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Madonna, c’è qualcosa da non dire

di Giuseppe Santoro
“Le violenze si denunciano, anche se Madonna non la pensa così… ”

Se hai 56 anni, ti chiami Madonna, sei considerata giustamente la regina del pop mondiale e hai venduto 300 milioni di dischi, forse non sempre riesci a trovare un contatto con la difficile realtà di tutti i giorni, quella della gente semplice. Vivi in un mondo parallelo, fatto di luci abbaglianti e feste di una bellezza spesso patinata e da copertina. Un mondo “fatto” insomma, nel quale anche uno stupro giovanile può sembrare un evento facilmente superabile.

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Non vale la pena denunciare la violenza sessuale, è troppo umiliante”.
Questa dichiarazione viene proprio da lei, la donna più emancipata del mondo che dopo mille strepitose provocazioni, ad inizio marzo, ha sdoganato addirittura la masturbazione femminile in diretta tv. Da almeno 30 anni ci dimostra come si possa osare in ogni contesto e superare sempre il limite.

Questa volta però, non si tratta di una provocazione, né si può catalogare come tale una frase infelice e molto pericolosa, inserita in un’intervista rilasciata all’Howard Stern Show, famosa trasmissione radiofonica americana.
Madonna ha subito una violenza a 19 anni e ha raccontato di non aver sporto denuncia perché le faceva male ritornare su quello che era successo. Ciò che lei ha provato, è qualcosa di talmente personale che va rispettato in ogni caso e un pensiero come questo può diventare comprensibile; ogni donna infatti, reagisce a suo modo di fronte ad uno shock e ad un umiliazione di questo tipo. Il problema è che non è stata la confidenza fatta ad un’amica davanti ad una cherry vodka, ma un’intervista alla radio, con la ovvia consapevolezza che questa dichiarazione avrebbe fatto il giro del web e sarebbe stata ripresa da tutti i giornali del mondo.

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La cantante statunitense è seguita da quattro o cinque generazioni e fra queste ci sono anche tantissime ragazze e ragazzine, che hanno appreso dal loro mito musicale, come non valga la pena denunciare una violenza. Un insegnamento totalmente sbagliato, in un mondo nel quale lo spirito di emulazione nei confronti delle star, è diventato quasi vangelo.
Se hai milioni di fan che nei concerti impazziscono per ogni tuo movimento, dovresti cercare di misurare certe affermazioni su avvenimenti così drammatici e privati, soprattutto perché non stai parlando della genesi di un album, di come cucinare un uovo o del provocatorio nude look che indosserai sul Red Carpet.

Nel 2013, tramite un saggio scritto proprio da Madonna per Harper’s Bazaar, era già saltata all’attenzione dei media la storia dello stupro. Pare sia avvenuto nel 1979 a New York, sul tetto di un edificio e con la minaccia di un coltello alla gola. L’artista di origini italiane però, si è lasciata andare a questa considerazione sul non denunciare, solo oggi, in un contesto promozionale. È uscito il 10 Marzo infatti, “Rebel Heart” il suo nuovo album.
Ma davvero un’artista come Madonna ha bisogno di queste pericolose dichiarazioni per far parlare di sé e della sua musica?
Auguriamoci proprio di no.

Ps: Impariamo a considerare davvero umiliante non denunciare le violenze subite.

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