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NiggaRadio: “U me diritto” un urlo per i diritti – Intervista esclusiva a Daniele Grasso

“U me diritto”: un urlo contro i diritti negati nel nuovo brano dei NiggaRadio. Intervista a Daniele Grasso, chitarrista e produttore della band catanese.

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di Corrado Salemi

NiggaRadio è una grandissima band catanese formata da artisti eccezionali.
Ma non basta. NiggaRadio è anche, e soprattutto, il punto d’incontro di esperienze e provenienze sonore differenti, capaci di fondersi perfettamente creando un sound unico ed energico, di forte presa fisica ed emozionale.

Nati da un’idea di Andrea Soggiu (dj, musicista promotore delle notti catanesi, sound engineer) e di Daniele Grasso (produttore, musicista, sound engineer con Diego Mancino, Greg Dulli, Afterhours, Cesare Basile, John Parish, Waines, Sista, Mario Cianchi ed altri), i NiggaRadio nascono nel tentativo, ben riuscito a nostro parere, di coniugare la musica “suonata”, tipicamente blues con le chitarre, con i nuovi suoni elettronici, approfittando della comune capacità di raccontare la realtà con immediatezza, con i pochi mezzi a disposizione.

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A completare la band Vanessa “Goldie” Pappalardo, cantante capace di coniugare il soul più sofisticato con la forza del canto popolare , e Peppe “Thunder “ Scalia, batterista che ha suonato con Brando e con Davide De Marinis, suonando anche beat siciliano passando per Londra e Milano.

Nel 2014 il primo EP dal titolo “Two sides”.  Sempre nel 2014 il primo disco “‘Na Storia” prodotto da DCave records, che contiene dieci brani che spaziano dal dialetto siciliano all’inglese. “Na Storia” è stato candidato al Premio Tenco 2014 nella sezione “Migliori Opere prime”.

Tra il 2014 e il 2015 i NiggaRadio sono stati impegnati in tour in Italia.

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Nel corso del 2015 i NiggaRadio sono stati ospiti, tra gli altri eventi, del Concerto del Primo Maggio a San Giovanni Laterano in Roma, e del MEDIMEX 2015 a Bari.

Dal 26 novembre è disponibile “U me dirittu”, loro ultimo brano prodotto sempre da DCave records, che più che una canzone “è un urlo di richiesta di diritti molto spesso negati”.  Suonato dal vivo con 50 tra musicisti e tecnici, “U me dirittu” è disponibile sui digital store, ed il ricavato del brano sarà interamente devoluto in beneficenza per il Centro Astalli di Catania.

Abbiamo parlato “U me diritto” e della loro storia con i NiggaRadio, che ringraziamo per la disponibilità.
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Ciao Daniele. Mi piacerebbe iniziare l’intervista chiedendoti come e quando sono nati i NiggaRadio.

L’idea di partenza era una sorta di “project” che metteva insieme due “parti” che combaciavano a nostro avviso (mio e di Andrea Soggiu) perfettamente.  Chi ha incontrato la musica l’ha usata spesso per lenire i propri  malesseri . Chi l’ha fatto negli anni ‘20 su fino ai ’70 ha più spesso usato la chitarra, molti anni dopo, l’elettronica, quella “cheap” fatta di oscillatori, software, batterie elettroniche ecc. 

Queste due cose, che entrambi ben conosciamo e amiamo, stanno alla base dell’idea. Poi alla ricerca di un batterista da “loopare” ci siamo imbattuti in Peppe Scalia (Brando, Strummula e tanti altri, con una bella esperienza didattico lavorativa in Inghilterra). Mentre pensavamo a delle voci da metter dentro Peppe ha portato dentro Vanessa Pappalardo, dicendo che l’aveva seguito e se poteva tenerla… quindi Andrea Soggiu (Djing marranzano basso, elettroniche) Peppe Scalia (drums), Vanessa Pappalardo (voce) ed io a… tutto il resto.

Complice un live assolutamente “forzato” e con una risposta “trooppo buona” abbiamo pensato che questa era proprio una band. La radio del sud, di questi strani afro europei che siamo noi siciliani era qui, era nata ”Nigga Radio”. Quanto al dove, beh, dove se non Catania, la città ideale per questo tipo di melting pot ed esattamente a The Cave, la nursery che ha una lunga tradizione di nascita di progetti particolari ( da Afterhours a Diego Mancino, da Cesare Basile ai Waines ecc…)

La vostra musica è strutturalmente semplice eppure estremamente efficace. La trovo energica, capace di catturare visceralmente. Il tutto ottenuto con un sapiente mix di elementi. Sono evidenti i riferimenti al blues e al rock: ascoltandovi ritrovo la fusione di generi che fece Bo Diddley (nel vostro caso senza le atmosfere rockabilly ovviamente).  A questo si aggiungono ritmi e suoni elettronici. Su questo insieme si muovono testi in italiano, in inglese, e soprattutto in siciliano ma con melodie sempre lontane dalla tradizione popolare.  Qual’è il segreto per far funzionare questo mix a prima vista pieno di contraddizioni?

