di Enrico Nascimbeni
Milano. Anni Ottanta. Anni di piombo. Anni di amicizia e musica tra me ed Alberto Fortis.
Una sera andammo insieme in una discoteca. Gli Skiantos presentavano il loro nuovo disco, “Kinotto”. Fu una serata divertente. Ricordo con affetto Freak Antoni. Ci regalarono una bottiglia di chinotto a testa. Ovviamente era un gadget. Sopra la bottiglia c’era scritto … Kinotto … Skiantos .

Decidemmo, a notte tarda, di andare in centro, Piazza Castello mi pare. Fermai l’auto. Parole di futuro, donne e musica tra una sigaretta e l’altra. Risate. Cazzate di due ragazzi. All’improvviso due auto si affiancarono. Era l’Antiterrorismo. Mitra spianati ci dissero di uscire dall’auto. Guardai Alberto, era bianco come un cencio. Temo di esserlo stato pure io.
Macchina perquisita e … “e queste due molotov che le tenete a fare”, urlò l‘agente molto nervoso. C’era poco da scherzare in quei tempi. Eravamo bianco cadaverici. “Ma e’ chinotto” dissi balbettando … e balbettando Alberto Fortis mi pappagallò : “Si si …e’ chinotto … gli Skiantos …un disco“.
L’agente all’improvviso scoppiò a ridere … gli altri pure…noi piu’ o meno. “E che caspita fate in auto…due ragazzi…alle quattro di mattina?“. “Siamo due cantautori“…dissi. E di nuovo ALberto … pappagallo’: “si si… siamo cantautori … abbiamo fatto dischi“. Ecco andate a casa e fate i dischi, ci dissero. E andammo a casa .
Due bottiglie di chinotto e due giovani cantautori nella notte milanese. E mentre ricordo … sorrido …e si…rimpiango quelle “piroette di sabbia sulle guglie del Duomo”.
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