Home Musica SANREMO 2016: VANEGGIAMENTO SENILE DI UN EX CRITICO E CANTAUTORE

SANREMO 2016: VANEGGIAMENTO SENILE DI UN EX CRITICO E CANTAUTORE

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Voto Autore

di Nino Pirito

Posso? Posso entrare un po’ nel tecnico (si fa per dire)?

Vorrei fare qualche personalissima considerazione. Sulle canzoni in gara non ho le idee chiare ma penso che vinceranno gli Stadio, con Patty Pravo seconda e Arisa terza.

Mi limito a dire che, tecnicamente, ormai prevalgono due o tre canoni. Con un particolare che le accomuna tutte: il finale SEMPRE “sospeso”. A volte funziona, a volte proprio no. I canoni, invece, sono fastidiosi

1) strofa intimistica poi esplosione del ritornello cattura orecchio

2) ballad(s) sofisticate, ma senza capo né coda. Altri tempi quelli del Festival quando echeggiava  4 marzo 1943 di Dalla (Festival di Sanremo del 1971).

3) pezzi brutti. E basta. Il canone più frequentato. E non lo dico per populismo, ma dopo averne valutato la struttura melodico-armonica

Piuttosto le cover(s) – che in traduzione maliziosa significano “falsi” o, più bonariamente, “copertine o “coperture”, fate voi – della terza serata: un massacro, in generale. Operazioni tipiche della storia della musica pop, specie nei Sessanta. Lo sanno quasi tutti, gli “addetti”. Ma vale le pena ricordare che Il Molleggiato prese “Stand by me”, la nominò “Pregherò” e la firmò come pezzo originale.

Cover(s) dunque. A parte gli Stadio (ma era facile rifare se stessi con la benedizione di Lucio Dalla).

Molto efficace “Cuore” (cover di cover) di Arisa. La ritmica è stata modificata, così come, di conseguenza, il disegno del basso elettrico. Ma tutto senza tradire l’essenza dell’originale. Brava.

Convincente anche Rocco Hunt (credo) con “Tu vuo’ l’americano” di Nisa-Carosone (Nicola Salerno & Renato Carosone, che Dio li abbia in gloria).

Imbarazzante Clementino (?) con “Don Rafae”, anche si è piazzato bene, ma solo grazie alla canzone dell’indimenticato De André. Scelta tutto sommato facile facile, anche se in apparenza difficilissima. Visto che il timbro di Faber non è coverizzabile. E, poi, lui non stonava mai, anche dal vivo.

La gente – che non è fessa – così come i somari che non sono asini, ma questo è un altro dicorso e un giorno ve lo dimostrerò – infatti ha scoltato (e visto) meno la tv.

Gli altri brani? A parte qualche eccezione, quasi tutti inascoltabili, pretenziosi e spudorati. Tra le eccezioni la Pravo con una cover anch’essa di se stessa: “Tutt’al più”, con rinfrescata rap, altrimenti che cover sarebbe stata.

Finisco con Lorenzo Fragola. Che ha cercato di sfruttare “La donna cannone”. Nei toni medi, passabile. In quelli alti, inascoltabile. Anche perché, soprattutto nel pezzo in gara, fateci caso, quando spinge il suo timbro ricorda quello di Pupo Ghinazzi. Tanto valeva…

Crediti Foto: Tv Sorrisi e Canzoni

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