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Simon & Garfunkel: The Graduate

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di Athos Enrile

Lo scorrere dei giorni e il controllo costante del calendario fornisce a getto continuo attimi da ricordare, tra nascite, morti e momenti significativi.

E’ qualcosa che seguo con piacere, perché è anche una metodologia utile per “far cultura”, non soltanto in campo musicale: prendi una parola, una data, un’immagine, e dopo condivisione e discussione avrai gettato un piccolo seme.
Oggi ho trovato sulla mia bacheca un video che riportava al 6 Aprile del ’68, giorno in cui la colonna sonora de “Il Laureato” toccava la vetta delle classifiche americane.
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Paul Simon e Art Garfunkel sono i due giovani musicisti che costruirono le atmosfere musicali del movie, diventato nel tempo un must della cinematografia mondiale, sintesi e manifesto incontrastato del malessere giovanile di una generazione intenzionata a rifiutare la comodità dei valori e dei compromessi borghesi.
Attori stratosferici, su tutti un quasi esordiente Dustin Hoffman, per il quale il film diventerà il trampolino di lancio.
L’album realizzato da Simon & Garfunkel ha come titolo “The Graduate”, e contiene la celebre “Mrs Robinson”, ma il brand sonoro è rappresentato da “The Sound of Silence”, che sembra sia stata ispirata dalla morte di JFK, avvenuta il 22 Novembre del 1963 a Dallas.
I tempi coincidono -la musica fu scritta proprio in quei giorni mentre il testo arrivò nel Febbraio a seguire- ma in ogni caso appare più importante il concetto tanto caro a Simon, quello della difficoltà tipica dell’uomo di comunicare, in un mondo dove anche il silenzio può diventare assordante, per tutti i tragici significati che è capace di regalare. Ben poco è cambiato.
Tutto ciò ha scatenato i miei ricordi di bambino, e l’effetto domino che ogni volta mi colpisce, portandomi spesso piacevolmente e coscientemente fuori tema, mi ha ricondotto a quei giorni, quando le registrazioni in bianco e nero emesse dalla nostra televisione riproponevano a ripetizione la scena dell’uccisione di JFK, immagini lontane, inarrivabili, ma diventate nel tempo familiari.
Trentaquattro anni dopo quel 22 Novembre, il caso mi ha portato a Dallas, e per tutto un week end il “vecchio deposito di libri scolastici” e la “collina erbosa” -luogo in cui i colpi partirono e… arrivarono- ha calamitato la mia attenzione, sino al momento topico, quando, assecondando l’inclinazione tutta americana verso la spettacolarizzazione degli eventi -anche quelli tragici- sono salito su di una Lincoln per ripetere il giro che Kennedy compì, dall’aeroporto sino all’inutile viaggio all’ospedale, con tanto di intermezzo di spari e telegiornale dell’epoca trasmesso dall’impianto stereo. Americanata, certo, ma riuscire a collegare un episodio vissuto a sette anni con la visione reale del luogo del delitto -con tanto di simulazione- mi ha provocato un certo scossone.
Sono passati ben quarantotto anni dall’uscita de “Il Laureato”, ed almeno una volta all’anno mi viene voglia di rivederlo, di riascoltare quella musica, di rivivere momenti sereni e complicati nello stesso tempo, di rileggere una storia d’amore in un particolare contesto sociale, in fondo uguale a tante altre vissute in tempi moderni.
Riascoltare un brano del film non potrà che fare piacere.

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Athos Enrile
Da sempre immerso nella musica, coltiva la passione per la scrittura, con un’attenzione particolare alla descrizione dei concerti e alle interviste. Gestore di numerosi spazi in rete e collaboratore con diverse riviste specializzate, è coautore del libro “Cosa resterà di me” e dell’e-book “Le ali della musica”. Appassionato di strumenti - che utilizza in modo mediocre - ha avuto la possibilità di condividere pillole di palco con leggende del rock e di partecipare ad un album (in un brano) in qualità di mandolinista… elettrico! Presentatore in numerosi eventi, conduttore in molteplici presentazioni, condivide orgogliosamente con i compagni di viaggio di MusicArTeam (associazione di cui è presidente) il web magazine MAT2020.

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