Home Cult Music E’ già passato un anno…

E’ già passato un anno…

967
3
SHARE
Voto Autore

di Athos Enrile

Il giorno 21, del mese di Febbraio, dell’anno 2014, rimarrà impresso per sempre nelle menti degli appassionati di musica.

Esattamente un anno fa, a soli 67 anni, ci lasciava Francesco Di Giacomo, il Big Francesco del Banco del Mutuo Soccorso.
Un incidente, stradale, un malessere… poco importa ormai.
Vocalist dal piglio tenorile, autore, poeta, attore, era personaggio dotato di forte spirito aggregante e di sarcasmo pungente, non fine a se stesso, ma utilizzato per smuovere le coscienze.
Ho avuto modo di incontrarlo molte volte e di assistere a molteplici sue performance, alcune storiche, ma ne ricordo una in particolare, nel 2008, nella mia città.
Nel suo dialogo col pubblico, brano dopo brano, si notava una sorta di stanchezza, quasi di rassegnazione, in un momento sociale complicato dove le idee, le buone parole e le intenzioni nobili sembravano non essere più sufficienti per dare lo start ad una corretta reazione. Impressioni da platea, naturalmente, ma una certa delusione, dopo anni di impegno attivo, mi pareva palese.
Grande artista, dalla mole e dalla caratura imponente, era dotato di voce unica, utilizzata per mettere in scena la sua poesia all’interno di un disegno più ampio, quello che solitamente accompagna un progetto di gruppo.
Gli album realizzati con il BMS sono la storia della musica italiana e internazionale, e passano, soprattutto, attraverso il connubio artistico con Vittorio Nocenzi, con cui ha condiviso il percorso musicale di una vita.
Già, il percorso. Gli anni ’70 portano una ventata di aria nuova, una musica complicata che sfugge dalle regole tradizionali della forma canzone, e nascono le suite, i virtuosismi, gli strumenti dedicati, le contaminazioni, i tempi composti, la sperimentazione.
Il BANCO nasce proprio a cavallo tra due decenni, e testimonia il passaggio dall’era beat al prog (solo nel corso dgli anni il termine sarebbe stato coniato), sintetizzato con l’uscita del primo album omonimo, nel ’72, meglio conosciuto come “Il Salvadanaio”.
Da lì una lunga strada colma di successi, intesi come amore e riconoscimento del pubblico, che li segue oggi, esattamente come un tempo.
Francesco ha vissuto tutto questo con distacco, proseguendo per lustri con la forza della coerenza. Ai concerti targati BMS, ne sono testimone, i giovani bilanciavano i maturi, probabilmente catturati dall’unione di buona musica e idee trasparenti, non mutevoli ad ogni battito di ciglia.
Musica senza etichette quella di Big Francesco, Vittorio e gli altri… musica che assume nuovo fascino se, spogliata dal lato elettrico, viene presentata in veste minimalista, come mi è accaduto di vedere nell’ultimo luglio di Francesco, a Genova… una fantastica performance acustica.
Mi accorgo di aver parlato al passato, erroneamente… il BMS e Francesco sono più vivi che mai, perché alla base c’è un’idea positiva, “… un’idea che non puoi fermare…”.
Un amico comune, Aldo Pancotti, ogni mese mi invia il suo ricordo, che ogni volta termina così: “Ci sarai sempre… buon viaggio Capitano!”.
Ma cosa ha scritto di sé Francesco?

Nacque… visse… e si contraddisse!

La mia sintesi? Il brivido lungo la schiena che mi colpisce ogni volta che ascolto questo brano…

[youtube id=”-RR_iRdCtuk”]

Commento su Faremusic.it

3 COMMENTS

  1. Avrò avuto 15 anni circa quando vennero in concerto a Catania per la prima volta. Ricordo ancora, a distanza di più di 40 anni, le emozioni che mi provocò la loro musica. 🙂

  2. Gran bel personaggio!
    Bell’articolo Athos,mi piace molto.È sempre un piacere leggere quello che scrivi.

  3. Avevo 14 anni quando ascoltavo il Banco.Il primo lp me lo sono solo ascoltato dalla radio… Il secondo l’ho comprato.
    La magia musicale di quegli anni… Irripetibile!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here