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L’atmosfera di Memphis

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di Athos Enrile

I film a sfondo musicale, in particolar modo quelli americani, ci hanno abituato a siparietti che sembrano possibili solo se organizzati da chi è dietro una cinepresa.

Mi riferisco in questo caso a momenti che sembra improbabile possano nascere spontaneamente, come la scena del film “The Blues Brothers”, dove decine di persone si muovono all’unisono, a tempo di musica, davanti al negozio di dischi di Ray Charles.
Io posseggo una prova tangibile che certe cose, in America, accadono davvero.

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Memphis, Beale Street, ore 22 circa…
Sto per andarmene dopo aver passato la serata a riempirmi dei suoni che tutti regalano in strada. La via sembra sezionata e ogni parte appare isolata, se è vero che ogni artista gestisce il suo spazio ed il suo pubblico, senza interferire e disturbare i vicini colleghi.
Più o meno di fronte all’angolino in cui si esibisce un fantastico Richard Johnston, da un locale sgorga spontanea la musica, direttamente da un impianto stereo. Due abbondanti donne di colore iniziano a muoversi come se fossero un corpo unico. Rapidamente le persone si moltiplicano, ma il brano finisce e la delusione diventa un: “ohohohohoho”. Dopo poco la musica riparte ed il gruppo riprende a ballare.
Si uniscono donne, uomini, giovani, meno giovani, anime bianche e colorate. E’ qualcosa di contagioso che provoca aggregazione e irrefrenabile movimento. Cinquanta esseri umani si impossessano della strada, e anche i due poliziotti che si aggirano per la via, con un mezzo a me sconosciuto, si defilano, come se non volessero disturbare. La musica arriva alla fine e il gruppo si dissolve, probabilmente alla ricerca di una nuova occasione. Non ho trovato la perfezione di movimenti, ben visibile nel film dei Blues Brothers, ma lo spirito mi sembrava proprio quello.

Perché io non ho ballato? Perché ho perso l’occasione di lasciarmi andare laddove nessuno mi conosce? Beh, mi sono “sacrificato” per catturare questa “importantissima” testimonianza -di infima qualità- che dimostra come nei famosi filmetti americani non tutto è finzione!

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Athos Enrile
Da sempre immerso nella musica, coltiva la passione per la scrittura, con un’attenzione particolare alla descrizione dei concerti e alle interviste. Gestore di numerosi spazi in rete e collaboratore con diverse riviste specializzate, è coautore del libro “Cosa resterà di me” e dell’e-book “Le ali della musica”. Appassionato di strumenti - che utilizza in modo mediocre - ha avuto la possibilità di condividere pillole di palco con leggende del rock e di partecipare ad un album (in un brano) in qualità di mandolinista… elettrico! Presentatore in numerosi eventi, conduttore in molteplici presentazioni, condivide orgogliosamente con i compagni di viaggio di MusicArTeam (associazione di cui è presidente) il web magazine MAT2020.

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