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La dimensione live dell’una di notte

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di Giuseppe Santoro
Il programma del momento per quanto riguarda la musica, è sicuramente “Fronte del palco”.

Trasmesso su Italia 1, porta in televisione i grandi live degli artisti italiani, prendendo il nome da un doppio album di Vasco (appunto live) del 1990. Fin qui tutto bene direte voi, ed invece no.

Personalmente c’è un particolare che non mi convince e non mi spiego: la trasmissione di questi concerti all’una di notte.
Il motivo per il quale la musica dal vivo debba essere relegata ad orari così assurdi, rimane un mistero.
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E dire che gli ascolti stanno premiando il format. Pensate che la terza serata, nella quale si è esibito il rapper J-Ax, ha raggiunto il 12.08% di share, con picchi del 31% tra i ragazzi fino a 14 anni.

J-ax-fronte-del-parco-live

E allora la domanda sorge spontanea: perché non dare la possibilità a tutti, giovani e meno giovani, di guardare questi concerti ad orari più consoni?

Sono molti anni ormai che la musica, nella sua dimensione più naturale ed energica, ovvero quella dal vivo, non viene portata in tv. E’ successo veramente di rado, di solito con alcuni concerti dei grandi della musica italiana.

Questa interessante iniziativa di Italia 1 in collaborazione con Radio Italia e R101, è stata presentata dal figlio di Walter Chiari, ovvero il bravo Simone Annichiarico, e con l’hashtag #frontedelpalco, è diventata Trending Topic di Twitter nelle ore di programmazione, arrivando al secondo posto in Italia.

Con questo successo anche sui social, speriamo che i vertici di Mediaset (e magari della Rai), si rendano conto del grande interesse che la musica dal vivo suscita nella gente, soprattutto tra i più giovani.

JAx-Fronte-del-Palco

Magari, si potrebbero trasmettere gli eventi live di un artista sempre diverso, come genere e tipo di esibizione, in modo da raccogliere un pubblico eterogeneo e accontentare un po’ tutti i gusti.

Così facendo, si porterebbe all’attenzione del grande pubblico ogni tipo di musica, anche alternativa ed emergente.
Anche perché attualmente, nel panorama nostrano, non bastano i cosiddetti “big” a risollevare le vendite generali.
Ma questa è un’altra storia…

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Giuseppe Santoro
Ricco, bello, dolce e simpatico nella vita precedente. In questa invece, nasco a Lecce il 18 luglio del 1989 da una famiglia di professori. Mia madre insegna Lettere in una Scuola Media di provincia e mio padre, adesso pensionato, era insegnante di Educazione Fisica. Dopo il diploma commerciale ho lavorato come impiegato in un Centro di Medicina Nucleare per un anno e mezzo, ma purtroppo in seguito ai tagli alla sanità pugliese, all’inizio del 2011 mi sono ritrovato disoccupato. Nel 2013 ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione e adesso frequento la facoltà Magistrale di Lettere Moderne. Importante è stata per la mia formazione professionale, l’esperienza come responsabile comunicazione e social per il sito Cometiveste.it, di cui sono il fondatore con altri due ragazzi. Canto in una band da due anni e adesso ci stiamo dedicando anche allo sviluppo di alcuni progetti inediti. Ho sempre scritto testi musicali, poesie, ma anche saggi brevi sugli argomenti più disparati e nei miei articoli mi piace osservare la società con occhio critico. Oltre a un’ ipotetica carriera nell’ambito dell’insegnamento, molto difficile visti i tempi che corrono, mi piacerebbe continuare a dedicarmi alla critica musicale e sociale. Non amo molto dire cose ovvie e in generale, non mi piace stare dalla parte del più forte. Da un po’ di tempo collaboro con questo blog che credo stia diventando un punto di riferimento importante per chi ama la musica e i suoi retroscena. Spero di essere all’altezza del compito e poter interessare i lettori a quelle che sono le mie idee e i miei pensieri.

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