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Parigi. Si va?

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di Serena Iannicelli

Cerco di mettere insieme i pensieri.
Il primo è di rabbia, chiaro: devono morire, bestie, bastardi eccetera.  Il secondo è: “devi capire“.

Dover capire è un lascito degli anni 70, quando si pensava che l’unico vero potere fosse il Sapere. Ci credo ancora. O meglio, non posso farne a meno.

Purtroppo ci sono molte cose della politica internazionale che invece non so o mi sfuggono. Di certo so che con bombe e dolore non si va da nessuna parte né loro né noi. La contrapposizione non è casuale: siamo due mondi diversi. Direi pianeti diversi.

Una mediazione politica è possibile? Qui c’è molto spazio alle cose che non so di politica internazionale. Non so quali siano esattamente gli interessi economici in ballo, ma so per certo che la religione non c’entra. Solo chi non ha un’anima, da una parte e dall’altra, può essere tanto feroce da ammazzare a sangue freddo, tagliare gole o sganciare bombe colorate come giocattoli per far fuori quanti più bambini possibile.

Ma, dice :”devi schierarti, perché bisogna fare comunità“.
È una parola. Come tutti i laici ho un senso religioso molto forte. Le religioni personali sono le più integraliste. Posso provare orrore per il loro modo di vivere e morire, concepire e trattare le donne, fare figli per avere carne da macello, per il loro pensare sempre in Assoluto e mai in Relativo, per il delirio dei loro comunicati dannunziani…tante cose mi fanno orrore e mi fanno pensare che siano “troppo” diversi e lontani.

Dice: rispetto a cosa? In una parola, libertà.
Perché, noi siamo liberi?! Eccome!
Solo il fatto di poter entrare in un bar e sedersi a bere una coca cola, o prendere un aereo con il solo pensiero che ti becchino non la bomba ma il profumo e te lo facciano lasciare giù, lasciare amori distratti per viverne altri senza essere lapidate, poter leggere tutto, avere Pomeriggio 5 con la D’Urso, maledire tutti i giorni la Fornero, perfino avere un Berlusconi e sbertularlo…tutto è libertà, e per sua stessa natura bella anche nel mostruoso.

I nostri padri, nonni e bisnonni, hanno fatto guerre per conquistarla.
Dice: loro non hanno potuto conquistarsela.
Ma forse hanno sbagliato bersaglio. Se il tuo paglione è lì davanti e tu tiri sempre su quello dell’altro, centro non lo farai mai. Se ti fai pagare dai Sauditi per imparare a fare il kamikaze e non per aprire una fabbrica, sbagli paglione.

Io non voglio aver paura di uno che magari fa centro sul mio corpo, ma è una pippa quando cerca di farlo nella sua vita.
Per questo vado a Parigi.

Fonte Foto Copertina: Libération

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Serena Iannicelli
Serena Iannicelli, giornalista, una vita in Rai, nata A Roma un tot di anni fa e dunque con un tot di esperienze e consapevolezze. Le piace leggere, ascoltare musica, bere e mangiare bene. È assai curiosa, ama le persone, qualche bambino, ma soprattutto gli animali di ogni ordine e grado, tranne i grillotalpa.Detesta arroganza e stupidità. E grazie al cielo non ha rimpianti. È uscito da poco un suo libro, Il Palazzo, editore Memori, prefazione di Moni Ovadia

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