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LITFIBA: la reunion, la nuova veste di 17 RE e il nuovo Tour

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FareMusic in collegamento Zoom alla conferenza della reunion dei Litfiba. Piero e Ghigo tornano in grande stile annunciando la loro partecipazione al Concerto del Primo Maggio, promosso a Roma da CGIL, CISL e UIL, come una sorta di data zero del tour, ed esattamente a metà scaletta saranno al centro del concertone che celebrerà i loro 40 anni dello storico album 17 Re.  

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La storica band rilancia lo storico album 17 RE con il tour e la title track rimasta nel cassetto.

Piero Pelu’: “Non c’è nessun progetto nostalgia, ma solo urgenza creativa”.

I Litfiba pubblicano, venerdì 17 aprile, la title track del disco, rimasta nel cassetto per decenni, in una nuova versione.

litfiba

Tra i frontman più longevi del nostro Rock, Piero Pelu’ afferma: “Sono rimaste melodie e armonia, ma è cambiato il ritmo, il groove”, “Nessuna operazione nostalgica, anche se ci saranno i soliti nostalgici che romperanno, ma noi non stiamo dietro a loro, ma a quello che ci ispira e che produciamo”. Nel pezzo torna una linea centrale: Un uomo è perso senza la sua storia e io non voglio dimenticare, mentre una seconda frase aggiorna il discorso al presente:

L’uomo arancione fa il padrone e sodomizza la libertà.

Ovviamente Pelu’ chiarisce che l’uscita del disco non sia un caso, soprattutto a livello politico: “Il periodo storico si è concentrato sugli abusi dei poteri da parte di una tecnocrazia assassina, da Trump a Netanyahu fino a Putin“.

Fu Pubblicato nel 1986, e 17 Re non venne compreso all’epoca: “Fu massacrato dalla stampa, tranne da poche eccezioni“, ricorda Pelù. “Era anche difficile da portare dal vivo da un punto di vista di arrangiamenti: cinque o sei brani erano praticamente insuonabili, ecco il perché di questa operazione”.


La reunion riporta sul palco la formazione storica: Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo, con Luca “Mitraglia” Martelli alla batteria. Renzulli definisce il ritorno «un déjà vu piacevole», mentre Aiazzi sottolinea il lavoro sui suoni del disco originale: “Ho ricomprato le tastiere dell’epoca per mantenere la stessa identità sonora”. Maroccolo, invece, insiste sulla dimensione umana del progetto: “La gioia è condividere musica con persone a cui sono affezionato”. E aggiunge: “Se c’è spessore creativo, il valore arriva anche dopo”.

E siamo certi che la stampa apprezzerà questa operazione. Un ritorno con 20 unici appuntamenti che rappresenteranno l’occasione irripetibile per riportare dal vivo le emozioni, la potenza, l’energia e la poesia visionaria e anticipatrice di uno dei capitoli più amati della storia del post punk, della new wave, della etno wave, dark wave e del rock europeo e riascoltare dal vivo le canzoni di quell’album leggendario suonate nella loro totalità come non è mai successo in precedenza nella storia, oltre ai grandi classici che hanno segnato la storia dei Litfiba.


Le date del tour “Quarant’anni di 17 Re”

  • 27 giugno – Perugia – Umbria Che Spacca Festival
  • 30 giugno – Padova – Sherwood Festival
  • 2 luglio – Bari – Fiera del Levante
  • 4 luglio – Pescara – Terrasound Festival
  • 7 luglio – Milano – Kozel Carroponte
  • 9 luglio – Villafranca (VR) – Villafranca Festival
  • 11 luglio – Asti – AstiMusica
  • 14 luglio – Genova – Altraonda Festival
  • 16 luglio – Roma – Rock in Roma
  • 18 luglio – Servigliano – NoSound Fest
  • 21 luglio – Bologna – Sequoie Music Park
  • 23 luglio – Firenze – Prato delle Cornacchie
  • 25 luglio – Cosenza – Rendano Arena
  • 28 luglio – Napoli – Arena Flegrea
  • 1 agosto – Alghero – Alguer Summer Festival
  • 4 agosto – Catania – Villa Bellini
  • 7 agosto – Melpignano – Sei Festival
  • 11 agosto – Palmanova – Estate di Stelle
  • 13 agosto – Forte dei Marmi – Villa Bertelli
  • 15 agosto – Bellaria Igea Marina – Beky Bay

I Rolling Stones tornano a sorpresa con il nuovo singolo “Rough and Twisted”

I Rolling Stones hanno pubblicato un nuovo brano, “Rough and Twisted”, disponibile solo in vinile, usando il nome “The Cockroaches”.

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All’inizio di aprile 2026, Londra è stata teatro di un evento insolito e carico di mistero: la comparsa improvvisa di manifesti rosa dedicati a una band enigmatica denominata “The Cockroaches”. Questi poster, essenziali e privi di dettagli esplicativi, riportavano unicamente un QR code che conduceva a un sito web minimalista con la sola indicazione della data 11 aprile 2026. La curiosità pubblica si è rapidamente intensificata, generando speculazioni e attese.

La conferma tanto attesa è arrivata da The Times, che ha svelato l’identità dietro lo pseudonimo: “The Cockroaches” non sono altri che i leggendari Rolling Stones, pronti a tornare sulle scene con un nuovo singolo. Con questa mossa carica di richiamo e nostalgia, la storica band britannica ha scelto di celebrare il proprio ritorno con un brano intitolato “Rough and Twisted”, pubblicato in esclusiva su vinile in occasione della vigilia del Record Store Day.

Il nome “The Cockroaches” non è nuovo per i fan più accaniti: gli Stones avevano infatti adottato questo pseudonimo per concerti segreti nel passato, come i due show tenutisi nel 1977 a Toronto, inclusi nella raccolta live ‘Love You Live’. Le voci riguardanti un possibile venticinquesimo album in studio si rincorrevano già dallo scorso anno; conferme provenienti da fonti vicine alla band, incluso Marlon Richards, figlio di Keith Richards, hanno indicato che il progetto discografico era «quasi prontoᄏ.

Il nuovo singolo rappresenta dunque il primo assaggio ufficiale del prossimo album, previsto per luglio. La presentazione di ‘Rough and Twisted’ è stata affidata a un video criptico pubblicato sull’account Instagram “thecockroaches2026”, accompagnato dalla didascalia “64 and counting”, un riferimento ai sessantaquattro anni di carriera dei Rolling Stones.

Nel breve filmato, viene mostrata l’estrazione di un vinile da una busta bianca e la sua posa su un giradischi. L’ascolto cattura alcuni riff di chitarra elettrica, seguiti da batteria e basso, mentre sullo sfondo appare una figura distesa su un divano con indosso una maglietta recante la scritta “Who The Fuck Are The Cockroaches?”. Una voce maschile, presumibilmente quella di Mick Jagger, esprime un deciso “Yeah!”, prima che il video si interrompa bruscamente.

Al momento, ‘Rough and Twisted’ è disponibile unicamente in un’edizione limitata su vinile, la cui rapidissima esaurimento testimonia l’entusiasmo scatenato dall’annuncio, come riportato dal Financial Times. Questo ritorno, avvolto in un alone di mistero e nostalgia, promette di consolidare ulteriormente l’eredità di una delle band più iconiche della storia del rock.

LA NUOVA VITA DEI BLUVERTIGO

 

Quando all’Alcatraz di Milano, alla fine del concerto d’esordio del loro tour, cantano in coro: “E’ praticamente ovvio che esistono altre forme di vita”, hai la certezza che vale anche per loro. I Bluvertigo infatti hanno iniziato una nuova forma di vita.

I loro testi e i loro suoni hanno trent’anni ma sono straordinariamente attuali, persino futuristici rispetto alla musica che sentiamo ogni giorno. Che sia una nuova e speriamo …lunga vita lo si intuisce da come si siano preparati per questa réunion. In particolare ho visto fare a Morgan qualcosa che non ha mai fatto prima: chiedere scusa pubblicamente ai suoi compagni di viaggio. Li ha elogiati uno per uno, chiedendo a loro scusa, in particolare a Andy. “Litigare con te è stata la cosa più in contronatura che mi sia successa nella vita”. Baci e abbracci e perfetta sintonia.

bluvertigo

Morgan elogia anche i cinquantenni, la sua generazione. Quelli che hanno conosciuto la musica elettronica e che sono a cavallo tra la generazione nostalgica precedente e i ragazzi di oggi, confusi e dominati dal Sistema globale. “La speranza siamo noi”, dice Morgan, buttandosi a cuor pieno in una invettiva contro i signori della guerra ( Master of War, per citare Dylan).

La scaletta del concerto è praticamente perfetta. Si inizia con “Decadenza”, tanto per ritrarre la società contemporanea senza equivoci, poi di seguito “Il Dio Denaro”, “L’assenzio” (brano talmente innovativo, che non a caso arrivò ultimo nel carrozzone sanremese), “Sono=sono”, “La comprensione” e via via tutti gli altri per oltre due ore. La produzione è ottima: la scenografia visuale è suggestiva e perfettamente a sync con la musica. Tutto intenso ed essenziale, senza orpelli e fronzoli pop.

Il suono è potente, sostenuto dalla base ritmica di Sergio Carnevale alla batteria (che fila dritto come un Frecciarossa) e di Morgan al basso in grande forma. Livio Magnini regala suoni molto originali, anni luce lontani dalla tradizione sonora tipicamente rock’, Andy come sempre, filtra, regola, aggiunge, delinea, sparge le profondità elettroniche, il canto, le incursioni di sax amate da Bowie, suo maestro ispiratore da sempre. A loro si aggiunge il lavoro prezioso di Lele Battista, praticamente “storico” del sound della band più originale della storia della musica italiana, insieme agli indimenticabili Area.

Il concerto dei Bluvertigo, è la sintesi di un’epoca che ha saputo sempre guardare avanti e che per questo non è mai invecchiata, risultando così, sempre attuale. Poche e misurate le citazioni di altri personaggi: sullo schermo appaiono i volti di Battiato, Francesca Albanese e Roger Waters. Non c’è bisogno di aggiungere David Bowie, tanto aleggia nell’aria. Morgan “osa” sfidare l’attenzione del pubblico abituato al caos rock, all’ascolto di alcune atmosfere pianistiche di musica classica.

E’ una sfida ardua…ma la vince.

Alla fine dei bis, i Bluvertigo espongono i colori palestinesi, nel tripudio generale, affettuoso e sincero. Nel back stage e nell’after party, apprendo che le date del tour sono raddoppiate, che le prevendite vanno a gonfie vele, che la risposta del pubblico a una nuova forma di vita dei Bluvertigo è praticamente un’invocazione. Ho visto un pubblico trasversale, tra i venti e i cinquant’anni, cosa molto rara in Italia.

Non ho visto alpini hippie, né ragazzini smutandati. Ho visto gente appassionata di musica vera, ancora resistente all’ondata artificiale, gente che ha voglia di saltare e di sudare, di emozionarsi, di essere riconoscente all’intelligenza, alla partecipazione e al talento. Gente consapevole ma ancora protagonista, nonostante la tecnocrazia e l’onnipotenza di poche decine di farabutti criminali. Anche per questo, c’è una sola parola per riassumere il concerto dei Bluvertigo: Grazie.

Dopo tanta attesa, Arisa sarà in tour – Prossimamente nuovo album “Foto Mosse”

Arisa ha vissuto da protagonista l’ultimo Festival di Sanremo 2026 con il brano “Magica Favola”, confermando ancora una volta il suo forte legame con il palco dell’Ariston e con il suo pubblico di tutte le età.
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A giorni arriverà anche il suo nuovo album “Foto Mosse”, in uscita il 17 aprile, l’ennesima rinascita della straordinaria Arisa, che spazia con il suo talento unico dal mondo della musica, al cinema e alla televisione.

