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Fiorello a Lecce, il racconto

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di Giuseppe Santoro

Assistere in prima fila ad un’esibizione di Fiorello è certamente un’esperienza unica. A 56 anni ancora da compiere, lo showman siciliano riesce a tenere il palco come pochi e ad intrattenere per tutte le due ore di spettacolo, senza mai rischiare di annoiare o far distrarre il pubblico in sala. Ho seguito personalmente il primo dei tre appuntamenti salentini previsti per “L’ora del Rosario”, che è andato in scena venerdì 1 aprile alle 21 presso il teatro Politeama Greco di Lecce.

Lo show ha già registrato più di 100 date sold out in tutta Italia ma a giudicare dalla lucidità e dalla freschezza della messa in scena, si poteva credere di stare assistendo ad una data zero. Accompagnato dall’inseparabile maestro “vegan” Cremonesi, da una band composta da Carmelo Isgrò al basso, Massimo Pacciani alla batteria, Antonello Coradduzza alle chitarre e dal trio vocale “I Gemelli di Guidonia”, il Rosario nazionale, con la maestria di chi è passato negli anni dai villaggi vacanze alla radio, dalla televisione ai social network, ha dimostrato ancora una volta il suo spessore artistico, che a quanto pare si contrappone ad una dimensione prostatica nonostante l’età, ancora minima. Sono parole sue eh!

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Durante lo spettacolo ci sono stati diversi momenti sonori, con parecchie canzoni (sue e di altri) che Fiorello ha cantato divinamente, come si sente fare molto di rado nei tanti show televisivi che dovrebbero dare lustro alla musica. I duetti virtuali con Mina e Tony Renis ad esempio, sono stati i momenti in cui si è toccato l’apice dello spettacolo musicale, durante i quali la voce dell’artista catanese si è elevata, col desiderio di omaggiare la grande canzone italiana esportata all’estero e i varietà degli anni 60, forse ormai non più riproponibili in questa tv. Tra un accenno alle canzoni della coppia di capitani coraggiosi Baglioni-Morandi e un brano cantato imitando contemporaneamente Vasco, Ligabue, Zucchero, Ramazzotti e Venditti, di sicuro non è mancato niente.

Nei monologhi di comicità leggera poi, Fiorello rimane forse il migliore di tutti. Forte di tempi artistici e di un’improvvisazione fuori dal comune, ha molto spesso coinvolto la sala nei suoi sketch, portando il pubblico a una risata senza pause.

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Magari alcune battute erano già sentite e altre (anche per sua stessa ammissione) molto facili, ma il risultato finale è stato pienamente raggiunto: far divertire il pubblico per tutta la durata dello show. Basti pensare ai continui riferimenti al Salento ed al suo popolo; con lo showman che tra un rustico e un pasticciotto, ha fatto il verso ai vizi e alle virtù di noi leccesi.

Fiorello è un personaggio intramontabile, mai dimenticato dalle vecchie generazioni che vanno a vederlo a teatro o aspettano di rivederlo in tv e seguito assiduamente anche dai più giovani sui social. Un elisir di lunga vita artistica, che come dice a fine spettacolo, lo rende orgoglioso di essere italiano. Nonostante tutto.

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Giuseppe Santoro
Ricco, bello, dolce e simpatico nella vita precedente. In questa invece, nasco a Lecce il 18 luglio del 1989 da una famiglia di professori. Mia madre insegna Lettere in una Scuola Media di provincia e mio padre, adesso pensionato, era insegnante di Educazione Fisica. Dopo il diploma commerciale ho lavorato come impiegato in un Centro di Medicina Nucleare per un anno e mezzo, ma purtroppo in seguito ai tagli alla sanità pugliese, all’inizio del 2011 mi sono ritrovato disoccupato. Nel 2013 ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione e adesso frequento la facoltà Magistrale di Lettere Moderne. Importante è stata per la mia formazione professionale, l’esperienza come responsabile comunicazione e social per il sito Cometiveste.it, di cui sono il fondatore con altri due ragazzi. Canto in una band da due anni e adesso ci stiamo dedicando anche allo sviluppo di alcuni progetti inediti. Ho sempre scritto testi musicali, poesie, ma anche saggi brevi sugli argomenti più disparati e nei miei articoli mi piace osservare la società con occhio critico. Oltre a un’ ipotetica carriera nell’ambito dell’insegnamento, molto difficile visti i tempi che corrono, mi piacerebbe continuare a dedicarmi alla critica musicale e sociale. Non amo molto dire cose ovvie e in generale, non mi piace stare dalla parte del più forte. Da un po’ di tempo collaboro con questo blog che credo stia diventando un punto di riferimento importante per chi ama la musica e i suoi retroscena. Spero di essere all’altezza del compito e poter interessare i lettori a quelle che sono le mie idee e i miei pensieri.

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