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Approdi. Avanguardie musicali a Napoli, volume primo

Da una particolare idea di Girolamo De Simone e della fabbrica culturale Konsequenz, nasce un particolare progetto di musica sperimentale, che cerca di proporre un movimento culturale partendo dalla musica contemporanea, quella che nasce dalla scena avanguardistica napoletana, alla quale vengono poi accomunate altre forme d'arte, quali quelle visive. Al progetto - che è dedicato alla memoria del musicista sperimentale Luciano Cilio, morto nell'83 a soli 33 anni - hanno partecipato tredici compositori e alcuni poeti.

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di Athos Enrile

Con il termine “approdo” si intende genericamente definire un punto di arrivo sicuro, metaforicamente il raggiungimento di un obiettivo: l’album “Approdi. Avanguardie musicali a Napoli-Vol 1°”, fresco di rilascio, contiene in sé un omaggio, un riassunto e la quasi certezza della prosecuzione del viaggio, e quindi il “porto sicuro” è solo uno dei tanti che si pareranno davanti durante il percorso.

Perché un omaggio? L’ispirazione – e la dedica – arriva dal ricordo dell’arte di Luciano Cilio, musicista napoletano, precursore di una certa sperimentazione sonora legata alla tradizione e alla musica popolare, mancato a soli 33 anni, nel 1983.

Perché un riassunto? L’intento è quello di fotografare la musica napoletana contemporanea attraverso – citazione del comunicato ufficiale – “…un’operazione culturale che ha coinvolto tredici compositori e numerosi altri artisti provenienti da segmenti eterogenei delle arti visive napoletane…”. Il quadro che emerge è sicuramente rappresentativo di un mondo esclusivo, patrimonio della nostra cultura.

Perché una prosecuzione del viaggio? “Approdi… è solo il primo episodio di un viaggio voluto con forza da Girolamo De Simonemusicista e critico musicale – e dalla fabbrica culturale Konsequenz, perché la musica è infinita… la musica è dinamica, e il “racconto napoletano” possiede sufficiente materia per non arrestarsi mai!

I compositori ospiti del primo volume sono, in ordine di comparizione: Carlo Vignaturo, Enzo Amato, Max Fuschetto, Girolamo De Simone, Giusto Pappacena, Piero Viti, Vito Ranucci, Gabriele Montagano, Patrizio Marrone, Enrico Iannaccone, Alessandro Petrosino, Carlo Mormile e Gaetano Panariello. Al disco hanno poi aderito il poeta Luca Buonaguidi, con una lirica per Luciano Cilio, e gli artisti Fabio Donato e Vincenzo Maiello.

L’essenza dell’album risiede nella chiosa “…ad ogni istante della giornata, e a ciascuna esigenza di lavoro, svago, riposo, rilassamento, corrisponde una determinata musica“, situazione che chiunque conviva minimamente col mondo sonoro ha potuto toccare con mano, ma in questo caso la regola va applicata – a mio giudizio con pieno successo – alla musica contemporanea, per definizione “colta” – e nell’immaginario comune inarrivabile per la massa – ed è richiesto un discreto sforzo utile ad abbattere la barriera che automaticamente si erge quando si fuoriesce dalla possibile “leggerezza” del quotidiano e si è investiti dalla sacralità di trame da cui spesso si prendono le distanze.

Sono 14 le tracce per oltre 50 minuti di godibilità assoluta, garantita, anche, dalla trasversalità della proposta. Il brano a seguire è un frammento realizzato dal compositore Vito Ranucci, considerato tra i maggiori esponenti della scena “World” italiana.

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