Home Le pillole di A. Salerno Viaggio nelle canzoni: Tropicana

Viaggio nelle canzoni: Tropicana

2030
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di Alberto Salerno

Ho deciso di immergermi in questa canzone quando, qualche giorno fa, ho scoperto che un video del Gruppo Italiano, che canta Tropicana, era finalmente disponibile su YouTube.

Il Gruppo Italiano ci fu proposto da Oscar Prudente, e quando Mara ed io ascoltammo qualche loro provino decidemmo subito di metterli sotto contratto. All’epoca, come ho scritto nel mio libro, Mara era andata in rotta di collisione con Nanni Ricordi, nuovo direttore generale della Ricordi, dove lei era direttore artistico.

Guido Rignano, amministratore delegato della Ricordi, decise di tagliare la testa al toro creando una sorta di etichetta, della quale ci saremmo occupati noi. Il fatto è che la Mara & C. non era una vera etichetta indipendente, era una specie di produzione autonoma all’interno della Ricordi, poteva fare quello che voleva artisticamente, ma economicamente no, sottostava sempre alle direttive della direzione generale.

Sta di fatto che l’idea fu di realizzare un disco di cover. Forse anche in questo eravamo avanti. Infatti il Gruppo Italiano fu il primo a ripescare grandi successi degli anni sessanta, ma con un tocco in più: i testi completamente rifatti dalla bravissima Raffaella Riva, che era la vera creativa del gruppo. Così, mentre Prudente e i ragazzi erano in studio a realizzare l’album che sarebbe uscito con il titolo geniale di “Maccherock” – l’Unione delle due parole Maccheroni e rock -, a Mara venne l’idea di proporre a Paolo Giaccio, dirigente Rai che si occupava di Mr. Fantasy, proprio il Gruppo Italiano.

Organizzammo una cena in campagna, invitammo anche Luzzato Fegiz, che aveva una rubrica all’interno del programma, e i ragazzi si esibirono dal vivo, accompagnandosi con una chitarra. Il risultato fu subito positivo. Giaccio rimase incantato e ci propose di ospitare il Gruppo Italiano per otto puntate, in modo che potessero presentare quasi tutto il loro album. Per noi era un risultato fantastico, accolto però tiepidamente dalla Ricordi.

Qualche mese più tardi, ormai vicini alla chiusura della iscrizione dei giovani a Sanremo, ci venne detto che Nanni Ricordi aveva deciso di mandare al Festival un certo Pepe, preso a Castrocaro, e di lasciare a casa i ragazzi. Noi la prendemmo talmente male che Mara decise di dare le dimissioni, e di abbandonare la Ricordi, con il solo rimpianto di doverci separare dal Gruppo Italiano. Quel Pepe poi a Sanremo non fece nulla, mentre quella stessa estate il Gruppo Italiano uscì con “Tropicana” che divenne la hit dell’estate.

Oggi, dunque, ho proprio voglia di leggere insieme a voi questo testo, che io reputo un capolavoro di immagini così nitide, da farmele apparire davanti, come se ci vivessi dentro.

Tropicana

Ma che strano sogno
di un vulcano e una citta’
gente che ballava sopra un’isola
Suonava Blue Gardenia
un’orchestrina jazz
l’acqua ribolliva lentamente ad est

Raffaella comincia subito a dipingere un quadro pieno zeppo di colori, ma anche di suoni e allegria. È, però, il ricordo di un sogno, che poi è la storia di un’isola con un vulcano ai piedi del quale c’è una città, che io immagino piccolissima… Bellissima la visione dell’orchestrina jazz che suina Blue Gardinia mentre l’acqua ribolle lentamente a est.

L’esplosione e poi dolce dolce
un’abbronzatura atomica
tra la musica dolce dolce
tutto andava giu’
Mentre la tivu’ diceva
mentre la tivu’ cantava
Bevila perche’ e tropicana je
Mentre la tivu’ diceva
mentre la tivu’ cantava
Bevila perche’ e tropicana je

L’esplosione deve essere sicuramente attribuita al vulcano, e mentre tutto va giù, e qui immagino la lava che liquefa la foresta, la televisione continua a mandare in onda la pubblicità di una bibita… Ovvero la Tropicana, titolo di per se’ micidiale.

Brucia nella notte la citta’ di San Jose
Radio Cuba urlava fuori da un cafe’
la lava incandescente
gremava gli hulahop
l’uragano travolgeva i bungalow

Ecco, qui scopriamo che la città dell’isola si chiama San Jose che sta bruciando, mentre Radio Cuba urla fuori da un caffè. Qui Raffaella arriva finalmente a parlarci della lava, che io avevo immaginato precedentemente, una lava rossa e incandescente, mentre un uragano tropicale, spaventoso come tutti gli uragani dei tropici, travolge i bungalow.

Noi stavamo li dimmi dimmi
non ti senti come al cinema?
E stavamo li dimmi dimmi
come dentro a un film?
E stavamo li dimmi dimmi
non ti senti come al cinema?
E stavamo li dimmi dimmi
come dentro a un film?
Mentre la tivu’ diceva
mentre la tivu’ cantava
Bevila perche’ e tropicana je
Mentre la tivu’ diceva
mentre la tivu’ cantava
Bevila perche’ e tropicana je
Mentre la tivu’ diceva
mentre la tivu’ cantava
Bevila perche’ e tropicana je
Mentre la tivu’ diceva
mentre la tivu’ cantava
Bevila perche’ e tropicana je
E tropicana je
E tropicana je
E tropicana je

Raffaella non si dimentica dei protagonisti, che davanti a questo spettacolo sembra siano al cinema guardando un film. Da eccellente professionista quale è, nel finale ripete il tormentone del pezzo…

Mentre la tivu’ diceva
mentre la tivu’ cantava
Bevila perche’ e tropicana je

Grande comunque anche Chicco Santulli per avere scritto la melodia, che sposa perfettamente questo testo che reputo un vero e proprio esempio di stile di scrittura.

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