La data zero del tour a Civitanova Marche

La prima data che vedrà la bravissima Rosalba a contatto il suo pubblico sarà per la “data zero” del 20 maggio 2026 al Teatro Rossini di Civitanova Marche.

Le due “anteprime ufficiali”, a Roma venerdì 22 maggio al Teatro Brancaccio e a Milano venerdì 29 maggio al Teatro Lirico Giorgio Gaber, sono già sold out.

Il tour di Arisa poi si svilupperà su due fronti, uno estivo in location all’aperto e uno autunnale nei teatri.

arisa

Il Summer Tour 2026 porterà Arisa in alcune delle location più suggestive a cielo aperto in Italia:

Il tour nei teatri di Arisa nel 2026 invece sarà:

Bambole di Pezza: il nuovo capitolo discografico si intitola “5” – RECENSIONE

  


Dopo il successo del brano “Resta con me” presentato all’ultimo Festival di Sanremo, le Bambole di Pezza hanno pubblicato il nuovo progetto discografico “5”.  

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FareMusic era presente al Torino Mondadori Bookstore per il loro primo In-Store.

“5” simboleggia un titolo essenziale che racchiude più livelli. Cinque come le componenti della band, come i dischi pubblicati e come un equilibrio instabile, proprio come l’identità del gruppo.

Il progetto arriva dopo il passaggio a Sanremo 2026 con Resta con me, brano che ha segnato una fase nuova per la band, tra maggiore esposizione e un dibattito aperto sulla parità di genere.

 

Tracklist “5″, il nuovo album delle Bambole di Pezza:

1. Effetto collaterale – 3:33
2. Resta con me – 3:10
3. Orizzonte verticale – 2:48
4. Fomo del sabato sera – 3:10
5. Nuda ma alla moda – 2:36
6. Glitter! – 3:01
7. Siderale – 2:31
8. Settembre – 3:24
9. Occhi di gatto (feat. Cristina D’Avena) – 2:53
10. 666 sulla mia pelle – 3:08
11. Antiproiettile – 2:59

bambole di pezza

Ad aprire il disco è “Effetto collaterale” dove spicca subito il loro senso di appartenenza generazionale. E si definisce subito il tono del disco con energia e rottura degli schemi. Il

brano con più cuore emotivo è sempre “Resta con me” la canzone di Sanremo sulla fragilità e sulla necessità di restare, anche quando tutto spinge in una direzione opposta e ostinata.

“FOMO del sabato sera fotografa” una generazione sospesa tra iperconnessione e disorientamento, mentre “Nuda ma alla moda” gioca con l’immaginario pop e il tema dello sguardo, tra citazioni e consapevolezza.

In “Glitter!” una rottura sentimentale diventa occasione di ricostruzione personale, con una scrittura che mescola leggerezza e significato. Il glitter non è solo estetica, ma qualcosa che resta addosso, come certe esperienze, un pezzo che fa il verso alla cosmetica velocissima usata sui social dove ormai tutte le ragazze si rispecchiano.

Ma c’è una parte più interiore e subconscia delle nostre Bambole che si ascolta in brani come “Orizzonte verticale”, “Siderale” e “Settembre” che mostrano una dimensione più riflessiva. Qui il suono si apre e la scrittura si fa più sospesa, raccontando il senso di vertigine legato alla crescita e al cambiamento interiore. L’immagine dell’orizzonte che diventa verticale sintetizza bene questo passaggio, la perdita di equilibrio, ma anche una nuova prospettiva.

Non può ovviamente mancare la versione di “Occhi di Gatto” eseguita durante la serata Cover di Sanremo. Una contaminazione generazionale tra nostalgia e rock che funziona come cortocircuito e dove Cristina si mette in gioco in modo sorprendente.

Chiude il disco “un Antiproiettile” che come un vetro sonoro protettivo ci rammenta che questo gruppo di 5 cantautrici sono davvero coese nel loro suono e sono pronte a regalarci le loro sonorità nei loro prossimi eventi Live.

Vi invitiamo a seguirlo perché rappresentano una bella novità italiana.

BAMBOLE DI PEZZA TOUR 2026: LE DATE NEI CLUB

  • 15 aprile – Milano, Fabrique
  • 21 aprile – Firenze, Viper
  • 23 aprile – Padova, Hall
  • 28 aprile – Torino, Concordia
  • 6 maggio – Bologna, Estragon
  • 7 maggio – Roma, Atlantico
  • 9 maggio – Napoli, Casa della Musica

 

IL RITORNO LIVE DELLE BAMBOLE DI PEZZA

Con il Club Tour 2026, le Bambole di Pezza tornano alla dimensione dei live club, ambienti che valorizzano l’impatto diretto del loro suono. La band ha costruito nel tempo gran parte del proprio percorso proprio dal vivo, tra concerti in Italia e all’estero e partecipazioni ai principali.

 

Festival del Vittoriale Tener-a-mente nell’anfiteatro del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera

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Giunto alla sua quindicesima edizione, il Festival del Vittoriale Tener-a-mente si conferma tra gli appuntamenti culturali più attesi dell’estate italiana. Ospitata nella straordinaria cornice dannunziana del Lago di Garda, la rassegna richiama ogni anno pubblico da tutto il mondo, unendo musica, arte e territorio in un’esperienza unica.

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L’edizione 2025 ha segnato una piena maturità artistica, confermando la solidità di un percorso costruito nel tempo e fondato su una proposta coerente, autentica e di qualità, e che, nonostante il periodo complesso per la musica dal vivo, ha saputo mantenere una linea culturale indipendente, premiata dal pubblico e dalla stampa nazionale per la sua identità forte e riconoscibile.

Organizzato da Ripens’arti, con la direzione artistica di Viola Costa e la produzione di Rita Costa, il Festival si svolge nell’anfiteatro del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera (BS), sotto la gestione affidata dal Presidente della Fondazione Giordano Bruno Guerri.

L’edizione classica del festival, da quest’anno denominata TENER-A-MENTE SOLSTIZIO, si terrà come di consueto tra giugno e luglio. Qui il calendario attuale:

26 giugno: Of Monsters and Men
30 giugno: Beat (con Adrian Belew, Tony Levin, Steve Vai, Danny Carey)
4 luglio: Daniele Silvestri
6 luglio: Bollani All Stars (Bollani con: Enrico Rava, Paolo Fresu, Daniele Sepe, Antonello Salis, Ares Tavolazzi, Roberto Gatto, Matteo Mancuso, Christian Mascetta e Frida Bollani Magoni)
8 luglio: Esperanza Spalding
11 luglio: LP
16 luglio: Diana Krall
21 luglio: Two Door Cinema Club
24 luglio: Chet Faker
25 luglio: Coez
26 luglio: Coez
29 luglio: Kings of Convenience
31 luglio: Niccolò Fabi
1 agosto: Coez

Il secondo capitolo del Festival, in programma a settembre e intitolato TENER-A-MENTE EQUINOZIO, sarà invece interamente dedicato al ritorno in anfiteatro di Biagio Antonacci, con 10 appuntamenti.

TIZIANO FERRO: fuori “SUPERSTAR” il nuovo singolo con GIORGIA – Date TOUR

E’ disponibile in tutti gli store digitali “SUPERSTAR”, brano che segna la prima inedita collaborazione tra due voci inconfondibili, due grandi artisti della musica italiana: TIZIANO FERRO e GIORGIA.

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TIZIANO FERRO e GIORGIA sono legati da tempo da un rapporto di amicizia e di stima reciproca, umana e artistica ma negli anni non erano mai riusciti a incastrare le loro rispettive carriere e collaborare ad un brano inedito (si erano trovati nel 2018 a cantare insieme una versione de “Il Conforto” di Ferro). Ora questo legame è sfociato anche nella musica dando vita a “SUPERSTAR”, brano scritto a quattro mani da Ferro e Giorgia.

SUPERSTAR” è il primo singolo annunciato di “SONO UN GRANDE (DELUXE)”, l’album di TIZIANO FERRO in uscita il prossimo 22 maggio che conterrà oltre alle tracce originali pubblicate lo scorso autunno 7 nuove canzoni e 5 inedite e inaspettate collaborazioni.


SUPERSTAR – racconta Tiziano – è nata da uno scambio di messaggi di testo e audio tra me e Giorgia. Parlavano di vita, delle nostre vite ma non solo e della voglia e necessità che tutti hanno di stare bene. Per me, come sempre, scrivere è una necessità e lo è stato anche in questo caso. Dalle nostre conversazioni sono nate una strofa e l’inciso e quando le ho mandate a Giorgia lei ha subito risposto mandandomi la sua parte, parole che mi hanno devastato, sono sincero, perché mi sono reso conto che lei aveva preso la mia provocazione e l’aveva portata 5 livelli oltre, andando a scavare ancora più a fondo. Il risultato è una canzone che può sembrare criptica ma che in realtà ha un testo molto chiaro, un testo che racconta gli alti e i bassi del mondo della musica, le canzoni, i dischi, i live, i grandi successi ma anche i momenti di difficoltà e la necessità di avere ben chiaro davanti a noi chi siamo al di là del palco, degli applausi e della fama”.

Parlando del rapporto con Ferro, Giorgia ha raccontato: “Io e Tiziano ci ritroviamo a parlare spesso di notte, per cercare di incastrare i nostri fusi orari differenti. Abbiamo un dialogo molto sincero e aperto, perché prima di tutto ci vogliamo bene, ormai da circa 25 anni, se abbiamo fatto i calcoli correttamente!”

L’artista romana dà al brano una lettura ancora più ampia del brano: “Dopo una di queste nostre conversazioni, Tiziano ha buttato giù d’istinto l’idea che è alla base di Superstar e mi ha chiesto di provare a scrivere qualcosa. Il concetto è che Superstar può essere chiunque, non serve avere un lavoro particolare, perché l’essere una superstar risiede nelle emozioni e negli affetti. È qualcuno che dà e non sempre riceve in cambio. Da questa sua idea, mi è venuto facile lasciarmi ispirare per scrivere. Il risultato è un brano in cui ci sentiamo a nostro agio, in cui ci siamo potuti abbracciare e divertire, sperando che anche il pubblico lo faccia.” afferma Giorgia.

ferro

Dal punto di vista musicale, dai primi provini registrati a Los Angeles con Marco Sonzini al brano finale vestito poi da Zef il passo è stato breve, confermando una squadra che ha già portato al successo i brani che hanno segnato il percorso dell’ultimo album di Ferro: “Cuore Rotto“, “Fingo& Spingo” e “Sono un grande“.

SONO UN GRANDE (DELUXE)” è ora disponibile in preorder in formato CD con poster e CD con poster autografato in esclusiva per Sugar Music qui: SugarMusic.lnk.to/SONOUNGRANDE_DELUXE.

