentato, come già detto, a Londr, in una serata magica ed un bagno di folla per Ringo Starr e Paul McCartney, ha visto la presenza di numerose star internazionali. In primis le vedove degli altri due membri, Yoko Ono e Olivia Harrison, seguite da alcuni dei più grandi artisti contemporanei come Madonna, Eric Clapton, Michael Keaton, Sir Bob Geldof e Liam Gallagher.

Un omaggio destinato a perdurare quello per i Fab Four, capaci con le loro note e le loro canzoni di entrare nel cuore e nei ricordi di un’umanità intera, generazione dopo generazione.

 

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