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NOI…CHE ABBIAMO “LO SLEMPITO” – Recensione di Black Cat di Zucchero

Voto Autore

 

di Adrien Viglierchio

“Black Cat my Bone”, un suono che tra musicisti Blues suona come un portafortuna quando si prova con la propria Soul Band. Al centro c’è lui, il nostro Sugar, che ci ricorda seduto al Piano che per avere un Mondo Libero e un Cuore Unico bisogna avere un po’ di “SLEMPITO”.

Ma che cos’è esattamente?

Ve lo dico Io. Zu e il mitico Bugelli lo sanno bene. È un neologismo della Lunigiana creato proprio dal Filosofo Popolare amico Luigi Fabbri da Panicale (Licciana Nardi) in arte “Il Giullare Bugelli”.

SLEMPITO significa “Avere il Guizzo, essere in Gamba, in Forma”. Avere la “PUPITA” invece è il suo esatto contrario e significa essere patologicamente “senza Slempito”.

Mi fanno molto sorridere tutta la stragrande maggioranza di musicisti e artisti di oggi che per pubblicare un loro Album non ricercano abbastanza, non vanno a scavare, non studiano quanto avrebbero bisogno, perché non hanno attraversato la “Merda” che serve per sopravvivere e poi ancora rinascere e forse avere l’unica possibilità di raccontare la propria musica grazie alla Sofferenza. È così che nasce un “Artista” attraverso la sua Trasformazione. Adelmo quest’anno festeggerà all’Arena di Verona i suoi 61 anni e lo farà con una serie di concerti, dieci per l’esattezza, che lo vedranno animare quella che lui chiama “la miglior Vagina della Musica”, l’Arena…il posto dove lui ha lasciato il cuore dei suoi “LIVE” dove ad ogni sera inviterà un ospite speciale e nelle due date in cui non si esibirà farà salire sul palco molti artisti Emergenti e animerà il centro di Verona con altrettante Sugar Band, un regalo che all’Italia e alla Musica può far solo che Bene.

In questo mondo dove tutti prendono spunto o scopiazzano in cerca di originalità e puntano il dito su di lui, la verità è che Zucchero fa il miracolo di un ponte con l’America più misteriosa, registrata tra Los Angeles, Nashville e New Orleans, raccontata dalle anime di tre grandi produttori, l’amico Don Was e Brendan O’Brien (Chocabeck) e T Bone Burnett, un nome che rappresenta già da solo il suono che andremo ad ascoltare. E la realtà è che solo Zucchero ci fa ballare e dimenticare quello che le Lobbies radiofoniche passano di solito, ora è arrivato Sugar e quindi finalmente è tutta un’altra Musica.

Musica dal Southland, con suoni alla Robert Randolph And the Family Band, il futuro del Soul, strumenti assolutamente compressi, suoni Dark che sviscerano sensazioni “Paludose”, striscianti e ti fanno tornare alla sua nostalgia di quando Zu si sollevò dalle difficoltà (già raccontate nella sua splendida Biografia “il Suono della Domenica”).

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“Partigiano Reggiano”
Il singolo per l’Italia è quello che segna il suo ritorno da Partigiano del Selvaggio West. Fiato alle trombe che ti schiacciano il sound anticipando il divertimento ballando in questo Saloon che pretende “un Mondo Libero, un Sogno Libero, un Cuore Unico” quello dei veri Partigiani che ci hanno liberato, un sogno quello di Zu di suonare in un Prato Verde con un popolo che fa l’Amore Libero da ogni condizionamento. Non esiste l’italiano in questo testo, esiste il suo “Slang”, solo per chi ha lo “SLEMPITO”.

“13 Buone Ragioni”
Dissacrante, Rock’n’roll, un brano esplosivo in puro stile Fornaciari in piena energia verace e casareccia. Parte il matrimonio ma la scelta migliore non è di sposare la propria donna ma di godere appieno di una Birra, un Panino al Salame e magari una Canna digestiva tutti in modalità “Elvis”. Il bello è appena cominciato.

“Ti Voglio Sposare”
La Festa continua con rinfresco e Rock Band stile Bryan Johnson degli AC/DC. È tutto un imbroglio, un abbaglio, non è sicuramente Vita quella della passerella canonica. Pensiamo a muovere culo e fianchi.

“Ci si Arrende (Feat. Mark Knopfler)”
Ci si ferma a pensare dopo essersi scatenati. La prima Ballad di BlackCat è un brano da emozione grande. Sempre legato ai suoi sapori in bocca, alle sue sensazioni di campagna che vuole trasmetterci attraverso la sua voce e le sue Urla Libere che affondano nella nostra anima con “Bevimi sono la Pioggia” e “Bestemmia la Notte” una forza immensa che ti penetra fisicamente fino alle Lacrime. La chitarra della leggenda dei Dire Straits Mark Knopfler impreziosisce il tocco magico del brano. In tour sarà un momento Altissimo.

“Ten More Days”
Continua il cammino nel Southland americano con “altri 10 giorni” di canto corale Nero di salvezza, di unione, di famiglia, di radicamento, redenzione e rivalsa. “Non ho bisogno di un futuro Re, non c’è una preghiera che ho potuto cantare, altri 10 giorni e ce la farò”. Il pensiero viaggia inevitabilmente a incrociare “Blu” di sua figlia Irene che a Sanremo ci regalava rispetto per i Migranti.