Dopo essersi esibito lo scorso febbraio sul palco del Festival di Sanremo dando il via ai festeggiamenti per i 25 anni di “XDONO” e aver presentato per la prima volta dal vivo la title track del disco Sono un grande, Ferro tornerà in Italia a maggio per dare il via al suo nuovo tour “STADI 26” che lo vedrà esibirsi in 12 date negli stadi delle principali città italiane. Il tour, prodotto e organizzato da Live Nation, ha già venduto 400 mila biglietti (per info www.livenation.it).

ferro

Queste le date del tour:

30 maggio 2026          LIGNANO – Stadio Teghil

6 giugno 2026             MILANO – Stadio San Siro

7 giugno 2026             MILANO – Stadio San Siro

10 giugno 2026           TORINO – Allianz Stadium

14 giugno 2026           BOLOGNA – Stadio Dall’Ara

18 giugno 2026           PADOVA – Stadio Euganeo

23 giugno 2026           NAPOLI – Stadio Diego Armando Maradona

27 giugno 2026           ROMA – Stadio Olimpico

28 giugno 2026           ROMA – Stadio Olimpico

3 luglio 2026               ANCONA – Stadio Del Conero

8 luglio 2026               BARI – Stadio San Nicola

12 luglio 2026             MESSINA – Stadio San Filippo

 

Prix Italia: sarà L’Aquila ad ospitare la 78ª edizione

Sarà L’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026, ad ospitare la 78ª edizione del Prix Italia, lo storico Concorso internazionale organizzato dalla RAI e dedicato al meglio della produzione radiofonica, televisiva e multimediale, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

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Dal 28 settembre al 2 ottobre, il centro cittadino ospiterà il Festival e le anteprime Rai e il Concorso, che ogni anno coinvolge oltre 100 organismi radiotelevisivi provenienti da circa 90 Paesi.

Un appuntamento di riferimento per il settore, che riunisce registi, autori, artisti e operatori italiani e internazionali.

Per la prima volta nella sua storia, il Prix Italia si svolgerà nel cuore del centro storico della città abruzzese, “simbolo di rinascita e innovazione – afferma la Segretaria generale del Prix Chiara Longo Bifano- riconosciuta come modello di smart city capace di rappresentare insieme memoria storica e trasformazione contemporanea”.

Il Concorso – precisa Longo Bifano – “vuole valorizzare il ruolo dei broadcaster nel promuovere arte e cultura, in equilibrio tra creatività e tecnologia. La scelta de L’Aquila punta su un territorio in grado di attrarre produzioni e grandi eventi culturali, offrendo al tempo stesso un contesto ricco di location naturali e competenze produttive”.

Grazie al supporto della Regione Abruzzo e della Film Commission, i partecipanti potranno sviluppare nuove esperienze e progetti di coproduzione internazionale.

Il Concorso è riservato ai broadcaster, con iscrizioni aperte fino all’8 giugno nelle sezioni Radio & Podcast, TV e Digital. Regolamenti e informazioni sono disponibili sul sito ufficiale www.rai.it/prixitalia.

Tre i premi speciali previsti: il Premio in onore del Presidente della Repubblica, il Premio Signis e il Premio YLAB, assegnato da una giuria di studenti delle Università e delle Istituzioni culturali d’Abruzzo.

Presidente dell’edizione dedicata alle arti performative sarà Corey Baker, pluripremiato regista e coreografo neozelandese, noto anche per opere diventate virali come la coreografia di “Dead Dance” di Lady Gaga, lanciata dalla serie Netflix “Wednesday”, e “Swan Lake Bath Ballet”, creato per la BBC e vincitore del Prix Italia nel 2021 con la seguente motivazione: “Per le generazioni a venire, questa straordinaria produzione rappresenterà un perfetto esempio di quanto gli esseri umani possano essere creativi, anche in tempi di crisi“.

È un onore essere Presidente del Prix Italia in un anno dedicato alle arti performative” – dichiara Corey Baker. “Per me, questo significa cose strane, selvagge, folli, stravaganti, impossibili e nuove. Questo è ciò che le persone creative vogliono realizzare e – se le emittenti si fideranno di questi creativi – capiranno che è ciò che vuole anche il pubblico“.

U2 pubblicano a sorpresa un nuovo EP, “EASTER LILY”

È uscito a sorpresa “U2 – Easter Lily”, un nuovo EP di 6 tracce degli U2.

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Mentre proseguono le sessioni di registrazione per il nuovo album in studio, l’EP “Easter Lily” arriva come una seconda raccolta autonoma di nuova musica da condividere con i fan, in vista del prossimo disco. Fa seguito all’EP “Days of Ash” del mese scorso, pubblicato durante il Mercoledì delle Ceneri.

Mentre l’EP “Days of Ash” era una risposta ai tempi caotici del mondo esterno, l’EP “Easter Lily” è una raccolta di canzoni molto più riflessive, che emerge da un luogo più personale e privato, in cui alcuni potrebbero rifugiarsi in tempi come questi, esplorando temi quali l’amicizia, la perdita, la speranza e, in definitiva, il rinnovamento.

«Song for Hal» è un pianto sul lockdown durante il COVID-19 con The Edge come voce solista, scritto per l’amico della band, il produttore musicale Hal Willner, che avrebbe compiuto 70 anni il Lunedì di Pasqua e che è scomparso quasi sei anni fa, proprio durante questi giorni. «In a Life» è una canzone che celebra l’amicizia. «Scars» è una canzone di incoraggiamento e accettazione, che parla di cicatrici e tutto il resto, con un colpo di scena. «Resurrection Song» parla di un pellegrinaggio, un viaggio verso l’ignoto con un’amante o un amico. «Easter Parade» è una canzone devozionale, una celebrazione della nuova vita, della rinascita e della resurrezione. «COEXIST (I Will Bless The Lord At All Times?)»  è una ninna nanna per i genitori dei bambini coinvolti nella guerra, con un’ambientazione sonora di Brian Eno.

In una nota rivolta al pubblico degli U2, Bono ha dichiarato:

Siamo in studio, ancora impegnati a realizzare un album rumoroso, caotico e ‘irragionevolmente colorato’ da suonare dal vivo… che è il vero habitat degli U2. Continuiamo a pensare al rock’n’roll più vivace come ad un atto di resistenza contro tutta questa orribile realtà che vediamo sui nostri piccoli schermi. Questi sono senza dubbio “anni duri” per molti di noi che guardano al caos che regna là fuori nel mondo.

È un periodo in cui la nostra band sta scavando più a fondo nelle nostre vite per trovare una serie di canzoni con cui cercare di affrontare il momento… Con Easter Lily ci siamo ritrovati a porci domande molto personali come: le nostre relazioni sono all’altezza di questi tempi difficili? Quanto duramente si lotta per l’amicizia? La nostra fede può sopravvivere alla distorsione di significato che gli algoritmi amano premiare? Tutta la religione è spazzatura e continua a dividerci…? O ci sono risposte da trovare nelle sue crepe? Ci sono cerimonie, rituali, danze che potrebbero mancare nelle nostre vite? Dal rito di Primavera alla Pasqua e alla sua promessa di rinascita e rinnovamento… L’album ‘Easter’ di Patti Smith mi ha dato tanta speranza quando è uscito nel 1978. Non avevo ancora 18 anni. Il titolo è un omaggio a lei.

In un secondo momento cercheremo di fare un gran trambusto e clamore per ricordare al resto del mondo che esistiamo, ma nel frattempo… questa è una cosa tra voi e noi.”

L’EP “Easter Lily” è accompagnato da un’altra edizione speciale digitale della rivista online, intitolata “U2 – Propaganda – Easter Lily”. Questa rivista contiene contributi dei quattro membri della band, tra cui le note di copertina di The Edge, lo scritto di Adam Clayton sull’arte e il percorso di recupero, una conversazione tra Bono e il frate francescano Richard Rohr e le fotografie scattate in studio da Larry Mullen Jr.  L’e-zine presenta anche i testi delle canzoni, un articolo sul loro produttore, Jacknife Lee, un articolo su Hal Willner scritto dal suo amico Gavin Friday… e altro ancora. Quarant’anni fa, nel febbraio 1986, il primo numero di “Propaganda” arrivò nelle cassette postali dei fan degli U2 in tutto il mondo. Con l’aspirazione di eguagliare le altre riviste per fan dell’epoca, ‘Propaganda’ nacque dalla cultura delle fanzine fai-da-te dell’era punk, che abbracciava atteggiamenti, idee e dialogo.

Leggi “U2 – Propaganda – Easter Lily” QUI.

u2

Tracklist ‘U2 – Easter Lily’ (EP):

  1. Song for Hal
  2. In a Life
  3. Scars
  4. Resurrection Song
  5. Easter Parade
  6. COEXIST (I Will Bless The Lord At All Times?) – ft. a new soundscape by Brian Eno

Kozel Carroponte torna ad infiammare le serate meneghine

Il fù Carroponte, ora meglio conosciuto come Kozel Carroponte, torna ad infiammare le serate meneghine con una proposta musicale molto variegata ed aperta alle contaminazioni.
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L’ingresso di Live Nation, che ha acquisito il gestore attuale Gruppo Forumnet, continuando a gestire con un management indipendente il Kozel Carroponte, porterà nuova linfa accogliendo sempre più pubblico ed artisti da tutto il mondo.

Da maggio a settembre al Kozel Carroponte ci saranno una carrellata di artisti internazionali ed anche qualche chicca italiana per accontentare tutti i gusti.

Si parte il 22/5 con l’elettronica di Black Coffe, a giugno il punk dei veterani Social Distortion, i nostrani Zen Circus e poi il grande live dei Litfiba con “Quarantanni di 17 Re – Tour 2026”. Si respirerà aria internazionale con Macklemore e Sean Paul e per finire la reunion dei Bluvertigo.

 Kozel Carroponte

Ecco tutte le date fino ad ora confermate:

29/5 Black Coffe

23/6 Social Distortion

26/6 The Zen Circus

28/6 Macklemore

1/7 Real Talk

7/7 Litfiba

21/7 Sean Paul

28/7 Skunk Anansie

18/8 Parcels

12/9 Bluvertigo

VIDEO INTERVISTA a Elena Romano e JilHara per l’uscita del loro primo singolo “SEXTING”


Su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica “Sexting” (PLUMA dischi/IRMA Records), il nuovo singolo di Elena Romano e Jilhara.

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“Sexting” nasce dall’incontro di Elena Romano e Jilhara, due voci emergenti che si intrecciano in un racconto intimo e contemporaneo.
È l’amore immaginato, quello che prende forma nello spazio fragile di uno schermo illuminato, dove le parole accendono desideri e i sentimenti crescono sospesi tra attesa e illusione. Un legame che brama la realtà, ma resta intrappolato nella distanza.


Prodotto da Roden, il brano fonde R&B ed elettronica in atmosfere sognanti e avvolgenti, dando voce a un erotismo delicato e malinconico, in cui desiderio e amarezza convivono e si confondono.

Spiegano le artiste a proposito del brano: “Con SEXTING vogliamo dare voce a quell’amore immaginato, che sempre più spesso, di questi tempi, prende forma nello spazio fragile di uno schermo illuminato, dove il desiderio cresce e rimane sospeso fra attesa e illusione. Condividendo un forte legame di amicizia e di conseguenza le vicissitudini del quotidiano, abbiamo deciso per la prima volta di mostrarci insieme al pubblico mettendo insieme le nostre individualità artistiche e parlando di un qualcosa di molto intimo. Venendo da mondi musicali diversi, ma con lo stesso percorso di studi alle spalle, ci siamo divertite sperimentando tra i nostri due mondi, con l’aiuto di Roden, produttore di grande sensibilità e talento.”


Biografia:

Elena Romano è una cantante e cantautrice fiorentina con una formazione nel canto jazz e diverse esperienze artistiche maturate tra l’Italia e la Germania. Il suo stile si colloca in un ambito “pop-elettronico”, caratterizzato da un approccio fuori dagli schemi e aperto a continue sperimentazioni.

