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L’ULTIMO MITO

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di  Renato de Rosa
E’ finita. L’ultimo baluardo di un mondo che non c’è più è crollato e ci troviamo ormai ineluttabilmente immersi nell’incertezza di un gelido e misterioso post-futuro.
Crollati tutti i miti del passato, la sinistra, la destra, la famiglia, l’onestà dei politici, il posto fisso, il risparmio, i sindacati, l’identità sessuale, la dieta mediterranea, rimanevate – fino a ieri – solo voi: le suore di clausura. Perché lo avete fatto? Perché avete abbattuto l’ultimo pilastro della nostra utopia? Perché ci avete defraudato di questa piccola remota tenera illusione che ancora ci rimaneva?

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Nel nostro immaginario permeato di cattiva letteratura ottocentesca vi immaginavamo curve e silenziose, la testa china e il rosario tra le mani giunte, camminare a piccoli passi strascicando i pieni nella penombra di lunghi corridoi in monasteri dalle spesse mura, freschi nella calura dell’estate. Vi immaginavamo sedute la sera su vecchie e scomode sedie, intente a ricamare con eccelsa maestria delicati centrini di pizzo, nella tremula luce di candele, mormorando preghiere e scambiando di tanto in tanto poche circospette parole e qualche audace sorriso. Vi immaginavamo arrossire fino al profondo dell’animo le rare volte in cui, per caso, il vostro sguardo pudico si posava furtivamente su un uomo: l’idraulico, il postino, il medico…

E invece…
E invece quale sorpresa quando tutti noi vi abbiamo visto assalire pubblicamente il Papa, più scalmanate delle scalmanate fan di Justin Bieber. Quale sorpresa quando abbiamo letto su Facebook la vostra replica alla battuta di una comica televisiva: “Non sarebbe forse il caso di aggiornare il tuo manzoniano immaginario delle monache di vita contemplativa?
Dopo questi sconcertanti eventi abbiamo indagato a fondo, scoprendo che la giornata tipo di una suora di clausura è ben diversa dal nostro “manzoniano immaginario”.

Papa suore Napoli

La mattina, dopo una sana colazione continentale, trascorrono un paio d’ore col loro preparatore fisico-spirituale praticando mistic-spinning e ascetic-pilates, a seguire una sessione di massaggio trascendente e un frugale pranzo a base di specialità ratificate dallo Chef del Vaticano, quali Cappelli di prete al basilico, Saint-Honoré e Torta Paradiso. Dopo un riposino pomeridiano giunge il momento del corso di celestial-zumba, dell’appuntamento con Frate Battista L’Estetista e di un po’ di rilassante shopping all’outlet di San Pancrazio. Dopo cena la giornata si conclude con quattro salti al DJ Paradise per le più giovani o con un torneo di Burraco per le altre. Naturalmente prima di dormire ogni sorella recita una preghiera all’Altissimo per ringraziarlo e chiedergli la forza per sopportare vieppiù questa pesante e impegnativa vita di ascesi.

Questo è quanto abbiamo scoperto e se da un lato siamo ben lieti che la qualità della vita delle suorine di clausura sia oggi appena più tollerabile rispetto al passato, dall’altro ci rattrista renderci conto che siamo figli di un’epoca ormai estinta e che del mondo dei nostri beati anni giovanili ormai più nulla rimane tranne, forse, la Nutella.

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