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Un colpo di Stato fallito come la fallita democrazia in Turchia

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di Victor Venturelli

Equilibri. Tensioni. Un Paese che vive da decenni in bilico tra il richiamo ad uno stile di vita occidentale, ad una politica democraticamente (o apparentemente tale) parlando laica, e le radici socio-culturali e tradizionaliste di stampo islamico che il governo si pone il compito di rimarcare.

La Turchia vive su se stessa un’instabilità inevitabile, frutto di una continua tensione tra ideologie contrapposte, pensieri discordanti. Il Colpo di Stato tentato,e successivamente fallito nella notte tra il 15 Luglio e il 16 Luglio, è la prova che questa Nazione non è ancora pronta ad un cambiamento così netto dopo anni di immobilismo politico sotto il governo Erdogan, che da oltre 10 anni ha dato prova della sua ambiguità.

Mancanza di coesione sociale, religiosa, etica; un implicito confine interno tra chi, favorevole ad una emancipazione politica e morale, è pronto a sostenere una necessaria svolta epocale, e i fondamentalisti fedeli ad una politica conservatrice che non lascia spazio ad una modernizzazione del pensiero.

Il Caos regna sovrano, i tentativi di ristabilire quantomai gli equilibri o una coerenza politica di fondo sono stati vanificati dopo il golpe fallito.

L’incertezza è all’ordine del giorno, non c’è spazio per i ripensamenti, non c’è spazio per la retorica, ma è necessario definire al più presto le posizioni, stabilire i ruoli.

Ci vorrà tempo prima che si ritorni ad una difficile ordinarietà? Può darsi.

A cosa dobbiamo essere pronti? Erdogan ha già dato prova della sua ambiguità politica e della sua imprevedibilità e questo non può far altro che lasciarci un po’ guardinghi su ciò che potrà accadere nei prossimi giorni.

Il sogno sfiorato di aprire definitivamente il ponte che collegasse Occidente e Medioriente è sfumato nel nulla; ogni tentativo di trovare un dialogo (grazie alla Turchia) con i Paesi fondamentalisti forse si è spento miseramente, dando prova che, ora come ora, ogni possibilità di comunicazione tra Europa e Medioriente potrebbe essere impossibile.

L’Europa, così come il mondo, vive oggigiorno nell’incertezza più assoluta.

Non si può fare altro che aspettare e tenere fede ai nostri principi di democrazia e civiltà.

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