La sua musica ingloba generi diversi — dalla classica al jazz fino all’elettronica — dando vita a un affascinante contrasto che diventa connubio tra antico e moderno, ravvisabile anche nell’estetica dell’artista. Questa commistione di stili ed epoche è la piena espressione della personalità di Elena, dove la ricerca sonora cammina di pari passo con l’urgenza comunicativa.

Tra il 2024 e il 2025, dopo aver collaborato con musicisti di spicco, Elena lavora all’EP “Lorena” insieme al fratello e compositore Lorenzo. Il progetto solista si concretizza in una fusione unica dove la canzone tradizionale italiana si unisce a sonorità elettroniche, creando una narrazione avvincente fatta di emozioni e racconti introspettivi.

Il suo percorso accademico è d’eccellenza: dopo il diploma presso la Siena Jazz University, completa gli studi all’Università di Musica e Danza di Colonia (HFMT) e al Conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara, dove ottiene il diploma di secondo grado in canto jazz. Tra le collaborazioni di rilievo spicca quella per l’album “Arie” di Ferruccio Spinetti, registrato nel 2022 con il celebre batterista statunitense Jeff Ballard.

Negli anni Elena Romano ha collezionato importanti traguardi e riconoscimenti. Il suo percorso inizia a distinguersi già nel 2021, quando vince il premio per la migliore composizione al concorso Bianca d’Aponte con il brano “Il Sole (cattivi pensieri)”. Successivamente, nel 2024, partecipa al Rock Contest di Controradio aggiudicandosi il Premio Ernesto De Pascale per la miglior canzone con testo in italiano grazie al brano “Sogno”, oltre a ricevere una menzione speciale da parte di MITA Academy per la coerenza audio-visiva del suo progetto. La sua ascesa prosegue nel 2025 con la selezione tra i 150 semifinalisti di 1M NEXT per il Concerto del Primo Maggio a Roma, fino ad arrivare al 2026, che la vede tra i finalisti di MArteLive Connect.

L’evoluzione musicale di Elena rivela una personalità eclettica e versatile che trova la sua sintesi perfetta nel recente EP “Lorena”. A febbraio 2026 compare nel disco dell’artista Hachiko nella traccia “90MILA”.


JilHara è il progetto artistico di Gaia Angiolini, cantautrice fiorentina. Cresciuta con la musica come punto di riferimento, ha dedicato gran parte della sua vita allo studio e alla ricerca musicale, sviluppando un linguaggio personale attraverso cui esprimere sé stessa.

Le sue canzoni nascono in modi diversi: a volte da un’idea testuale, altre da una progressione di accordi al pianoforte o dalla collaborazione con vari producer.

Con una voce che intreccia influenze jazz, R&B, pop ed elettronica, JilHara racconta storie di vita e frammenti di quotidianità. Nei suoi brani emergono esperienze e fragilità personali: un viaggio, una serata andata male, una sbronza di troppo o il desiderio di vivere senza rimpianti. Attraverso la sua scrittura, trasforma momenti imperfetti e situazioni comuni in racconti sinceri, con la speranza di far sentire chi ascolta un po’ meno solo.

FareMusic le ha incontrate in una Video-Intervista esclusiva sul nostro canale Youtube

 

Eurovision 2026: l’ordine di uscita delle due semifinali il 12 e il 14 maggio

 

Eurovision 2026: svelato l’ordine di uscita delle nazioni alle due semifinali in programma martedì 12 e giovedì 14 maggio

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Il 12 maggio primo appuntamento alla Wiener Stadthalle per Sal Da Vinci che respirerà aria di Eurovision ad Amsterdam e Londra.

Venti i posti a disposizione, trenta le Nazioni in gara che si sfideranno per conquistare un posto in finale. Con la pubblicazione del “running order”, ovvero la scaletta ufficiale dei concorrenti delle due semifinali di Vienna 2026, appena diffusa da EBU e ÖRF, il servizio pubblico austriaco, può ufficialmente partire quello che è definito lo “show dei record”. Il running order, apparentemente una scaletta tecnica, ha invece un grande valore statistico per il risultato finale: negli ultimi quindici anni, infatti, chi è stato posizionato all’ultimo posto in scaletta si è qualificato nell’86,67% dei casi mentre i Paesi nella seconda metà della scaletta si sono qualificati con maggiore frequenza rispetto a quelli della prima metà: il 52,67% contro il 47,33%.

Nel frattempo, gli artisti in gara hanno iniziato a entrare in contatto con il pubblico eurovisivo attraverso i tradizionali “pre-party”, in corso nelle principali città europee, da Oslo ad Amsterdam: un percorso di avvicinamento che culminerà domenica 19 aprile con il London Eurovision Party. Tra i protagonisti, il nostro Sal Da Vinci, atteso ad Amsterdam e a Londra. “Portare l’Italia all’Eurovision è per me un grande onore e una responsabilità che accolgo con profondo rispetto – commenta Sal Da Vinci. Nel corso della mia carriera ho avuto la fortuna di esibirmi su molti palchi internazionali e di incontrare pubblici diversi, ma ogni volta che si ha l’occasione di condividere la musica italiana davanti al mondo la sensazione resta unica. La nostra tradizione musicale ha una storia straordinaria: è fatta di melodie, parole e sentimenti che da sempre riescono ad attraversare i confini e a parlare al cuore delle persone. Essere oggi tra gli artisti chiamati a portare avanti una parte di questo patrimonio mi riempie di orgoglio.

Salirò su quel palco con gratitudine e con il desiderio di raccontare ciò che la canzone italiana sa fare meglio: trasformare le emozioni in brani capaci di viaggiare lontano. Perché quando una melodia nasce con verità non appartiene più soltanto a chi la canta: diventa di tutti e trova la strada per arrivare ovunque”.

Dal 2024 i rappresentanti dei Big 4, Italia, Francia, Germania e Regno Unito, insieme al Paese ospitante, quest’anno l’Austria, hanno la possibilità di esibirsi dal vivo già durante le semifinali, pur essendo qualificati di diritto alla finale.

Sarà proprio l’Italia Sal Da Vinci a esibirsi nella prima semifinale, in programma il 12 maggio, portando sul palco la canzone “Per sempre sì” davanti a milioni di telespettatori.

Ad aprire la serata di martedì 12 maggio sarà la Moldavia, con Satoshi e la sua “Viva, Moldova!”. In posizione numero 7 è prevista l’esibizione della Finlandia, rappresentata da Linda Lampenius e Pete Parkkonen, favoritissimi della vigilia.

Grande attesa per l’ingresso in scena di Sal Da Vinci, che farà il suo esordio alla Wiener Stadthalle tra la canzone della Georgia e quella della Finlandia. L’altra artista italiana in gara, Senhit, in rappresentanza di San Marino e con la partecipazione straordinaria di Boy George, si esibirà in posizione numero 13 con il brano “Superstar”. A chiudere la prima semifinale sarà la band serba dei Lavin.

La seconda semifinale, in programma giovedì 15 maggio, sarà aperta dalla Bulgaria e si concluderà con l’esibizione dell’outsider , in gara per l’Australia.

Il “running order” della serata finale sarà invece reso noto nella notte tra giovedì 14 e venerdì 15 maggio. Al momento è già stata sorteggiata solo la posizione dell’Austria, che si esibirà per venticinquesima, chiudendo la parata dei concorrenti.

Le due semifinali andranno in onda martedì 12 e giovedì 14 maggio in prima serata su Rai 2 e RaiPlay, oltre che su Rai Radio 2 e sul canale 202 del digitale terrestre. La finale si terrà sabato 16 maggio e sarà trasmessa in prima serata su Rai 1 per l’undicesimo anno consecutivo, oltre che su RaiPlay e Rai Radio 2.

Alla conduzione della versione italiana ci saranno la cantante Elettra Lamborghini, al debutto come telecronista, e il veterano Gabriele Corsi, alla sua sesta edizione. Su Radio2 Eurovision la radiocronaca sarà affidata ai confermati Diletta Parlangeli e Matteo Osso, con Martina Martorano inviata da Vienna.

Anche quest’anno Rai Pubblica Utilità garantirà la piena accessibilità dell’evento. Le semifinali e la finale saranno sottotitolate e audio descritte. Inoltre, la finale sarà disponibile anche con la traduzione integrale nella Lingua Italiana dei Segni su un canale dedicato di RaiPlay. Performer sordi e udenti interpreteranno in LIS e ISL le canzoni in gara e quelle degli ospiti, mentre gli interpreti tradurranno quello che dicono i due conduttori.

L’edizione internazionale del 70° Eurovision Song Contest sarà condotta da Victoria Swarovski e Michael Ostrowski. Saranno 35 i Paesi presenti a Vienna, con il ritorno di Romania, Moldavia e Bulgaria e l’assenza di Paesi Bassi, Spagna, Slovenia, Irlanda e Islanda. In gara 29 solisti, di cui sedici donne e tredici uomini, un duetto misto – quello finlandese – un trio misto, i georgiani Bzikebi, e tre gruppi, due maschili e uno femminile, le croate Lelèk.

Di seguito, il running order completo delle due semifinali:

Semifinale 1 – Martedì 12 maggio 2026

  1. Moldavia
  2. Svezia
  3. Croazia
  4. Grecia
  5. Portogallo
  6. Georgia

Italia

  1. Finlandia
  2. Montenegro
  3. Estonia
  4. Israele

Germania

  1. Belgio
  2. Lituania
  3. San Marino
  4. Polonia
  5. Serbia

Semifinale 2 – Giovedì 14 maggio 2026

  1. Bulgaria
  2. Azerbaigian
  3. Romania
  4. Lussemburgo
  5. Cechia

Francia

  1. Armenia
  2. Svizzera
  3. Cipro

Austria

  1. Lettonia
  2. Danimarca
  3. Australia
  4. Ucraina

Regno Unito

  1. Albania
  2. Malta
  3. Norvegia

A giugno la seconda edizione di S.O.S. PALESTINA, concerto organizzato da Piero Pelù

Dopo il successo della prima edizione, grazie alla quale sono stati raccolti 83.000€ devoluti a MEDICI SENZA FRONTIERE per le attività in Palestina, il 20 giugno 2026 torna all’Anfiteatro delle Cascine Ernesto De Pascale di Firenze S.O.S. PALESTINA2

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Gli artisti che saliranno sul palco hanno generosamente aderito all’invito di Piero Pelù per aiutare Medici Senza Frontiere nel prezioso lavoro che la ONG
svolge per aiutare le vittime del genocidio.

I primi nomi già annunciati sono Enzo Iacchetti, i Tre Allegri Ragazzi Morti e Willie Peyote.

Si aggiungono alla lineup della seconda edizione di S.O.S. PALESTINA, il grande concerto ideato da Piero Pelù per raccogliere fondi a sostegno di Medici Senza Frontiere nelle attività di soccorso alla popolazione palestinese, i FAST ANIMALS AND SLOW KIDS, una delle band più rappresentative della nuova scena alternative rock italiana, MONI OVADIA, artista e intellettuale da sempre impegnato nel dialogo tra teatro, musica, memoria e coscienza civile, LAIKA (street artist e attivista romana) e GIANCANE (cantautore e musicista romano).
L’appuntamento è il prossimo 20 giugno, ancora una volta l’Anfiteatro delle Cascine Ernesto De Pascale di Firenze.
I nuovi artisti si aggiungono ai primi nomi già annunciati che hanno generosamente aderito all’invito di Pelù per S.O.S. PALESTINA2!: Enzo Iacchetti, i Tre Allegri Ragazzi Morti e Willie Peyote.

