di Renato de Rosa
La mia sulla crisi Greca, con annessa metafora.
Famiglia Bremboni
Via dell’Ascesso, 25 Cannate sul Pisolo
Spett. Macelleria Gargozzi
Piazza Santa Cunegonda 12 Cannate Sul Pisolo
Oggetto: Vostra richiesta di pagamento
Gentile Signor Gargozzi, Le scriviamo in relazione alla Vostra richiesta di saldare il nostro debito di € 1315,46 relativo a bistecche, fettine, ossibuchi, salsicce, arrosti ed altri generi alimentari da noi acquistati negli ultimi due anni presso la Vostra spettabile macelleria.
Ammettiamo di avere mangiato la Vostra carne, peraltro buonissima e di ottima qualità, tuttavia riteniamo che la Vostra richiesta di pagamento violi la dignità della nostra famiglia, dato che ci imporrebbe sacrifici che non è nostra intenzione sopportare.
Non ci sembra giusto infatti dover rinunciare a diritti acquisiti, quali le vacanze a Formentera, l’estetista per mia moglie, i telefonini di ultima generazione per i nostri figli e i sigari avana per il nonno.
Tuttavia, essendo persone oneste e democratiche, quest’oggi abbiamo messo ai voti la Vostra richiesta di pagamento.
Io, la mia signora Clotilde, il nonno Uberto e il figlio maggiore Evaristo abbiamo espresso parere contrario, mentre Eulalia, la nostra figlia più piccola – condizionata da pessime letture scolastiche indotte da multinazionali dell’educazione – ha votato a favore, adducendo confusi motivi sull’onore e la dignità.
L’esito è dunque chiaro: la Vostra richiesta di pagamento è stata bocciata dall’80% della popolazione casalinga, per cui consideriamo il nostro debito estinto.
Con l’occasione Le chiediamo di fornirci, per il prossimo sabato, 12 bistecche chianine, 6 chili di costolette di maiale, 24 salsicce, 8 polli e 52 spiedini misti, raccomandandoci per la qualità, dovendo festeggiare l’esito del referendum, ed avendo invitato gli intellettuali del nostro paesello che, con tanta solerzia, hanno sostenuto la nostra causa.
Voglia gradire i miei più distinti saluti.
Remigio Bremboni
Cannate sul Pisolo, 5 luglio 2015
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