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Bernabei, Benji & Fede, come uccidere una canzone come “A mano a mano”

di Giuseppe Santoro

Non vorrei essere nei panni di Riccardo Cocciante, autore nel 1978 di una canzone bellissima, una delle tante scritte dal cantante italo-francese-vietnamita. Lo stesso brano fu interpretato anche da Rino Gaetano, in una versione ancora più sentita ed emozionante, che poi è diventata la famosa colonna sonora di “Allacciate le cinture”, film del 2014 di Ferzan Ozpetek.

La canzone in questione è “A mano a mano” e la cover che ho visto (e purtroppo ascoltato) ieri sera al Festival di Sanremo è una delle cose peggiori che la musica italiana ha espresso negli ultimi 10 anni.
Due fenomeni di youtube, Benji e Fede che potevano (e dovevano) tranquillamente rimanere nel loro canale, hanno accompagnato sul palco più importante d’Italia un ex cantante di una non band, Alessio Bernabei, in un trio che avrebbe fatto paura al Dario Argento di Suspiria.

E di sospiri penso di averne tirati tanti vedendo questa esibizione, con quel finale di sollievo una volta terminata. La sensazione di stare assistendo ad uno show karaoke è stata forte e l’età dei tre conta fino ad un certo punto.

Lorenzo Fragola ad esempio, in gara con una delle canzoni peggiori del Festival, l’altra sera ha eseguito con grande intensità e rispetto “La donna cannone” di De Gregori, risultando misurato e forse per questo convincente. Diciamo quindi che non è tanto la tecnica vocale quella che è mancata ai tre, ma più che altro la passione, il carisma, la convinzione e la personalità. In una parola, in quei tre minuti è mancata l’arte.

benji-fede-sanremo

Lungi da me la voglia di stroncare per sempre questi due ragazzi nati dal web senza dargli altre possibilità di riscatto, in fondo erano solo ospiti del cantante in gara. Pazienza se io da adolescente guardavo Holly e Benji e ora mi ritrovo Benji e Fede, in fondo dalla loro parte hanno due belle faccette, un zoccolo duro di fans e tutto il tempo per migliorare e capire la direzione da prendere.

Con le parole non voglio fare nero nemmeno l’ex cantante dei Dear Jack, anche perché il frontman che lo ha sostituito nella band (anch’essa in gara a Sanremo) è “di colore” di suo, quindi mi sembrerebbe una presa in giro cambiargli colore.

Battute a parte, rimane un interrogativo importante che andrebbe posto agli adolescenti italiani: davvero nelle vostre camere, con i vostri auricolari ascoltate questi “artisti”?
Veramente dalle vostre casse esce questa roba malsana?
Se la risposta è si allora meritate di essere leccati in testa da una mucca come è successo al povero Alessio Bernabei.

Versione originale del brano “A mano a mano”
[youtube id=”gGPBDAh1zEk”]

 

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