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BENJAMIN CLEMENTINE VINCE IL MERCURY PRIZE 2015

Voto Autore

di Kate Andora

Il 20 Novembre scorso a Londra è stato assegnato il prestigioso Mercury Prize, premio che una giuria di esperti del settore musicale assegna ogni anno al miglior album realizzato da un artista britannico o irlandese, indipendentemente dal genere musicale che esso rappresenta.

La lista dei candidati era ricca di nomi molto importanti ed autorevoli, tra cui Roisin Murphy e Florence + The Machines, ma a spuntarla è stato il talento potente, unico e cristallino di Benjamin Clementine con il suo album di debutto At Least for Now.

Dell’artista anglo-ghanese avevamo raccontato la sua incredibile e romantica parabola in un precedente articolo e recentemente è passato nuovamente nel nostro Paese per due nuovi concerti dopo quelli apprezzatissimi da pubblico e critica dello scorso Aprile.

Clementine, che ha vissuto a Parigi per diversi anni e dove ha trovato in maniera rocambolesca la via del successo grazie al produttore musicale Matthieu Gazier che lo sentì suonare per la prima volta nella metropolitana della città, ha voluto dedicare il premio appena conquistato alle vittime degli attentati terroristici dello scorso 13 Novembre  nella capitale francese.

Lo so che si tratta di musica, ma voglio dedicare questo a ciò che è successo qualche giorno fa a Parigi” ha dichiarato l’artista sul palco del Mercury Prize, senza riuscire poi a trattenere le lacrime che hanno spezzato la sua voce ed interrotto le sue parole.
A Parigi ho imparato molte cose, ho imparato a crescere come uomo.” ha aggiunto “Io sono Inglese, ma amo e rispetto molto profondamente Parigi, la gente di Parigi. Loro amano l’arte e io sento di dover dedicare questo a loro”.

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In un’intervista per Gigwise, dopo la premiazione, Benjamin ha anche confidato di avere già alcuni brani pronti per il prossimo lavoro, ma che vuole prendersi del tempo anche se non vede l’ora di tornare a suonare.

A questo proposito ha anche dichiarato che l’annullamento dei tour da parte di molte star internazionali in seguito ai fatti di Parigi sono un segno di debolezza perchè lo scopo di questi terroristi è proprio incutere paura e bloccare le nostre vite e questo non lo dobbiamo permettere; anzi, la musica deve essere una delle armi potentissime da usare contro di loro. Annullare una data in segno di rispetto per le vittime è comprensibile, ha aggiunto l’artista, ma arrendersi alla paura no.

E io credo che in tantissimi saremo d’accordo con mr. Clementine!

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