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venerdì, Ottobre 22, 2021

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Marco Masini: la sua storia in “Cronologia” e l’inizio di una nuova era musicale

di Andrea Amendolagine
Lo abbiamo visto e ascoltato durante l’ultimo Festival di Sanremo. 50 anni compiuti lo scorso Settembre e 25 di grandi successi alle spalle.

Si fa crescere la barba, si rinnova il look indossando occhiali da vista alla moda (per la seconda volta nella sua carriera), ma la grinta e la voce sono le stesse di sempre; certo, più dosate e maturate, ma inconfondibili. “Che giorno è” è il titolo della canzone che porta sul palco dell’Ariston, aggiudicandosi il sesto posto nella classifica finale della kermesse canora. Eppure il successo del pezzo e del “nuovo” Masini appare chiaro: il videoclip ufficiale della canzone (girato dall’onnipresente Gaetano Morbioli) ha quasi raggiunto su Youtube il milione di visualizzazioni.
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Un consenso di pubblico a dir poco sorprendente, considerando che la maggior parte dei cantautori italiani soffre un calo di consensi a causa del boom di nuovi interpreti generato dai talent show.

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Masini firma “Che giorno è” insieme alla coppia di autori Camba/Coro, notissima negli ultimi anni per l’elevato numero di nuove hit del Pop italiano da loro composte e donate alle giovani leve della musica italiana. Un cantautore di razza e due autori di successi del momento: il mix risulta vincente, e chissà se molti altri suoi colleghi inizieranno a seguire questa direzione.

La nuova hit del cantautore toscano, fresco di contratto con la Sony Music dopo 11 anni di autoproduzioni, è inclusa in una raccolta completa e celebrativa della sua carriera dal titolo semplice ed immediato: “Cronologia”.

Tanti anni di musica da raccontare, sia sul piano artistico che umano. Masini decide quindi di raccontarsi con le sue canzoni accompagnando l’ascoltatore in un viaggio a ritroso, affascinante, fatto di emozioni in note; vengono tutti accontentati, dai nuovi ammiratori desiderosi di conoscerso a quelli inossidabili iscritti da secoli al suo fans club.

Il pimo Cd si apre proprio con “Che giorno è” per proseguire con altri 4 inediti (5, se si considera “Basta restare in silezio” disponibile in esclusiva sulla piattaforma Itunes) e l’impeccabile rivisitazione  di “Sarà per te” di Francesco Nuti, regista e attore molto caro al cantautore e a tutta la Toscana, adeguatamente omaggiato dallo stesso Masini che ha presentato il brano a Sanremo durante la serata dedicata alle Covers.

La filosofia masiniana, meno rabbiosa ma sempre profonda e ricca di spunti per riflettere, trova terreno fertile nelle nuove creazioni: malinconia, nostalgia ed introspettismo si accompagnano ad ottimismo e voglia di riscatto, la vera essenza del messaggio che il cantautore da anni urla a gran voce riuscendo anche a darne piena dimostrazione nel corso della sua carriera; ecco quindi l’adrenalina e la voglia di rinascere, nella vita e nell’amore, in “Che giorno è”, perfettamente riprodotti nel ritornello del pezzo, un crescendo musicale che esplode negli acuti “invincibili” di Masini. Segue “Non è vero che l’amore cambia il mondo”, probabile nuovo singolo in programmazione radiofonica: arrangiato in linea con la tendenda Pop del momento, da abile musicista ed ascoltatore l’artista fiorentino si confronta con i tempi che corrono producendo un pezzo dal tipico sapore elettronico e accattivante, senza snaturare il suo nome; nel testo intona “Che modo sciocco di arrendersi/sprecare vita annullandosi/aspettando che l’amore cambi il mondo”, trovando invece il segreto del cambiamento partendo da noi stessi: “Ma se questo mio bisogno che ho di viverti/dal profondo sta scavando un varco/sono io che adesso sto cambiando/e intorno cambia il mondo”.

Rimpianti, nostalgie e riflessioni su una storia d’amore finita caratterizzano il filone principale dei tre brani successivi (“Noi 2”, “Io non ci perdonerò” e “L’amore è stato qui”): continua quindi l’esplorazione di Masini sui sentimenti e sul dolore, col preciso intento di descriverlo al meglio per assimilarlo e renderlo un nuovo punto di partenza, cogliendo ulteriormente l’occasione per dimostrare l’alto  livello della sua recente scrittura condivisa, da alcuni anni,  insieme ai prolifici Antonio Iammarino e Cesare Chiodo.