“L’Anno dell’Amore”
Ci sorprende Zucchero con un incipit verso i cittadini dettato in politichese da un vero Uomo Convinto “Cari Cittadini”. Un tempo c’era davvero chi pensava a noi per il nostro bene. Oggi?? Ci vorrebbe davvero un Anno, un Inno dell’Amore per vivere in pace facendo l’amore e piantando semi per nuove vite in totale libertà, senza regole.

“Hey Lord”
Da “Hey Man” a “Hey Lord” un brano intenso che riscopre il suono di Oro Incenso e Birra presente in molti dei brani. Qui una profonda preghiera Sanguigna Black dedicata alle persone che non ci sono più.

“Fatti di Sogni”
Un testo di Zu che scrive quanto siamo tutti fatti di Sogni, anche se oggi è un altro giorno da cani. “Chi vuol far male, male farà” “Solo chi striscia vende la pelle, noi siamo fatti di stelle” Questo è il disco più “NUDO” di Adelmo, dove lui ci fa un grande dono, consigliandoci l’umiltà di essere Veri.

“La Tortura della Luna”
Ecco il pezzo “Sensuale” del disco, torna lo Zucchero condito di Spezie “Sugar And Spice” dal sapore impetuoso al Tramonto di cui eravamo abituati noi estimatori che stiamo da sempre dietro la tendina di Stelle. Il rapporto sincero tra il Sole e la Luna. “Finché eiacula il Sole…tu vai Avanti Così” Una Tortura che ci Piace.

“Love Again”
Chitarre tra schiavi, catene, cavalli, sudore, polvere sotto pelle, chitarre che suonano in pezzi di cuore amando ancora e ancora perché tutti abbiamo bisogno di Amare Ancora. Ci vorrebbero più Vite e sono certo…ameremo Ancora.

“Terra Incognita”
Un brano che mi ha Stupito al primo ascolto. L’attacco di chitarra stile “The Rocks” con taglio spagnolo da alla melodia della strofa un volto nuovo dove Zucchero non era ancora stato e questa volta ha davvero esplorato terre nuove, appunto “Incognite”. Siamo soliti aspettarci le sue belle metafore nevose natalizie e con questo brano che si espande diventiamo tutti fratelli di neve con lui…pronti per accomodarci al fuoco e giocare a Tombola.

“Voci – Namanama Version”
Uno dei brani portanti dell’Album, un altro Soffio Caldo, un singolo scelto intelligentemente per l’Estero proprio perché queste Voci rappresentassero le riflessioni di ogni Etnia possibile. Un testo poetico dove Zu ha preso ispirazione proprio dalle poesie underground di Gino Belli, concittadino del paese di sua mamma. E’ lì che troviamo il vero Southland di Zucchero. E poi unendo queste parole alle voci che intonano quel “Namanama”, tutto diventa Magia anche grazie al brano “Ignorant Boy, Beautiful Girl” di Looney Dear, pseudonimo di Emil Svanängen un cantautore e polistrumentista svedese

S.O.S. – Streets Of Surrender  La bellissima “Ci si Arrende” in chiave inglese.
Zucchero, amico di Bono da 20 anni, passa dal loro concerto di Torino e impara un brano in pochi secondi salendo con loro sul palco. Poco dopo in camerino lascia la musica a Bono chiedendogli di provare a pensare a un testo per questo brano. Passano 2 mesi e nel frattempo accadono i fatti di Parigi al Bataclan e sembra nascere immediatamente lo sfogo musicale del pianeta per cantare l’Universalita’ della Musica, lanciando un SOS. La loro chimica musicale funziona sempre come per “Someone else’s Tears”. Il Testo dice “Io sono qui a combattere contro di te e tu puoi decidere se combattere contro di me, ma dovremo trovarci su strade di resa, e restare in pace. Poi si fa cenno a una storia antica, mai dimenticata, dove c’era un Giovane Pieno d’Amore nato in una mangiatoia”.

Grazie ZU, che in questo caso fai proprio rima con Gesù…grazie per il tuo sangue musicale, selvaggio, inbastardito, incazzato, voglioso, passionale, devoto, infernale e di alta preghiera. Se sono qui a scrivere “OGGI” in parte lo devo anche a Te, a Eddy tuo fraterno amico e collaboratore di grande sensibilità musicale, alla voce di Sara che mi ha regalato in grandi gentilezze. Mentre registravi quella meraviglia di “Chocabeck” io ero lì, nella tua Lunigiana a respirare i tuoi stessi Sapori, le Atmosfere e spesso buona compagnia dentro un grande Rispetto. La settimana prossima si terrà un mio spettacolo sul “Dodicesimo Pianeta”, il mio Mondo Musicale e a breve partirà il tuo di tour per raccontare questo tuo radicato Mondo di grande Anima. Beh posso permettermi di pensare che se accadono queste cose allora forse anch’io come te…ho un Po’ di SLEMPITO!!!

Thanks ZU  “Black Cat My Bone”

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