“Da più di 80 anni la Palestina è devastata dall’occupazione sempre più violenta dei sionisti israeliani (non dagli ebrei in generale ma dagli estremisti razzisti che si nascondono sotto la bandiera di Israele).
La Palestina è ormai un laboratorio a cielo aperto: se nessuno si opporrà al genocidio in atto in quella terra allora tutto sarà permesso in futuro, anche in Italia alla faccia dei neo nazionalisti che sostengono il governo colonialista di Netanyahu.
Medici senza frontiere aiuta la popolazione palestinese da decenni e noi artisti uniti non troviamo altro modo civile e costruttivo che questo concerto per aiutare chi aiuta chi è vittima di un infame genocidio quotidiano.” racconta PIERO PELU’.

I soldi raccolti (come sempre al netto delle spese sostenute) saranno, infatti, devoluti anche quest’anno a sostegno dell’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere e delle sue attività in Palestina in aiuto alle vittime del genocidio.
Fondata nel 1971 da medici e giornalisti in Francia, MSF opera in oltre 70 paesi fornendo assistenza sanitaria d’emergenza a popolazioni colpite da guerre, epidemie, disastri naturali e mancato accesso alle cure.

piero pelù

Un ringraziamento speciale per il rinnovato supporto e collaborazione alla realizzazione dell’evento va a: ZEROCALCARE (che anche quest’anno ha curato la grafica dell’evento), Le Nozze di Figaro (nella persona di Alessandro Bellucci), Controradio, la Direzione di Fondazione Accademia dei Perseveranti e del Teatrodante Carlo Monni di Campi Bisenzio, Doc ServiziCooperativa dieci oltre ovviamente a TEG (Valentina Parigi) management di Piero Pelù e About (Jessica Gaibotti) per la comunicazione. 

È possibile acquistare i biglietti su https://www.ticketone.it/eventseries/sos-palestina-3986194/. L’acquisto del biglietto non darà solo la possibilità di partecipare al grande concerto ma per chi non potrà essere a Firenze quel giorno sarà comunque un sostegno per la raccolta fondi dedicata a Medici Senza Frontiere.

Il ritorno alla location originale (per motivi organizzativi) ci riporta alla mente le immagini dello scorso anno quando PIERO PELÙ, accompagnato da ANTONIO AIAZZI, GIANNI MAROCCOLO e i BANDIDOS, si sono alternati sul palco con (in ordine di esibizione) EVA POLES, ROY PACI, I PATAGARRI, GINEVRA DI MARCO, gli ZEN CIRCUS, i TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI, EMMA NOLDE, la BANDABARDO’, FAST ANIMALS AND SLOW KIDS e AFTERHOURS.
È stata una grande serata di musica e solidarietà grazie alla quale sono stati raccolti 83.000€ che Medici Senza Frontiere ha potuto investire nelle sue attività in Palestina, dove la situazione umanitaria è sempre più complessa.

MARLENE KUNTZ ”SUONA IL VILE D’ESTATE” – ANNUNCIATE LE DATE DEL TOUR ESTIVO

Marlene Kuntz proseguono l’avventura dal vivo con Marlene Kuntz suona IL VILE d’estate. Nel segno del successo delle date primaverili, tra la folta partecipazione e la passione crescente dei fedelissimi, si estende l’incontro unico e degno di più di tre decenni di carriera tra la band e i suoi fan.

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I migliori club e festival italiani sono pronti ad accogliere questo forte sodalizio, aspettando momenti unici e destinati a rimanere nella memoria collettiva, proprio come Il Vile dopo trent’anni.

Le date del tour MARLENE KUNTZ SUONA IL VILE D’ESTATE, organizzato da Kashmir Music:

11.06 – BRA (CN), Artico Festival
12.06 – BASTIA UMBRA (PG), Chroma Festival
19.06 – VICENZA, Lumen Festival
20.06 – LIDO DI CAMAIORE (LU), La Prima Estate
10.07 – SARROCH (CA), Sa*Rock Festival
29.07 – ARGENTA (FE), Delizia di Benvignante
10.08 – BRESCIA, Festa di Radio Onda D’Urto
28.08 – PORDENONE, Music in village
03.09 – MILANO, Magnolia Estate
26.09 – PUTIGNANO (BA), Ex Macello

Biglietti disponibili su: http://bit.ly/IlVile-Tour

Il Vile“, il secondo disco dei Marlene Kuntz, simbolo di una generazione e opera di riferimento per il rock alternativo italiano, compie trent’anni e ritnorna disponibile il 6 marzo in una versione speciale numerata e in edizione limitatadisegnata interamente dall’illustratore Alessandro Baronciani ed insieme ad essa, i visual con le illustrazioni su Youtube.

PAUL MCCARTNEY annuncia il nuovo album “THE BOYS OF DUNGEON LANE”

 “The Boys of Dungeon Lane” non è solo il diciottesimo album solista di Paul McCartney: è una raccolta di sguardi rari e rivelatori su ricordi mai condivisi prima, insieme ad alcune canzoni d’amore di nuova ispirazione, firmate da una delle figure culturalmente più significative del nostro tempo.

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Con “The Boys of Dungeon Lane”, Paul McCartney rivolge lo sguardo verso l’interno, rivisitando gli anni di formazione che hanno plasmato non solo la sua vita, ma le fondamenta stesse della cultura popolare moderna. In una carriera caratterizzata da narrazioni senza tempo e personaggi indimenticabili, Paul racconta ora la storia più personale di tutte: la sua. “The Boys of Dungeon Lane” è il suo album più introspettivo fino ad oggi e riporta l’ascoltatore alle origini.

Queste straordinarie nuove canzoni ritraggono Paul in maniera sincera, vulnerabile e profondamente riflessiva, mentre scrive con rara franchezza della sua infanzia nella Liverpool del dopoguerra, della tenacia dei suoi genitori e delle prime avventure condivise con George Harrison e John Lennon, molto prima che il mondo avesse mai sentito parlare della “Beatlemania”. Sono stati quegli anni che gli storici continuano a studiare, quei giorni tranquilli e spensierati che, inconsapevolmente, hanno gettato le basi per una rivoluzione culturale. Paul li rivisita non come miti o folklore, ma come propri ricordi.

L’album prende il titolo dalla canzone, disponibile da ora, “Days We Left Behind”, un brano essenziale e profondamente intimo che cattura il nucleo emotivo del progetto. Dungeon Lane è un luogo che Paul vede ancora quando torna a casa e che funge da porta d’accesso simbolica a un mondo prima della fama: i pomeriggi trascorsi sul Mersey, il libro di birdwatching in mano, “bar pieni di fumo e chitarre economiche” e sogni non ancora vissuti.

Per me questa canzone è davvero un ricordo. Il titolo dell’album, *The Boys of Dungeon Lane*, deriva da un verso di questo brano. Stavo proprio pensando a questo, ai giorni che mi sono lasciato alle spalle, e spesso mi chiedo se non stia semplicemente scrivendo del passato, ma poi penso: come si può scrivere di qualcos’altro? Sono solo tanti ricordi di Liverpool.  C’è una parte nel mezzo che parla di John e di Forthlin Road, la strada in cui vivevo. Dungeon Lane è lì vicino.  Vivevo in un posto chiamato Speke, un quartiere piuttosto popolare.  Non avevamo quasi nulla, ma non importava perché le persone erano fantastiche e non ti accorgevi di non possedere molto.” – racconta Paul McCartney.

Oltre a essere ricco di riflessioni toccanti di un artista la cui influenza è intessuta nelle nostre vite, *The Boys of Dungeon Lane* include anche nuove canzoni d’amore nello stile inimitabile e immediatamente riconoscibile di Paul McCartney. È impossibile immaginare un mondo senza Paul McCartney, anche se qui gli ascoltatori possono viaggiare in un mondo che esisteva prima che tutto cambiasse, scoprendo ricordi mai condivisi prima e rivelando, con straordinaria onestà, la storia umana che si cela dietro un’icona mondiale. Questa è la storia che precede la Storia. 

“The Boys of Dungeon Lane” ha visto la luce cinque anni fa, quando Paul ha incontrato il produttore Andrew Watt per una tazza di tè e uno scambio di idee. Mentre strimpellava la chitarra durante l’incontro, Paul si è imbattuto in un accordo che nemmeno lui – il cantautore vivente di maggior successo al mondo – riusciva a riconoscere. Imperterrito e spinto dalla sua natura sperimentale, Paul ha continuato a cambiare una nota, poi un’altra, fino a ottenere una sequenza di tre accordi, che Watt ha suggerito di registrare.

Da quella sessione è nato il brano di apertura dell’album, “As You Lie There”. Incoraggiato dal suo nuovo produttore, Paul ha dato vita al nuovo brano, suonando la maggior parte degli strumenti – proprio nello spirito del suo album di debutto da solista del 1970, “McCartney”.  È così iniziato il viaggio che ha portato al 18° album in studio di Paul.

A causa dei numerosi impegni di Paul, l’album è stato registrato in sessioni intense ma efficienti tra una tappa e l’altra di un tour mondiale durato cinque anni, tra Los Angeles e il Sussex. Senza pressioni da parte della casa discografica né scadenze da rispettare, i due hanno potuto realizzare l’album secondo i propri tempi e con piena soddisfazione.

Proprio come la carriera di questo straordinario artista, “The Boys of Dungeon Lane” è musicalmente eclettico e vede Paul cimentarsi con una vasta gamma di strumenti e stili diversi, mettendo in mostra la sua ampia musicalità. Ci sono il rock nello stile dei Wings, le armonie in stile Beatles, i groove in stile McCartney, un’intimità sobria, una narrazione guidata dalla melodia, canzoni caratterizzate da personaggi distinti ma il filo conduttore è Paul.

Paul McCartney

Tracklist:

  1. As You Lie There
  2. Lost Horizon
  3. Days We Left Behind
  4. Ripples in a Pond
  5. Mountain Top
  6. Down South
  7. We Two
  8. Come Inside
  9. Never Know
  10. Home to Us
  11. Life Can Be Hard
  12. First Star of the Night
  13. Salesman Saint
  14. Momma Gets By

L’EUROVISION SI EVOLVE CON L’ASIA

Eurovision Goes East: Bangkok ospiterà la prima edizione dell’Eurovision Song Contest Asia nel 2026

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L’EBU lancia la sua prima espansione multi-paese con l’Eurovision Song Contest Asia nel 2026. Bangkok confermata come città ospitante, con la finale fissata per sabato 14 novembre 2026.

10 paesi già confermati, tra cui Corea del Sud, Thailandia, Filippine e Vietnam, e altri seguiranno, raggiungendo un potenziale pubblico di oltre 600 milioni di persone in tutta la regione.

Basato sui 70 anni di eredità dell’Eurovision, portando il suo spirito “Uniti dalla Musica” in Asia.

L’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU) e Voxovation, insieme a S2O Productions e al Canale 3 thailandese, sono lieti di annunciare che l’Eurovision Song Contest Asia debutterà nel 2026, con Bangkok scelta come città ospitante per la sua edizione inaugurale.

È confermata la partecipazione di emittenti provenienti da 10 paesi asiatici, e altre saranno annunciate nei prossimi mesi, ognuna portando la propria voce, identità e capacità narrativa sul palco.

La prima edizione multinazionale dell’Eurovision Song Contest vedrà la partecipazione di artisti e canzoni provenienti da Corea del Sud, Thailandia, Filippine e Vietnam, oltre a Malesia, Cambogia e Laos, Bangladesh, Nepal e Bhutan, con l’adesione prevista di altri paesi man mano che la competizione si espanderà.

