Vespa annuncia una puntata riparatrice di Porta a Porta in cui si parlerà di lotta alla Mafia. Tutto apposto quindi.
Come se ieri sera fosse andata in onda una versione dei fatti plausibile o peggio ancora, un punto di vista in qualche modo condivisibile.
Caro Vespa, la Mafia non è un’opinione che ha bisogno di contraddittorio o di una trasmissione successiva che ne faccia le pulci e ne parli male. La Mafia è merda e ad essa non va dato per nessun motivo uno spazio mediatico e meno che mai questo dovrebbe accadere nel servizio pubblico.
Se Mediaset produce e manda in onda “Il capo dei capi” è a mio parere una scelta diseducativa e di dubbia utilità, considerando soprattutto come viene mitizzata in quella serie la figura di Riina; che un evento simile o peggiore accada nella televisione di Stato però, è un fatto assolutamente inaccettabile. Non paghiamo il canone per vedere il figlio del boss più famoso di sempre presentare un libro su Rai1. Un libro di cui non voglio nemmeno citare il nome, che ha il carattere del titolo di copertina scritto nello stesso modo di quello de “Il Padrino” di Mario Puzo. Tanto per fare intuire ironicamente l’antifona già dalla prima pagina.
Tornando al salotto di Porta a porta, sappiamo bene come questo sia sempre stato considerato da molti un organo di propaganda del Governo e della maggioranza. E anche per questo, mentre è ancora in corso un processo sulla trattativa Stato-Mafia, il messaggio televisivo andato in onda ieri risulta ancora più inopportuno ed inquietante.
Chiariamoci, un’intervista al soggetto in questione poteva anche starci, magari con un giornalista diverso, magari con una serie di domande importanti e precise volte a mettere in difficoltà l’intervistato e magari non impostando il programma sulla presentazione di un libro nel quale Riina jr. incensa la figura del padre-boss. E’ questa la vergogna. Non si è trattato di un’ intervista ficcante, ma di una marchetta editoriale per riabilitare la figura di un mafioso. E non un mafioso qualunque purtroppo.
Con buona pace dei familiari delle vittime di Cosa Nostra, che hanno assistito a uno spettacolo ignobile sul primo canale, con la figura dei loro cari scomparsi indirettamente infangata e ridicolizzata.
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