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SeM E Le Visioni Distorte escono “Dal Cilindro” – INTERVISTA

Voto Autore

di Athos Enrile

Come se i Motörhead si fossero mangiati i Rats mentre Caparezza applaudiva

Mi è bastato leggere questa chiosa per restare incuriosito da SeM E Le Visioni Distorte.

E poi cos’altro… beh, proporre un power trio è fatto abbastanza lontano dallo status delle giovani band, che difficilmente ripercorrono un modello di line up le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Ma il rock è il rock, e costatare che la sua essenza riesca ancora ad affascinare le ultime generazioni mi entusiasma e mi spinge alla condivisione.

Certo, la loro espressione è ancora acerba, ma il loro concetto di rock & roll all’italiana, con tutta la contaminazione possibile e un obbligato cantato in italiano – per far comprendere chiaramente il messaggio – chiarisce la pulizia di intenti di questi tre ragazzi, che utilizzano inusuale ironia per raccontare le loro storie.

Ho posto loro alcune domande standard e le loro risposte singole sono la testimonianza di una necessità partecipativa totale, con evidente piacere nel fare squadra: ecco cosa mi hanno raccontato…

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Chi sono SeM E Le Visioni Distorte? Qual è la loro storia?

SeM: SeM e le Visioni Distorte sono un pazzo trio rock nato due anni fa, grazie al fortuito incontro con Davide e Paride. Da tempo cercavo dei musici validi con cui realizzare questo mio progetto, una band rock, con cantato in italiano, diretta e grezza, dove potessi esprimermi appieno. E grazie ai miei due cavalieri dell’apocalisse rock’n’roll direi che ce la si sta facendo. Parte tutto dal mio cilindro di follie, ma si concretizza al 100% solo grazie a loro.

Paride: Tutto nasce dalla mente di Samuele aka SeM, è lui il fulcro di tutto. Dalla voglia di sperimentarsi in un suo progetto personale e dagli incontri con tutti noi è nato il rock della band.

Il concetto di power trio che voi proponete riporta a band del passato che hanno segnato la storia della musica: che cosa vi hanno lasciato in eredità i Cream, Hendrix e chi li ha seguiti subito dopo?

SeM: Ad essere sincero più che Hendrix e Cream il mio power trio di riferimento sono i Motörhead: tre rockers sinceri e potenti, un livello di volume esorbitante, veloci e assolutamente rock, con una interessante matrice blues, onesti e capaci di mettere d’accordo tutti. Questo è l’insegnamento che più mi gasa del power trio: quando c’è alchimia non hai bisogno di troppi strumenti, pochi elementi armonici assieme e perfori il muro del suono.

Davide: Fra tutti i power trio di maggior successo direi che quello che ci ha più influenzato siano stati i Motörhead, a SeM in particolare piace sempre citare Lemmy fra le principali fonti di ispirazione per il nostro progetto. Da chitarrista della band non posso fare altro che prendere tutto ciò che hanno fatto i grandi chitarristi di quelle band e cercare di riproporre al massimo delle mie capacità la loro fantasia e musicalità, sia in fase di composizione sia in quella live.

Che cosa avete realizzato sino a oggi dal punto di vista discografico?

SeM: Nel 2014, in concomitanza con la nostra prima uscita live, presentavamo #cROCKantezza, EP grezzo e casalingo (registrato da me medesimo in sala prove) composto da 5 brani, ora ascoltabile e scaricabile sulla nostra pagina soundcloud, una sorta di biglietto da visita per dare un’idea di chi siamo; in tempi più recenti invece abbiamo pubblicato (sempre da indipendenti) l’EP di 6 tracce “Dal Cilindro”, promosso grazie al supporto del mitico Geddy di Secret Weapon, il nostro Management; un lavoro più maturo per quanto riguarda la ricerca sonora e il tipo di investimento fatto, acquistabile da tutti sui principali portali musicali on line del mondo.

Paride: Il primo serviva per dare qualcosa da ascoltare a chi richiedeva ed era molto grezzo, nonostante tutto un lavoro interessante e con tanta grinta; il secondo è costato molto più di impegno e non solo, abbiamo ricercato anche suoni diversi oltre alle dinamiche e ai testi.

Quanto amate la fase live e il contatto con il pubblico?

SeM: È la parte migliore del gioco. Adrenalina, energia, cROCKantezza a palate, gente pazza che si diverte e balla con noi. La magia del rock insomma. È importante suonare qualcosa che gratifica personalmente, ma poterlo fare con persone, amici che amano divertirsi… è una figata!

Davide: Moltissimo, si può tranquillamente affermare che l’interazione con il pubblico sia la peculiarità dei nostri show. Che ci siano 10 persone oppure 1000 noi cerchiamo assolutamente di coinvolgerle nello show, ci piace farle cantare, divertirle e intrattenerle in tutti i modi possibili e credo che finora il nostro scopo sia stato raggiunto in tutti i live fatti.

Paride: È sicuramente il nostro punto di forza! I nostri live offrono sempre grande “festa” ed energia e sicuramente amiamo stare insieme al nostro pubblico più di ogni cosa. In fondo chiudersi in studio o in sala prove per condividere poco con dei live e riduttivo secondo me.

Appare evidente una buona dose di ironia e di “serenità” musicale: che tipo di messaggio cercate di passare con la vostra proposta?

SeM: Come si dice spesso… “#cROCKantezza, Whiskey & Rock’n’Roll”! C’è della serietà in quello che proponiamo sia chiaro, ma il fatto che a volte la vita ci presenti difficoltà e ostacoli non è la scusante per deprimersi, anzi, bisogna trovare il modo di sorridere e cercare le cose positive, andare avanti a mille! Mai perdere la magia.

