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TRA DUE CAFFÉ

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di Serena Iannicelli

Ogni mattina dedico del tempo ad ascoltare una musica diversa. A volte riscopro cantautori scalcinati, gruppi che oggi saranno composti da anziani ragionieri, autori senza congiuntivi, canzoni senza capo né coda, cantanti da una o due stagioni, avanzi (copiosi avanzi) di talent. Ma a volte mi capitano delle perline dimenticate.

Stamattina un bottino, ben due canzoni: Unica Rosa di Ivano Fossati, e Ultimo amore di Vinicio Capossela. La prima è nell’album Discanto, del 1990, tutta in rima, dolcissima. Fossati ha detto una volta di averla scritta in un’ora, pensando alla sua ex moglie (cosa preoccupante, perché il testo si adatta bene alla vittima di un femminicidio, ma questa è una mia proiezione, perché in questo periodo le donne cadono come ciliegie dall’albero). Ultimo amore è invece del 1991, sta sistemata comoda nell’album Modì.

Si dirà: “grazie che hai fatto un bottino, Fossati e Capossela…“. Ma mica è detto, perchè di cagate ne hanno scritte anche loro. Il mio consiglio è di ascoltare, ma soprattutto riascoltare le canzoni a distanza di tempo, operazione che se fatta al mattino può risolvere la giornata.

Eye in the sky di Alan Parson, 1982, subito prima della doccia e col secondo caffé, fa splendere il sole anche nella giornata più uggiosa.

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