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Segue “Sarà per te”, una tra le migliori Cover di sempre realizzate ed incise da Masini, per proseguire con le tappe fondamentali del suo percorso artistico distributo in 3 Cd: la produzione più recente si apre con la nostalgica e delicata “Io ti volevo” seguita dal grido di rabbia di “Niente d’importante”, brano che dà il titolo ad uno tra i suoi migliori lavori di sempre e da cui, per esigenze di spazio, potevano benissimo essere estratti veri capolavori come “Il buffone del momento” e “Angela e la felicità”, ma lo spazio non permette. Arriviamo al 2009 e dall’album “L’italia…. e altre storie” trovano spazio due vere perle come “Lontano dai tuoi angeli” (dedicato alla madre prematuramente scomparsa) e “Beato te” insieme a “L’Italia”, pezzo di denuncia e di amore per il nostro Paese che in quell’anno Masini presentò al Festival di Sanremo di Paolo Bonolis.

Arriviamo al 2006 e “Come si fa?” testimonia il sodalizio artistico tra il cantautore toscano ed il grande Umberto Tozzi: “Tozzi/Masini” è il titolo del peculiare progetto discografico in cui l’uno ricanta e rivisita alcuni successi dell’altro, con l’aggiunta di 3 inediti tra i quali quello incluso in “Cronologia”.

Il 2005 è invece la volta dell’album “Il giardino delle api”, disco ben riuscito contenente la sanremese “Nel mondo dei sogni” (qui  riproposta nella versione acustica eseguita in coppia con Jessica Morlacchi, ex voce dei caselliani Gazosa), la canzone che dà il titolo all’intero lavoro (e lanciato a quei tempi come singolo radiofonico)  e “Tutto quello che ho di te”, altro ottimo brano meritevole di spazio nell’antologia anche se meno noto al grande pubblico.

Il 2004 è l’anno della vera rinascita di Masini con “L’uomo volante”, aggiudicandosi la vittoria sempre sul palco dell’Ariston: una tappa fondamentale della sua carriera, la riscossa dai suoi detrattori, una dichiarazione di affetto per il suo pubblico che lo rivoleva a tutti i costi vederlo tornare a cantare. Seguono la hit estiva “E ti amo” e due chicche: la sigla, da lui scritta ed eseguita, per il cartone animato “Shaman King” e la canzone composta per lui dai suoi fans, “Cosa rimane (a Marco), fino ad oggi irreperibile.

Arriviamo nel 2003, e Masini, prima di riconfermarsi a Sanremo, torna a sorpresa nelle radio con la sorprendente “Generation”, qui mancante e  inclusa in un’antologia composta dai suoi successi totalmente riarrangiati: si trattava di “Il mio cammino”, e al posto di “Generation” troviamo in “Cronologia” la meritevole ed ispirata “Benvenuta”, nel suo piccolo una rivoluzione musicale nel repertorio masiniano.

E’ il 2001, e Marco Masini annuncia ufficialmente il suo ritiro dalle scene (famosa l’intervista/denuncia a lui fatta da Adriano Celentano davanti a milioni di spettatori durante la trasmissione condotta dallo stesso Molleggiato in prima serata su Raiuno): alcuni esponenti del mondo del giornalismo e degli addetti ai lavori infangano il suo nome e la sua persona etichettandolo come un portatore di sventura, quindi da evitare. Masini è caduto nella trappola: non ha più possibilità di produrre i suoi dischi nè lo spazio sui media per promuoverli. L’ignoranza taglia le gambe ad uno tra i cantautori più prolifici e vincenti della musica italiana degli anni ’90. Prima del ritiro, però, Masini pubblica “Uscita di sicurezza”, un disco eterogeneo dove trovano spazio, per la prima volta, svariati pezzi rimasti nel cassetto; in “Cronologia” troviamo due singoli che furono scelti per la difficile promozione del disco, ovvero “Il bellissimo mestiere” e “Lasciaminonmilasciare”, finalmente e degnamente posti all’attenzione del pubblico.