Paride: Spensieratezza spesso ma non solo, ci sono testi che consideriamo “di un certo peso” dove tentiamo di toccare tematiche importanti quali l’uguaglianza indipendente dalle scelte sessuali, le difficoltà lavorative e il fatto che il mondo potrebbe davvero cambiare se ognuno agisse nel suo piccolo.

Mi date un vostro giudizio sullo stato della musica italiana?

SeM: 7 e ½. Questo perché reputo che sì, siamo bombardati da pochi e selezionati artisti per quanto riguarda il mainstream, e questo spesso mette in ombra tanti altri talenti; allo stesso tempo però ci sono davvero tante band più che valide, in ogni genere (e sottolineo ogni genere, dal pop al black metal) e la nostra responsabilità è cercare, scoprire, partecipare, supportare, vivere queste realtà. Se no collassano nel buco nero del sistema che troppo spesso si è occupati a criticare sui social network.

Davide: Allora, posso solo immaginare come se la passino “ai piani alti”, ma non avendone esperienza diretta preferisco non parlarne. Se invece parliamo dell’underground posso dire che la situazione sia parecchio strana: esistono molte band, conosco un sacco di musicisti validissimi che credono in quello che fanno, nonostante questo sembra che alle serate di musica live non ci sia nessuno e molti organizzatori fanno fatica a retribuire in maniera decente le band che si esibiscono… il problema in Italia non è sicuramente la preparazione musicale dei gruppi, ma è tutto il contorno, per esempio molte band magari gestiscono poco professionalmente la propria immagine sui social o promuovono male il proprio progetto. La questione è sicuramente complessa e difficile da risolvere ma credo che il primo passo verso la soluzione debba essere compiuto da noi musicisti, basterebbe solo sostenerci a vicenda andando ognuno ai concerti dell’altro appena se ne ha l’occasione, in questo modo si dà il buon esempio anche agli amici che non suonano.

Paride: Il problema della musica italiana, ma non solo, è che non si ascolta più ma si sente, come mi disse un grande idolo come Roby Facchinetti. Si punta tutto sul suono sottovalutando il testo: fa niente se le parole usate non hanno senso o non hanno un significato profondo, se la musica magari è di bassa qualità, l’importante è che il suono “pompi” o sia tamarro. Quando uscivano i nuovi lavori di Battisti-Mogol, Pink Floyd e altri grandissimi della musica, si attendevano le nuove storie raccontate. Oggi personalmente non lo vedo, vero anche che ai tempi non c’ero ma non si può negare come sia diverso. Poi ci sono i talent… E preferirei non esprimermi… posso solo dire che li chiamerei “macellerie” per come innalzano e fanno sprofondare sognatori e musicisti.

Quanto sono importanti gli aspetti visual nella proposta attuale della musica?

SeM: È innegabile che l’immagine sia importante. Facebook, Youtube, Instagram… un video o un’immagine catturano in modo incredibile la nostra attenzione, siamo costantemente bombardati, abbiamo tonnellate di imput, motivo per il quale crearsi un brand riconoscibile aiuta a non essere dimenticati tra le migliaia di proposta che ci sono. Credo però allo stesso tempo che l’immagine che uno si sceglie debba appartenergli, perché alla lunga ciò che è fasullo crolla addosso. Nel mio caso il mio simbolo è il cilindro, che mi accompagna sempre, sia sul palco che nella vita di tutti i giorni.

Davide: l’aspetto visual della nostra proposta si concentra tutto nel cilindro di SeM, ma credo che quello basti e avanzi visto che in ogni locale in cui abbiamo suonato ormai siamo riconosciuti come “la band con il cilindro”. Suonare con SeM e scaricare su di lui la responsabilità dell’immagine del gruppo mi permette di concentrarmi su ciò che mi riesce meglio, cioè suonare e godermi il live.

Paride: L’immagine oggi è chiave, fanno capire chi sei e spesso ti rende famoso. Pensiamo solo ai Kiss prima e agli Slipknot poi ma in Italia già hanno la loro immagine perfino i The Kolors. È fondamentale avere degli elementi caratteristici.

La divisione della musica in categorie è una cosa fastidiosa, ma spesso le etichette diventano un aiuto nell’approccio verso il nuovo: come definireste a parole il vostro sound?

SeM: Rock. Semplicemente perché il rock non è univoco, ha tante sfumature. Come noi.

Davide: E’ una domanda veramente difficile a cui rispondere, pensa che una volta siamo stati criticati da una giuria a un contest perché per loro era difficile etichettarci… comunque penso che il nostro sound si possa definire come un rock’n’roll in continua evoluzione, siamo tre musicisti con background musicali differenti, ma sempre aperti al confronto e personalmente penso che non ci sia terreno migliore per far nascere qualcosa di interessante e originale.

Paride: Rock ‘n roll ma anche punk, hard rock ma anche blues… Universale!

Cosa c’è dietro l’angolo per SeM E Le Visoni Distorte?

SeM: Dare struttura ai pezzi che ci sono in cantiere, cercare una buona etichetta e del booking che appaghi la nostra voglia di saltare sui palchi. Ma soprattutto tanto divertimento, tanta #cROCKantezza, tanto Whiskey e tantissimo Rock’n’Roll!

Paride: Sicuramente la parola è “crescere”, sicuramente ci sarà innovazione con nuovi brani e nuovi lavori perché abbiamo tantissima voglia di fare.

 

 

 

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