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mercoledì, Ottobre 27, 2021

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Quando c’era il Derby a Milano…

di Alberto Salerno

Il Derby Club è stato tra i più celebri locali notturni milanesi attivi tra gli anni sessanta e settanta. È diventato noto soprattutto per i numerosi artisti esordienti.

Nel 1959 i coniugi Gianni e Angela Bongiovanni (zii materni dell’attore Diego Abatantuono) aprono un ristorante e lo chiamano Gi-Go. Le sale sono ricavate nel seminterrato di una palazzina liberty in via Monte Rosa 84, zona periferica milanese, vicino all’ippodromo di San Siro.

All’inizio degli anni sessanta i due decidono di trasformarlo in un locale “per trovarsi e ascoltare musica“, cercando così di risollevare il modesto fatturato del precedente esercizio.

Ribattezzato nel 1962 Intra’s Derby Club (nome ispirato dalla fusione tra il nome del jazzista Enrico Intra e la vicinanza geografica all’ippodromo) e poi, definitivamente, Derby Club, il locale diviene ben presto il punto di incontro di personaggi, professionisti e sportivi della Milano più all’avanguardia, fra cui molti architetti che contribuiscono ad arredarlo in modo originale e, per i tempi, anticonvenzionale, mentre gli artisti esordienti (tutti caratterizzati dall’ineguagliabile talento, confermato dalle successive carriere soliste) si esibiscono su una pedana su cui sono piazzati un pianoforte e una batteria. (Direttamente tratto da Wikipedia).

Purtroppo quando il Derby chiuse i battenti non ci fu nessun altro che cerco’ di aprire un locale dello stesso genere, un locale dove potessero esibirsi giovani cabarettisti o cantautori, perché non ci fu più nessuno animato dalla gioia di scoprire e far scoprire nuovi talenti, facendogli fare una vera gavetta davanti a un pubblico pagante e con il palato fine.

Il pubblico del Derby era eterogeneo, ci potevi trovare il ricco commendatore milanese fino a l’operaio che, magari anche una sola volta ogni tanto, ci veniva per assistere allo spettacolo. Milano era allora all’avanguardia nello spettacolo, era vitale e sempre in attività anche grazie al Piper, in Viale Alemagna, e ai tanti teatri sparsi per la città.

Altri tempi. Altra vita. Altra aria.

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