La finale dell’Eurovision Song Contest Asia 2026 si terrà nella capitale thailandese, Bangkok, sabato 14 novembre 2026, e ogni emittente partecipante sceglierà i propri brani attraverso finali nazionali nei mesi precedenti all’evento.

PLASMARE IL FUTURO DELL’EUROVISION IN ASIA

Nel 70° anniversario del più grande evento musicale dal vivo al mondo, l’Eurovision Song Contest,

apre un nuovo capitolo in Asia, plasmato dalla diversità, dalla creatività e dall’identità culturale della regione, e fondato sullo stesso spirito che ha sempre definito il Contest: Uniti dalla Musica.

Per sette decenni, l’Eurovision Song Contest ha unito i paesi attraverso la musica, la narrazione e la televisione in diretta, raggiungendo ogni anno centinaia di milioni di spettatori.

Ora, in collaborazione con le principali emittenti e società di produzione di tutta l’Asia, Eurovision Song Contest Asia si baserà su questa eredità, creando un nuovo palcoscenico condiviso dove le culture si incontrano, le voci vengono amplificate e le comunità creative si connettono oltre i confini.

Progettato per crescere con la regione, il format riunisce paesi che rappresentano oltre 600 milioni di persone. Senza una piattaforma panasiatica paragonabile al giorno d’oggi, è destinato a diventare uno degli eventi di intrattenimento più discussi della regione.

Radicato nello stesso spirito che ha caratterizzato l’Eurovision per generazioni, il Contest porta avanti un’idea semplice ma potente: connettere le persone attraverso la musica e le esperienze condivise. In Asia, quest’idea assumerà un nuovo significato, plasmato dalla straordinaria diversità e dall’energia creativa della regione.

“L’EUROVISION SI EVOLVE CON L’ASIA”

Martin Green CBE, Direttore dell’Eurovision Song Contest presso l’EBU, ha dichiarato:

“In occasione del 70° anniversario dell’Eurovision Song Contest, è particolarmente significativo aprire questo nuovo capitolo con l’Asia, una regione ricca di cultura, creatività e talento.

Si tratta di far evolvere l’Eurovision insieme all’Asia, costruendo qualcosa che rifletta le voci, le identità e le ambizioni della regione, rimanendo fedeli a ciò che ha sempre reso speciale il Contest.

L’Eurovision Song Contest Asia sarà plasmato dagli artisti, dalle emittenti e dal pubblico che lo faranno proprio, continuando il nostro percorso condiviso di unione attraverso la musica.

UNO SPETTACOLO CHE RIFLETTE VERAMENTE L’IDENTITÀ DELL’ASIA

Peter Settman, CEO e co-fondatore di Voxovation, ha dichiarato:

“Fin dal primo giorno, la nostra ambizione è stata quella di costruire l’Eurovision Song Contest Asia insieme ai migliori talenti creativi della regione, creando uno spettacolo che rifletta veramente l’identità e l’energia creativa dell’Asia.

Insieme a S2O Productions, stiamo dando forma a uno spettacolo in cui artisti e fan si connettono oltre i confini in modi nuovi, attraverso la partecipazione, la comunità e un coinvolgimento più profondo al di là del palco, con ZOOP che contribuisce a dare vita a questa esperienza per i fan”.

“Sono cresciuto guardando l’Eurovision, continua Peter, cantando davanti alla TV, ballando sulle note dei vincitori in discoteca, e ora vedo i miei figli altrettanto emozionati, che prevedono il risultato. Portare questo incredibile spettacolo in un nuovo continente è qualcosa di davvero speciale.

PARTECIPAZIONE, COMUNITÀ E INTERAZIONE

Il partner social esclusivo del Contest, ZOOP, metterà il pubblico al centro dell’azione, promuovendo la partecipazione, la comunità e l’interazione, con tecnologie all’avanguardia a supporto dell’esperienza.

ZOOP introdurrà una piattaforma di partecipazione dei fan in cui il pubblico potrà fare molto di più che guardare.

ZOOP offre ai fan nuovi modi per interagire con gli artisti, unirsi alle comunità ed essere riconosciuti e premiati per la partecipazione reale, contribuendo al contempo a creare una connessione più diretta e significativa tra talenti e pubblico.

BANGKOK: DOVE LA TRADIZIONE INCONTRA IL FUTURO

La città ospitante, Bangkok, è un luogo in cui tradizione ed espressione moderna coesistono senza soluzione di continuità, offrendo una sede naturale per un concorso basato sulla diversità e sullo scambio, che mette in contatto artisti e pubblico provenienti da tutta la regione e oltre.

Ospitare l’Eurovision Song Contest Asia dovrebbe generare una forte visibilità internazionale per Bangkok, sostenendo al contempo il turismo, la creazione di posti di lavoro e la continua crescita delle industrie creative thailandesi.

LA THAILANDIA ACCOGLIE LA REGIONE E IL MONDO

L’Eurovision Song Contest Asia offrirà una piattaforma di grande impatto per gli artisti, consentendo loro di condividere la propria musica, le proprie storie e la propria identità con il pubblico di tutta la regione e del mondo, rafforzando lo scambio culturale tra Asia ed Europa.

L’evento consolida ulteriormente la posizione della Thailandia come destinazione per esperienze culturali e di intrattenimento di livello mondiale.

Chuwit Sirivajjakul, Vice Governatore per le Politiche e la Pianificazione presso l’Ente del Turismo thailandese, ha dichiarato:

“Quando ho saputo che l’Unione Europea di Radiodiffusione e Voxovation stavano valutando Bangkok come sede dell’Eurovision Song Contest Asia, ho pensato che, ovviamente, dovesse essere Bangkok, perché questa città è sempre stata un luogo in cui le culture si incontrano, dove la musica riempie l’aria e dove la festa fa parte della vita quotidiana. È un luogo in cui tradizione e innovazione non sono in competizione, ma collaborano. Questo è lo spirito dell’Eurovision, che celebra l’unità di diverse voci musicali provenienti da tutta l’Asia e non solo. Crediamo che viaggiare significhi vivere momenti che rigenerano, ispirano e connettono a qualcosa di più grande di sé. L’Eurovision Song Contest Asia incarna proprio questo, e siamo orgogliosi di accoglierlo a casa, segnando un nuovo capitolo per la presenza globale della Thailandia.”

EMITTENTI E PAESI PARTECIPANTI

La prima edizione dell’Eurovision Song Contest Asia riunirà emittenti provenienti da tutta la regione, ognuna delle quali rappresenterà il proprio paese con musica originale e talenti nazionali.

Thailandia — Canale 3

Corea del Sud — ENA (SK Telecom / KT Group)

Malesia — Media Prima (TV3)

Filippine — ABS-CBN

Vietnam — Vietnam Television (VTV3)

Cambogia — TV5 Cambodia

Laos — Vientiane Capital Television (VTE9)

Bangladesh — NTV

Bhutan — Bhutan Broadcasting Service (BBS)

Nepal — Himalaya TV

Si prevede che altri paesi e emittenti saranno annunciati nelle prossime settimane, man mano che la lista si amplia.
Unisciti a noi e segui l’Eurovision Song Contest Asia su www.eurovisionasia.com

QUEL GIORNO A NERVI CON GINO – UN RICORDO DI GINO PAOLI

Giornata uggiosa a Nervi, quasi quattro anni fa. Meta: la casa di Gino Paoli per una lunga videointervista per il mio docufilm “Nanni Ricordi, l’uomo che inventò i dischi”. A Gino piacque subito il titolo, tant’è che mi raccontò subito come insieme a Nanni avevano registrato “Sassi”, uno dei primi successi della sua carriera di cantautore.
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“Alla Ricordi si registrava con un registratore a doppia traccia. Su una pista mettevi la batteria e il pianoforte, poi la passavi su una traccia per liberarne una per registrare altri strumenti e così via, di sovrapposizione in poi…fino alla voce, ma con tutti quei passaggi il fruscio aumentava, così Nanni pensò di enfatizzarlo con un po’ di riverbero e quel difetto tecnico divenne il suono del mare…cazzo…”.

E via di sigaretta. Quel giorno mi consumò un pacchetto perché la sua bella casa davanti al mare, era un po’ distante dal tabaccaio. Non si era affatto preoccupato di mettersi elegante, aveva su una sorta di tuta color beige. Si mise a sedere davanti al pianoforte con un portacenere accanto. Quando gli chiesi della famosa scuola genovese, mi disse:

“Scuola genovese per modo di dire, Luigi (Tenco) era nato a Cassine in Piemonte, io a Monfalcone, Bruno (Lauzi) ad Asmara. L’unico nativo genovese era Bindi. Ma stavamo tutti insieme a Genova. Io all’epoca facevo il pittore, neanche ci pensavo a scrivere canzoni, cominciai con “La Gatta” che avrà venduto si e no ottanta copie, ma spopolava nei jukebox… Pensavo che fosse tutto passeggero e invece sono ancora qui.”

Mi aveva dato disponibilità per un paio d’ore e invece andammo avanti per tutto il giorno. A telecamere spente mi raccontò di tutto: storia delle sue canzoni, la politica, le sue dimissioni dalla Presidenza della Siae dopo che era riuscito a far entrare nel conteggio Siae le musiche delle segreterie telefoniche, ricevendo di ritorno critiche e pesanti polemiche dalle compagnie telefoniche che fino allora erano riuscite a non pagare i diritti agli autori, la discografia di allora rispetto ai rottami di quella d’oggi e tanto altro. Una giornata bellissima, grazie anche alla squisita cordialità e ospitalità della moglie Paola Penzo, autrice di alcuni brani di Gino. Fu forse l’intervista più interessante tra le oltre seicento che ho avuto modo di fare nella mia lunga militanza televisiva e radiofonica, perché Gino era un asso nel mescolare ironia e cruda verità, gioie e dolori, bellezze e miserie umane. Un poeta e drammaturgo naturale. La sua casa in collina, bellissima e luminosa davanti al  mare, i suoi quadri alle pareti bianche e una foto dolcissima con la figlia Amanda Sandrelli.

“Quelli erano anni straordinari. A Milano eravamo un gruppo di amici che si incontravano quasi tutte le notti. Io sono andato a ballare rock n roll al Santa Tecla con la Fracci, e a casa di Nanni ti capitava di suonare il pianoforte a quattro mani con Leonerd Bernstein. Capitavano cose impensabili, come il tecnico della Ricordi che metteva la scossa sul mixer, tute le volte che la Vanoni toccava i cursori, per farle passare la voglia di mettere le mani su tutto quello che vedeva in giro…. Ma pensa te… e quando vidi per la prima volta Enzo Jannacci che faceva un provino alla Ricordi. Nanni non era tanto convinto, perché Enzo stava facendo una canzone su un cane coi capelli. Matto come una capra….così dissi a Nanni di fargli subito il contratto perché uno così non l’avrebbe mai trovato…e così quel giorno Enzo entrò in Ricordi”.

Quando dissi a Gino che avevo già programmato l’intervista a Ornella Vanoni mi regalò subito un assist clamoroso.

“Belìn, alla Vanoni le ho insegnato a cantare. Lei cantava già molto bene le canzoni popolari e quelle della mala, aveva una voce da soprano… e cantava sempre in battere, un po’ impostata insomma… Quando si trattò di registrare “Senza fine” andò in crisi… tre giorni di registrazioni… non ci riesco, non ci riesco…continuava a dire, così per sbloccarla le diedi una sberla… si sbloccò e venne fuori un capolavoro di interpretazione…”.

