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Jovanotti “stona” parlando di lavoro

2014
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di Giuseppe Santoro
Quando ho letto i titoli dei giornali online che citavano la seguente frase di Lorenzo Jovanotti “Lavorare gratis ai grandi eventi si può, se è per fare esperienza”, pronunciata ieri mattina presso il Polo Universitario delle Scienze Sociali a Firenze, ho subito pensato che fosse impazzito a dire una cosa del genere in Italia e soprattutto in un momento come questo.

Ed invece? Ed invece niente, ho visto il video e ha detto proprio questo. Potete immaginare come si sia scatenata la rete successivamente a queste dichiarazioni.

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Il discorso di Jovanotti è partito col racconto di un aneddoto dai vari concerti che ha tenuto in Sud America e di come spesso si sia trovato di fronte a tanti ragazzi che lavorano come volontari nei grandi eventi, senza vedere un soldo. Ecco, a questo punto mi sarei aspettato che dicesse che in Italia, purtroppo, la situazione non è tanto diversa, dato che moltissimi giovani pur di lavorare e cercare di fare una qualunque esperienza, si accontentano di non essere pagati.

Poteva magari ricordare che gli under 30 molte volte partecipano a tirocini che sembrano senza fine e al termine dei quali spesso non si ha la minima possibilità di essere inseriti nel mondo del lavoro.

Il cantante di Cortona, che è sempre stato attento ai temi sociali e quasi sempre al modo di comunicarli, questa volta mi ha stupito totalmente in negativo, perché si è lasciato andare, forse ingenuamente e con poca cognizione di causa,  in una sorta di elogio della mini-precarietà di tre giorni e dell’impiego gratuito, quello che “ti può lasciare qualcosa dentro”. Il problema è che non lascia niente nelle tasche e con queste vuote purtroppo non si vive, né in Brasile né in Italia.

Dice di aver fatto il cameriere gratis solo per divertirsi, ma se è questo il consiglio o l’insegnamento che vuole fornire agli studenti all’interno di un’aula universitaria, forse dovrebbe rivedere il suo concetto di “adeguatezza”. Quando sei un personaggio famoso, quando tutti pendono dalle tue labbra, quando i giovani imitano il tuo stile, cantano le tue canzoni e vorrebbero diventare come te, hai un grandissimo potere e da questo (Spiderman docet) derivano grandi responsabilità.

Sarà che coi milioni in tasca si ragiona più “easy”, sarà che da disoccupato il lavoro è un tema che mi tocca particolarmente, sarà che in questo caso non penso positivo perché son vivo e finché son vivo, ma anche rivedendo una seconda volta il video, non riesco a trovare una scusante valida. Per dirla in rap, come faceva un tempo: Questo è un pensiero un po’ superficiale, un passo falso del Lorenzo nazionale.

Mettiamola così: si è espresso male.

Comunque, per onestà di cronaca, visto che non siamo avvezzi alle strumentalizzazioni (e ieri, in merito all’argomento, in molti della stampa lo hanno fatto) e soprattutto non siamo facenti parte di nessuna fazione politica (per cui non distorciamo le notizie in funzione della “propaganda” politica di un partito…cosa anche questa fatta ieri da alcune testate giornalistiche), di seguito riportiamo il video INTEGRALE dell’intervento di Jovanotti all’Università di Firenze, che per onestà intellettuale bisogna dire che, per i tre quarti dell’intervento è stato anche brillante e ha detto cose interessanti, fino ad arrivare poi sull’argomento in oggetto, dove ha “sonoramente stonato“. Giudicate voi.
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L’INTERVENTO DI JOVANOTTI INIZIA DAL MINUTO 35 CIRCA
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Fonte Foto:Immagini estrapolate dal video di cui sopra, del canale YouTube Lorenzo Jovanotti Cherubini

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Giuseppe Santoro
Ricco, bello, dolce e simpatico nella vita precedente. In questa invece, nasco a Lecce il 18 luglio del 1989 da una famiglia di professori. Mia madre insegna Lettere in una Scuola Media di provincia e mio padre, adesso pensionato, era insegnante di Educazione Fisica. Dopo il diploma commerciale ho lavorato come impiegato in un Centro di Medicina Nucleare per un anno e mezzo, ma purtroppo in seguito ai tagli alla sanità pugliese, all’inizio del 2011 mi sono ritrovato disoccupato. Nel 2013 ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione e adesso frequento la facoltà Magistrale di Lettere Moderne. Importante è stata per la mia formazione professionale, l’esperienza come responsabile comunicazione e social per il sito Cometiveste.it, di cui sono il fondatore con altri due ragazzi. Canto in una band da due anni e adesso ci stiamo dedicando anche allo sviluppo di alcuni progetti inediti. Ho sempre scritto testi musicali, poesie, ma anche saggi brevi sugli argomenti più disparati e nei miei articoli mi piace osservare la società con occhio critico. Oltre a un’ ipotetica carriera nell’ambito dell’insegnamento, molto difficile visti i tempi che corrono, mi piacerebbe continuare a dedicarmi alla critica musicale e sociale. Non amo molto dire cose ovvie e in generale, non mi piace stare dalla parte del più forte. Da un po’ di tempo collaboro con questo blog che credo stia diventando un punto di riferimento importante per chi ama la musica e i suoi retroscena. Spero di essere all’altezza del compito e poter interessare i lettori a quelle che sono le mie idee e i miei pensieri.

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