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Bob Dylan e il suo archivio segreto

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di Giuseppe Santoro

Bob Dylan è un poeta, scrittore, cantautore e tantissimo altro ancora. La sua rivoluzionaria carriera è cominciata sul finire degli anni ’50, in un mondo musicale retrò, completamente diverso da quello di oggi. Robert Zimmerman (vero nome di Dylan) a quei tempi già cantava le sue prime canzoni e suonava nei locali di Minneapolis, ignaro che la vita da artista lo avrebbe portato a vendere circa 60 milioni di dischi e diventare uno degli artisti più influenti della storia della musica internazionale.

E’ notizia di questi giorni che il menestrello ha venduto 6000 pezzi della sua collezione privata per un valore intorno ai 20 mln di dollari. Tra questi reperti sono compresi numerosi testi scritti a mano dallo stesso Dylan, alcune registrazioni audio e video e diverse lettere ricevute, tra cui una molto affettuosa di Barbra Streisand.

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Il tutto è stato acquistato dalla George Kaiser Family Foundation, importante compagnia petrolifera e dalla University of Tulsa, che metteranno i cimeli in esposizione in un museo proprio della cittadina statunitense.

A quanto pare l’obiettivo è creare un’accademia a scopo didattico per le nuove generazioni, che potranno appassionarsi e capire cosa si cela dietro la musica e l’arte del cantante del Minnesota. Anche per i vecchi fans di Dylan però le sorprese non mancheranno, visto che si tratta di materiale completamente inedito che come abbiamo detto risale addirittura ai suoi inizi, quando ancora non era altro che un ragazzo con la sua chitarra.

Crediti - New York Times
Crediti – New York Times

Un giornalista del New York Times, Ben Sisario, ha avuto la possibilità di visionare in anteprima alcuni documenti e nell’articolo  “L’archivio segreto di Bob Dylan“ che ha scritto, dice che i documenti sono “più vasti e profondi di quanto anche il maggior esperto di Dylan si potesse immaginare» aggiungendo che questo archivio “è un successivo passo verso la canonizzazione di Dylan come un gigante della letteratura statunitense, non solo come icona musicale“.

 

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Giuseppe Santoro
Ricco, bello, dolce e simpatico nella vita precedente. In questa invece, nasco a Lecce il 18 luglio del 1989 da una famiglia di professori. Mia madre insegna Lettere in una Scuola Media di provincia e mio padre, adesso pensionato, era insegnante di Educazione Fisica. Dopo il diploma commerciale ho lavorato come impiegato in un Centro di Medicina Nucleare per un anno e mezzo, ma purtroppo in seguito ai tagli alla sanità pugliese, all’inizio del 2011 mi sono ritrovato disoccupato. Nel 2013 ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione e adesso frequento la facoltà Magistrale di Lettere Moderne. Importante è stata per la mia formazione professionale, l’esperienza come responsabile comunicazione e social per il sito Cometiveste.it, di cui sono il fondatore con altri due ragazzi. Canto in una band da due anni e adesso ci stiamo dedicando anche allo sviluppo di alcuni progetti inediti. Ho sempre scritto testi musicali, poesie, ma anche saggi brevi sugli argomenti più disparati e nei miei articoli mi piace osservare la società con occhio critico. Oltre a un’ ipotetica carriera nell’ambito dell’insegnamento, molto difficile visti i tempi che corrono, mi piacerebbe continuare a dedicarmi alla critica musicale e sociale. Non amo molto dire cose ovvie e in generale, non mi piace stare dalla parte del più forte. Da un po’ di tempo collaboro con questo blog che credo stia diventando un punto di riferimento importante per chi ama la musica e i suoi retroscena. Spero di essere all’altezza del compito e poter interessare i lettori a quelle che sono le mie idee e i miei pensieri.

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