Quando risalimmo in macchina per tornare a Milano, pensavo già al montaggio, che sicuramente non sarebbe stato facile dato che Gino aveva parlato per quasi quattro ore…e spesso fumando sigarette. Pensai che la Rai avrebbe avuto da ridire invece, l’intervista andò in onda senza problemi. Una vita al massimo quella di Gino…un poeta e un cantautore, eppure nell’anima un vero rocker, anarchico e controcorrente come pochi. Due anni dopo accettò di farsi intervistare da Morgan per il suo programma “Stramorgan” senza chiedere una lira alla RAI. Fu felice di farlo perché Gino da artista puro come è sempre stato, apprezzava i suoi “colleghi”, che peraltro lui contava sulla punta delle sue mani.

Prima di salutarci mi disse:

“Umberto…(Bindi) era un grande… purtroppo la stampa lo massacrò e lo ridicolizzò per la sua omosessualità…ma ancora oggi la sua musica resta indimenticabile “  

Ciao Gino… Hai passato 91 anni alla grande. E pensavi che fosse tutto passeggero… invece sei e rimarrai sempre con noi.
Grazie.

È morto Gino Paoli, poeta e maestro della canzone d’autore italiana

In una notte silenziosa Genovese, si è spento a 91 anni il grande Gino Paoli, un immenso poeta contemporaneo. Con lui se ne va un pezzo di storia della musica leggera italiana, un artista unico capace di raccontare con parole e melodie il disincanto e la fragilità dell’animo umano come pochi altri sono riusciti a fare.
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Gino Paoli non era solo un cantautore: era l’emblema stesso di Genova, una città che lo aveva adottato e che lui aveva reso immortale nelle sue canzoni, in quei versi che hanno attraversato generazioni, toccando corde intime e universali. La sua voce ha accompagnato il suo pubblico in diversi momenti della loro vita, trasformando emozioni complesse in poesia pura.

gino paoli

La famiglia, nel comunicare questa dolorosa perdita, ha chiesto riservatezza, un ultimo gesto di rispetto per un uomo che ha vissuto la sua arte in punta di piedi ma con un impatto enorme nella cultura italiana.

Nato a Monfalcone il 23 settembre 1934, Gino Paoli intraprese un percorso non convenzionale prima di abbracciare la musica con passione travolgente. Tra un’esperienza da facchino, una da grafico e persino da pittore, fu proprio nei locali del capoluogo ligure che la sua vocazione prese forma, regalando al panorama musicale italiano melodie indimenticabili. Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, le sue note incisero pagine storiche: “La gatta”, “Senza fine” e soprattutto “Il cielo in una stanza”, brano che Mina portò all’eternità con la sua voce unica. Nel 1963 Paoli segnò un’altra svolta con “Sapore di sale”, un capolavoro arricchito dall’arrangiamento di Ennio Morricone e dall’assolo di sax di Gato Barbieri. Questa canzone divenne subito la colonna sonora di un’Italia in fermento, simbolo di cambiamenti profondi e di un’epoca che non smetteva di sognare.

gino paoli

Dopo un periodo di crisi personale che sembrava aver spento la sua luce creativa, Paoli rinacque artisticamente negli anni Ottanta e Novanta con una forza inaspettata. Fu allora che regalarci capolavori diventati veri e propri inni generazionali, come “Una lunga storia d’amore” e “Quattro amici”.

Quest’ultimo brano, intenso e profondo, catturò in musica l’essenza dell’amicizia e quel dolce-amaro scorrere del tempo che ci cambia e ci unisce allo stesso tempo. Nel frattempo, la sua vita prese una piega nuova anche fuori dal palcoscenico: nel 1987 venne eletto deputato nelle fila del PCI, portando la sua sensibilità artistica nel cuore della politica. Ma il richiamo della musica era troppo forte per essere ignorato. Negli ultimi anni, Paoli si immerse con passione nel mondo del jazz, abbracciando il minimalismo intimo delle formazioni ridotte voce e pianoforte. Qui trovò un compagno ideale in Danilo Rea, con cui costruì un sodalizio musicale che ha toccato nel profondo chiunque abbia avuto la fortuna di ascoltarli. La sua seconda giovinezza artistica non fu solo un ritorno, ma un trionfo di emozioni, di poesia e di vita vissuta a ritmo di note.

Giorgio Paoli ha attraversato un cammino segnato da ombre profonde e ferite mai davvero guarite. La sua vita è stata segnata da momenti di intensa luce artistica, ma anche da dolori personali che hanno lasciato cicatrici indelebili. L’amicizia spezzata con Luigi Tenco, un legame fraterno interrotto tragicamente, rappresenta una ferita lacerante nel suo cuore di cantautore. Il tentato suicidio dell’11 luglio 1963, quando un proiettile rimase per sempre conficcato nel suo pericardio, testimonia il peso di un malessere profondo che si celava dietro la sua arte brillante.

gino paoli

A questi tormenti si sono aggiunti i lutti familiari più recenti, come la perdita del figlio Giovanni, giornalista di talento, una ferita che Paoli stesso ha definito “mai rimarginata”. Eppure, nonostante il dolore, Paoli ha continuato a donare al mondo la sua musica, divenendo insieme a Fabrizio De André, Luigi Tenco e Bruno Lauzi, un pilastro imprescindibile della “Scuola Genovese”. Insieme a loro, ha saputo fondere la tradizione melodica italiana con la profondità narrativa di testi autentici e coinvolgenti, lasciando un’eredità culturale che vibra ancora oggi nelle corde di chi ama la canzone d’autore.

La vita di Paoli è dunque un racconto di luce e ombra, di lotta e speranza, di una voce capace di trasformare il dolore in arte eterna, una voce che continua a parlare direttamente al cuore di chi ascolta.

 

R-esistenza Donna, la playlist tributo alle donne della canzone italiana

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R-ESISTENZA DONNA è la playlist creata da Hit Non Hit in omaggio alle donne della canzone italiana: voci emerse ed emergenti, tra iconicità e oblio. 56 canzoni per raccontare una scena musicale ancora segnata da squilibri di potere e disparità di genere, dai Sanremo maschiocentrici di Amadeus e Carlo Conti fino a quello che verrà di Stefano De Martino, a cui idealmente è dedicata nella speranza che possa rompere le catene gerarchiche e ristabilire l’equilibrio.
 

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Hit Non Hit, marchio di qualità e piattaforma editoriale dedicata alla musica a 360°, rende omaggio alle donne della musica italiana con il primo volume monotematico della serie “R-ESISTENZA DONNA”: una playlist Spotify creata l’8 marzo che non parla di fiori, ma di voci, storie e rivoluzioni insabbiabili. 

Cinquantasei tracce, cinquantasei ritratti di artiste donne, cantanti e cantautrici. Donne sottovalutate o sopravvalutate, schiacciate dagli uomini ma capaci di resistere e lasciare un segno indelebile. Donne che cantano le donne come Arisa e donne che le donne le hanno amate come Giuni Russo. Donne bellissime come Francesca Schiavo, invidiate, scomparse. 

Quelle maledette come Mia Martini; quelle dimenticate come Syria. Le figlie d’arte contestate come Irene Fornaciari e quelle idolatrate come Angelina Mango. Quelle marchiate, figlie di Maria, come Emma, Gaia, Annalisa ed Elodie. Le emerse, da Madame e Meg a Elisa e Joan Thiele, e le emergenti MilleLauryyn, Francamente, Emma Nolde, Sara Gioielli.

Quelle idolatrate e odiate come Laura Pausini, quelle rivoluzionarie come Loredana Bertè. Quelle dalla parte giusta come Giorgia e Milva la rossa e quelle messe da parte come Tosca e Mietta la dea. Le aliene in terra, da sempre e per sempre, come Mina. Le stellari lasciate al buio come Ilaria Pilar Patassini e Roberta Giallo; le dotatissime emigrate all’estero come Daniela Pedali e Filippa Giordano; le reiette, tra cielo e piano, come Dolcenera. 

Si apre con la fu Fornaciari, Irene Effe, e la sua “Streghe”, un brano che è incantesimo medievale e insieme dichiarazione di resistenza contemporanea. Subito dopo La Niña con “Figlia d’ ’a Tempesta”, racconto di radici e ribellione femminista, ed Erica Mou e Carolina Bubbico, che con “Mangia la mela” correggono la grammatica maschilista introiettata a Sanremo: non maestri, ma maestre. 

Il percorso attraversa le grandi voci di sempre con nuove potentissime canzoni: Mina, da Sanremo cestinata come direttrice artistica, canta “A costo di morire” come un corpo celeste fuori orbita temporale, Mietta, da Sanremo assente dall’ultimo di re Pippo Baudo, sfodera l’intensa “Per avere me”, corpo e voce di una bellezza tra mito e umana distruzione. E poi Syria, che con l’aiuto delle stelle tiene diritta la rotta, in “Speranza”, Tosca nel suo giardino delle meraviglie con Carmen Consoli in “Il giglio, la verbena, il glicine e la rosa (Silencio)” e Roberta Giallo, che le canzoni le riempie di sé e vertigine creativa, in “Ho fatto l’amore per pietà”. Non mancano Patty Pravo, Arisa, Levante, Ditonellapiaga, Serena Brancale e Angelica Bove, che all’ultimo Sanremo ci sono state per grazia di allineamenti. E nemmeno Laura Pausini, che a Sanremo torna solo come ospite o co-conduttrice, in difesa delle gerarchie. 

C’è “La bambina” di Patrizia Laquidara, “Bimba Lolupila” di Dada’ e “Aquila”, ma sensibile come una bimba, con Meg, Elisa ed Emma. 

Milva con “La donna che voleva essere marinaio”, Madame con “Donna vedi”, Joan Thiele con “Volto di donna” e le donne della nuova generazione, pronte a occupare lo spazio che meritano: da Emma Nolde con “Quello che deve essere sarà” a Sara Gioielli con “Chimera”. Chiude il primo volume Sarafine con “La regina della Macarena”, memoria di una violenza d’infanzia. 

Una playlist sul talento, vulnerabile ma forte, che racconta purtroppo le contraddizioni della nostra scena: dominata da donne ma comandata da uomini. 

Le donne fanno da contorno, con percentuali bassissime nei cast di Sanremo e nelle classifiche. 

La playlist canta la resistenza e sfida la disparità di genere e il silenzio mediatico con talento e coraggio. Nessun passo indietro, ma rivendicazione: perché la musica, che vi piaccia o no, è donna e bisogna averne cura. 

 LEGGI Sanremo 2026: la Top 5 di Carlo Conti è maschiocentrica

“R-ESISTENZA DONNA” non è solo una playlist: è un manifesto.
Voci che rivendicano spazio, memoria e giustizia, che ricordano che le donne non sono accessorie nella discografia italiana, ma protagoniste assolute. In un mondo di discografici e potenti che parla al maschile, questa raccolta celebra la bellezza delle donne che cantano, creano, resistono, esistono. 

R‑ESISTENZA DONNA ribalta il persistente gender gap della musica italiana, con il Festival di Sanremo che resta uno specchio delle dinamiche di genere dell’industria, dove la rappresentanza femminile, in netta inferiorità, è una sfida ancora aperta.

Salvala nella tua libreria Spotify, ascoltala e lasciati attraversare da 56 storie, oltre 56 voci, oltre 56 battaglie: dalla leggerezza pop alla profondità jazz, passando per la forza folk, in una ricongiunzione di perle che racconta la vita di chi ha vissuto ai margini e ha trasformato il margine in luce. 

Ecco la playlist con le 56 tracce, per metà selezionate da Ugo Stomeo e per metà da Andrea Butera, i due pesi e contrappesi del marchio di qualità Hit Non Hit che non hanno avuto nè Amadeus nè Carlo Conti nei loro incarichi a Sanremo e che Stefano De Martino dovrebbe avere al suo fianco nell’ascolto dei prossimi pezzi per Sanremo 2027. 