Acc… che domanda! Cammini per strada, ascolti, fai entrare le cose da un orecchio, suoni un botto di musiche diverse, vivi in un posto veramente poco snob che frulla tutto insieme, non ti esalti troppo perdendo il tuo tempo andando ogni momento per social a dire “siam trooooppo fighi,abbiamo fatto questo e quindi siam quello” e poi suoni scrivi mixi il tutto insieme con il cuore e le orecchie aperte ad ogni suono ed emozione. Ok, non è una buona risposta ma è la migliore che abbiamo.

Avete presentato il vostro ultimo brano “U me dirittu” dicendo che ”non è una scusa per riempire uno spazio vuoto in attesa dell’uscita del disco… non è una canzone fatta per dirvi che siamo fichi…  è un urlo per ricordarvi dei tanti senza diritti e per aiutarli tutti insieme”.  Infatti i proventi andranno interamente al centro Astalli (suggeritoci da Libera) per aiutare i rifugiati in maniera concreta acquistando beni di prima necessità.  Come è nato questo brano e chi sono i musicisti che hanno suonato con voi?

Ma tu domande facili niente eh?!? 🙂

Tutto nasce dalla convinzione che i tempi ci stanno portando via via alla cessione di tutti quei diritti che erano stati così duramente ottenuti nei decenni passati. Con la scusa di una crisi, non causata dalla gente, con una guerra simpaticamente a disposizione ogni qual volta serva a prenderla a pretesto, con la fandonia che la lotta di classe non servisse e non ne esistesse più la necessità, con tutte queste situazioni in atto ci è parso chiaro che molti dei nostri diritti stessero dissolvendosi.  Noi che siamo musicisti potevamo solo cantare, urlare una richiesta: “ridateceli indietro, sono scritti nella carta dei diritti dell’uomo, sono nostri e li vogliamo ora”. Lo abbiamo fatto. E par dare un segno concreto abbiamo pensato di finanziare il video e il progetto di tasca nostra. A proposito, lo avete comprato il brano?!? Beh, fatelo. E se vi piace compratelo anche una seconda volta: tutto andrà in beneficenza, a noi o alla nostra Label DCave non andrà nulla. Tutto al centro Astalli, quindi contribuite. Han suonato con noi veramente tanti amici e tanti altri avrebbero voluto. I crediti da dare son tanti e non riguardano solo i musicisti, ma i tecnici, gli operatori tutti. Non vorremmo dimenticarne qualcun, quindi andate al link qua sotto, c’è il video con tutti i coinvolti e… sostenete il progetto, grazie.  

I NiggaRadio hanno partecipato a molti eventi prestigiosi. Ne cito due: il concerto del Primo Maggio a Roma, e il MEDIMEX 2015. Cosa si prova a ritrovarsi in manifestazioni di questo tipo? Come reagisce il pubblico alla vostra musica?

Prima di iniziare vorrei aggiungerne un terzo evento che ci ha fatto veramente molto piacere, la selezione di “‘Na storia”,  alla targa Tenco, fra le migliori opere prima del 2014. Segno che non solo il magma sonoro, ma anche quello “lirico” è arrivato alla gente. Per il resto che dire? Il primo maggio è una botta di adrenalina come pochi eventi in Italia possono dare. Più di 300.000 persone in piazza e 2.000.000 in tv, poi il back stage, i giornalisti, i colleghi che vengono a complimentarsi…  Ma niente è come la gente lì davanti che balla, che muove la testa e le mani al tempo della nostra musica… E chissà quanti siciliani ci saranno stati, perché sentivamo dal palco chiaramente il ritornello “semu pessi”.

Il Medimex è più soft ma certo non meno importante, hai davanti un pubblico con molti addetti ai lavori di molte nazioni, Cina, Africa, Europa.  Gran riscontro e anche un po’ di buone trattative…Shhhh… non diciamo nulla per ora. Il pubblico è la vera forza di questo progetto.

State già lavorando ad un nuovo disco? Cosa dobbiamo aspettarci? Puoi parlarcene?

Assolutamente si.  Siamo alle ultime battute in studio (non proprio, ma, insomma…). Prevediamo l’uscita per la fine di febbraio, primi di marzo. Crediamo sia un disco fortemente “emozionale”. C’è dentro  il sud del mondo, la Sicilia, il blues, il folk, l’elettronica, molto sociale ma anche molto amore. Sarà un disco che odorerà di rivoluzione e di rinascita. Sarà un disco semplice, ma pur nella semplicità niente affatto “easy”… Almeno per noi.  Su, un po’ di pazienza, pensiamo che ne varrà la pena.

“Concerto del Primo Maggio Roma 2015”
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