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Il nuovo millennio si apre con la seconda partecipazione di Masini al Festival di Sanremo: il 2000 è l’anno della perfetta ballad “Raccontami di te” e di un disco, con lo stesso titolo, tra i migliori della sua carriera. Nonostante il penultimo posto nella classifica finale, Masini si riconferma in ottima salute artistica nonostante la trappola nei suoi confronti fosse già scattata da tempo. Oltre a “Raccontami di te”, in “Cronologia” troviamo la celebrativa “Dieci anni”, primo punto di arrivo di una grande carriera.

L’album “Scimmie” pubblicato nel 1998, segna un netto spartiacque nella produzione dell’artista ed un esperimento senza precedenti nè seguiti. Abbandonate le melodie e le sonorità che lo avevano contraddistinto sino ad allora, Masini pubblica un album crudo, diretto, spietato e sorprendentemente Rock, ancora oggi ricordato ed osannato dal suo pubblico storico ed attento. “Fino a tutta la vita che c’è” e “Scimmie” rappresentano in “Cronologia” questo momento da incorniciare ed approfondire, una prova della grande rivoluzione sonora che contraddistinse il panorama musicale italiano a partire dalla seconda metà degli anni ’90 (nello stesso anno anche Raf con “La prova” e Mango con “Credo” stravolsero con sonorità elettroniche, più Rock e all’avanguardia i rispettivi album).

Il 1996 è l’anno dei primi bilanci. “L’amore sia con te” è il titolo della prima antologia ufficiale dell’artista e di uno tra i brani più incantevoli mai scritti negli ultimi 30 anni di musica italiana. Indietreggiamo di un anno ed arriviamo ai tempi d’oro di Masini, quelli delle masse di giovani ai suoi concerti e dei milioni di copie vendute in Italia all’estero. Il “fenomeno Masini” sembra inarrestabile, e a rendere leggendari questi anni ci pensano hit senza tempo come le controverse “Bella stronza” del ’95 e “Vaffanculo” del ’93 (per la prima volta un artista italiano sdogana queste “parolacce” di uso comune) accompagnate da altrettanti manifesti generazionali come “Principessa”, “T’innamorerai” e l’autobiografica “Un piccolo Chopin”. Siamo negli anni delle grandi produzioni di Giancarlo Bigazzi, che porta Masini a far tirare fuori il meglio di sè. “Perchè lo fai”, “Ti vorrei” e “Malinconoia” (vero e proprio neologismo incluso nel dizionario della lingua italiana, il Devoto – Oli) diventano subito  successi senza tempo, confermando immediatamente un nuovo grande nome della musica italiana. In “Cronologia” Masini decide di proporre questi brani in versione originale, mentre altri grandi titoli  come “Cenerentola innamorata”, “Le ragazze serie”, “Ci vorrebbe il mare” e “Dentro di te, fuori dal mondo” (cofirmata con l’allora astro nascente Paolo Vallesi) sono riproposti nelle nuove versioni già realizzate ed edite nel 2003.

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Sul finire del terzo Cd di “Cronologia” troviamo la versione piano e voce di “Caro babbo”, realizzata nel 2013, e il primo grande successo sanremese “Disperato” in un rifacimento proposto al pubblico nel 2006 nell’album “Ci vorrebbe il mare”, operazione in cui venne completamente risuonato (nella maniera il più fedele possibile all’originale) il primo lavoro che porta il nome e cognome dell’artista con l’intento di avere a disposizione  dell’etichetta indipendente da lui stesso fondata alcuni brani del passato.

La chicca che chiude la tripla antologia è “Bugie”, lato B del primo 45 giri d’esordio (ed introvabile) “Uomini/Bugie”  pubblicato nel 1988, qui riproposto nel rifacimento realizzato sempre nel 2006.

Si chiude così l’entusiasmante full immersion nel mondo dell’artista che oggi, nel 2015, sta vivendo il secondo tempo della sua vita musicale, che promette bene. Probabilmente siamo tutti cresciuti con Masini, e lo portiamo nel sangue. Del resto, chi non ha mai dedicato “Bella stronza” o “Vaffanculo a qualcuno, oppure chi non si ritrova, in fondo a qualche scaffale impolverato, una vecchia musicassetta di “T’innamorerai” o “Malinconoia”?
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VIDEO-Marco Masini – Che giorno è
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