6.5 C
Milano
sabato, Novembre 27, 2021

Ultimi post

La Rai e la scomparsa della musica

di Giuseppe Santoro

Con la chiusura di “Ghiaccio Bollente”, bellissimo contenitore musicale che andava in onda di notte su Rai5, è come se si fosse chiuso qualunque spazio alla musica libera e indipendente nella televisione pubblica.

Il programma di Carlo Massarini era qualcosa che non si vedeva da tempo sulle reti Rai e anche se relegato su un canale minore, valeva la pena di restare svegli per seguire i consigli musicali che il giornalista e conduttore proponeva tutte le notti. La trasmissione costava poco e tralasciando lo share, le visualizzazioni tra televisione e web erano veramente soddisfacenti. Ciò è dimostrato dalla petizione firmata da 28mila persone per salvare Ghiaccio Bollente e dargli più spazio, magari su canali maggiormente rivolti al grande pubblico e in orari più consoni alla cultura. Massarini è rimasto ovviamente sorpreso per la chiusura improvvisa del programma, considerando che pare non abbia mai avuto alcun supporto da parte della dirigenza di Viale Mazzini, che continua a ripetere che “la musica in televisione non funziona”.

Il problema della mancanza di spazi rivolti alla musica nel servizio pubblico, è fatto assai noto e abbastanza sconcertante. Basti pensare che a parte manifestazioni come Sanremo e come gli scarsi talent, mamma Rai non trasmette nient’altro che faccia riferimento all’universo musicale, eccezion fatta per le monografie che ogni tanto (sempre di notte e sempre dei soliti noti) fanno capolino nei palinsesti.

E i giovani artisti? Beh per loro lo spazio è praticamente inesistente e anche quelli che da casa vorrebbero interessarsi a qualche programma Rai, non trovano quell’accessibilità minima richiesta nel 2016. L’azienda pubblica è infatti fuori da Youtube, dato che ha da poco cancellato il suo canale, quindi ogni video deve essere obbligatoriamente guardato sul portale Rai.tv. Questo però, come la maggior parte dei siti della Rai, non è progettato per essere visualizzato correttamente su smartphone e device mobili e l’applicazione scaricabile dagli store presenta, a detta degli utenti, molte lacune e scomodità. Se poi si pensa che un solo canale in HD non può certamente bastare per contrastare lo strapotere di Sky in ambito di alta definizione, si ha un quadro ancora più chiaro (e tragico) della situazione.

Eppure da quest’anno il canone tv verrà inserito in bolletta, come a ricordarci che anche la Rai, come l’ammiraglia privata di Murdoch, è in abbonamento, ma a differenza di quest’ultima, i servizi offerti sono spesso scarsi e la qualità decisamente avvilente.

La speranza è certamente l’ultima a morire e tutti speriamo che quest’anno, con maggiori introiti dal canone, i servizi vengano migliorati, ma è chiaro che una rivoluzione culturale e tecnologica appare indispensabile al fine di rimodernare l’assetto della televisione di Stato e dare finalmente una necessaria rinfrescata ai contenuti.

Facebook Comments

Latest Posts

I piu' letti

Resta in contatto

Per essere aggiornato con tutte le ultime notizie, offerte e annunci speciali.