R-ESISTENZA DONNA: L’HNH-TRIBUTO ALLE DONNE DELLA CANZONE ITALIANA

TRACKLIST

Irene Effe — Streghe
La Niña — Figlia d’ ‘a Tempesta
Erica Mou; Carolina Bubbico — Mangia la mela
Tosca; Carmen Consoli — Il giglio, la verbena, il glicine e la rosa (Silencio)
Mina — A costo di morire
Mietta — Per avere me
Patty Pravo — Ho provato tutto
Roberta Giallo — Ho fatto l’amore per pietà
Irene Grandi — Fiera di me
Mille — Il tempo, le febbri, la sete
Marianne Mirage — Cielo
Mia Martini — Vivo
Ornella Vanoni; Elodie; Ditonellapiaga — Ti voglio
Laura Pausini; Annalisa — Ma che freddo fa
Syria; Inoki — Speranza
Emma Nolde — Quello che deve essere sarà
Arya; Lauryyn — Onda
Tära — Farti fuori
Filippa Giordano — Quiéreme mucho
Milva — La donna che voleva esser marinaio
Ilaria Pilar Patassini — Con toda palabra
Giorgia; Giuliano Taviani; Carmelo Travia — Diamanti
Serena Brancale — Qui con me
Daniela Pedali — Brava
Romina Falconi — Sono felice
Dolcenera; Gabriella Ferri — Piena di vita
Arisa; Coro del Teatro Regio di Parma — Quello che le donne non dicono
Nada — Bella più bella
Loredana Bertè — Una donna come me
Giuni Russo — La danza – live
Miele; Nava — Svegliami
Marina Rei — Voglio amare tutti
Madame — Donna vedi
Angelica Bove — Mi ritroverai
Francamente — Zagara
Casadilego — Alberi
Beatrice Quinta — Fatima
Gaia — Rosa dei venti
Joan Thiele — Volto di donna
Sara Gioielli — Chimera
Meg; Elisa; Emma — Aquila
Ginevra Di Marco; Cristina Donà — Perpendicolare
Flo — Malemaritate
Patrizia Laquidara — La bambina
Giua — Leggera nei tuoi occhi
Pietra Montecorvino — Santa
Maria Mazzotta; Ernesto Nobili; Cristiano Della Monica; Volker Goetze — Canto e sogno
Dada’ — Bimba Lolupila
Angelina Mango — Igloo
Daniela Pes — A te sola
Levante — Sei tu
Giulia Mei; Anna Castiglia — Un tu scuiddari
Anna Carol — Edera
Sarafine — La regina della macarena

https://open.spotify.com/playlist/0QjIVFXvrV52CVAQJdakNL?si=f6330255ef484614

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COSMO ANNUNCIA IL TOUR ESTIVO IN ATTESA DEL NUOVO DISCO “LA FONTE” IN USCITA AD APRILE

Cosmo annuncia nuovi appuntamenti dal vivo, ancora una volta in un formato inedito: i concerti matinée. Un tour estivo, prodotto da DNA concerti, pensato per le ore del mattino, che trasforma il concerto in un vero e proprio viaggio sonoro dal risveglio all’inizio della giornata. Un live diverso dal classico serale, capace di aprire nuove possibilità di ascolto e condivisione.

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In partenza domenica 24 maggio dalla speciale ventesima edizione del mi ami FESTIVAL di Milano – di cui Cosmo è stato più volte, negli anni, protagonista –  il tour proseguirà il 2 giugno al Decibel Presents di Firenze, il 5 luglio all’acieloaperto festival di Cesenatico (FC), il 12 luglio al Forte di Bard in provincia di Aosta, il 12 agosto al Color Fest di Lamezia Terme (CZ) e il 15 agosto al Locus Festival di Ostuni (BR) di cui sarà l’apertura.

Il calendario è in continuo aggiornamento, info e biglietti sul sito dnaconcerti.com.

Cosmo porterà dal vivo le canzoni del nuovo album “La fonte” – in uscita venerdì 17 aprile 2026 per Columbia Records – Sony Music Italy/42Records, anticipato dal singolo Ciao – oltre ai brani del suo repertorio in una veste rinnovata, costruendo un percorso musicale che accompagna il pubblico in modo graduale, tra atmosfere dilatate e momenti di energia.

“La fonte” – in arrivo a distanza di dieci anni da “L’ultima festa”, brano che ha segnato la consacrazione di Cosmo – è già disponibile in preorder in tre diversi formati: LP nero con poster, LP blu marmorizzato con poster (autografato o standard) e CD (autografato o standard).

cosmo

LA FONTE – MATINÉE TOUR 2026

CALENDARIO IN AGGIORNAMENTO

24.05.26 – Milano @ mi ami FESTIVAL

02.06.26 – Firenze @ Decibel Presents

05.07.26 – Cesenatico (FC) @ acieloaperto festival

12.07.26 – Bard (AO) @ Forte di Bard

12.08.26 – Lamezia Terme (CZ) @ Color Fest

15.08.26 – Ostuni (BR) @ Locus Festival

SAMURAI JAY: annunciata l’uscita di OBSESIÓN feat Naiara accompagnato dal video

Samurai Jay annuncia l’uscita di Obsesión feat. Naiara, la versione in spagnolo di Ossessione, il brano con cui ha partecipato per la prima volta alla 76esima edizione del Festival di Sanremo.

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Il singolo, che vede la collaborazione di Naiara, una delle voci più potenti e carismatiche della nuova scena musicale spagnola e vincitrice di Operación Triunfo 2023, sarà disponibile ovunque dal 20 marzo, accompagnato dal videoclip ufficiale.

Samurai Jay e Naiara si esibiranno per la prima volta insieme con Obsesión al LOS40 Primavera Pop, il 10 aprile alla Movistar Arena di Madrid. Un debutto speciale su uno dei palchi pop più importanti, dove Samurai Jay porterà la nuova versione del brano insieme a Naiara, in una grande celebrazione della musica pop, tra hit e artisti nazionali e internazionali.

Con Obsesión, Samurai Jay porta la sua musica anche in Spagna, ampliando ulteriormente il proprio percorso artistico. L’annuncio arriva in un momento di grande successo per Samurai Jay: Ossessione è il primo brano del 76º Festival di Sanremo a ottenere il disco d’oro e l’unico ad aver conquistato il primo posto della classifica FIMI/NIQ per due volte consecutive, nella settimana #10 e #11 del 2026, continuando a dominare streaming e classifiche. Il singolo è stabile al primo posto della Top 50 Italia di Spotify ed è entrato anche nella Top 200 Global (#164, la posizione più alta raggiunta). Con oltre 1,5 milioni di stream giornalieri e più di 25 milioni di stream complessivi su tutte le piattaforme, Samurai Jay è inoltre il primo artista della kermesse a superare i 10 milioni di ascolti con il proprio brano.

Il successo si riflette anche sulle altre piattaforme: Ossessione è #1 nella Apple Top 100: Italy, nella Top Songs Amazon Music e nella Top 200 Shazam Italia, oltre alla #94 posizione nella Top 200 Global Shazam. Anche il videoclip ufficiale è tra i più visti su YouTube, è il  #3 video musicale più visto con 4,8 milioni di visualizzazioni. Sui social il brano continua a crescere: su TikTok il suono di Ossessione è diventato virale superando i 170 mila video creati dagli utenti, confermando Samurai Jay come uno degli artisti più influenti del momento anche sui social media.

Naiara, in pochi mesi, è riuscita a imporsi come uno dei nuovi nomi più interessanti del panorama pop spagnolo, esibendosi sui palchi più importanti del Paese e collaborando con artisti di primo piano come Abraham Mateo, con cui ha pubblicato Tienes que Saber, brano che ha già superato i 15 milioni di stream su Spotify. L’artista sta inoltre lavorando al suo prossimo EP, “LA ESPAÑOLA”, un progetto in cui fonde sonorità urban contemporanee con la musica folklorica spagnola, rendendo omaggio alle grandi artiste del Paese.

Tra i traguardi più recenti dell’artista c’è inoltre il disco di platino di Halo, il singolo pubblicato lo scorso giugno per Island Records (Universal Music Italia). Con oltre 70 milioni di streaming complessivi su tutte le piattaforme, il brano si è imposto come uno dei successi più rilevanti dell’ultimo anno.

 

 

PLACEBO – 30TH ANNIVERSARY TOUR: ANNUNCIATA L’UNICA DATA ITALIANA

I Placebo annunciano un’unica data italiana, in programma il 6 novembre 2026 all’Unipol Forum di Milano, nell’ambito di un ampio tour che nel 2026 li vedrà protagonisti tra Regno Unito ed Europa per celebrare i trent’anni dall’uscita del loro iconico album di debutto.
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Il nuovo tour accompagna l’annuncio di Placebo RE:CREATED, la nuova versione del disco che li ha consacrati a livello internazionale in uscita il 19 giugno 2026.

Durante i live, la band proporrà una scaletta incentrata sui primi due album, Placebo e Without You I’m Nothing, riportando sul palco anche brani storici che non venivano eseguiti dal vivo da oltre vent’anni. Il tour prenderà il via dal Portogallo per poi attraversare tutta Europa e concludersi nel Regno Unito, per un totale di 36 date davanti a centinaia di migliaia di fan.

Con Placebo RE:CREATED, i Placebo tornano su loro primo fondamentale lavoro proponendo nuove versioni di tutti i brani originali, arricchite da due tracce bonus: «Consideriamo questo disco come una director’s cut – dicono i membri della band – Non lo abbiamo ricreato da zero: siamo tornati ai nastri originali portando dentro 30 anni di esperienza live. Quando abbiamo realizzato il primo album, non avevamo ancora l’esperienza o le competenze tecniche per tradurre completamente ciò che avevamo in mente. Nel tempo, le canzoni hanno preso vita sul palco, crescendo ed evolvendosi». Le versioni del nuovo disco mantengono lo spirito originario ma acquistano nuova forza e profondità. Tra queste, anche i celebri singoli “Nancy Boy” e “36 Degrees”.

Uscito nel 1996, in piena era Britpop, l’album di debutto dei Placebo si è imposto per il suo approccio provocatorio e fuori dagli schemi, affrontando temi come identità, sessualità, dipendenza e alienazione con un linguaggio diretto e senza compromessi. Un disco che ha segnato un’epoca e contribuito a definire in modo indelebile il sound della band.

L’album è stato ricreato da Brian Molko e Rob Kirwan partendo dai nastri originali e mixato da Adam Noble: «È una celebrazione delle nostre origini e un punto d’incontro tra ciò che eravamo e ciò che siamo oggi». Il risultato è una raccolta che preserva l’immediatezza e l’attitudine originale, spingendo al contempo il suono verso nuove direzioni.

Il nuovo album Placebo RE:CREATED è disponibile ora per il pre-order. Coloro che avranno pre-ordinato l’album, potranno accedere a una presale anticipata dei biglietti del tour alle ore 10:00 di martedì 24 marzo.

Placebo

I biglietti per la data italiana del 30th Anniversary Tour saranno disponibili con accesso prioritario per i titolari di carta Mastercard a partire dalle ore 10:00 di mercoledì 25 marzo su priceless.com/music.

I biglietti saranno disponibili in prevendita My Live Nation a partire dalle ore 10:00 di giovedì 26 marzo, mentre la vendita generale partirà dalle ore 10:00 di venerdì 27 marzo su www.livenation.it.

30TH ANNIVERSARY TOUR

UNICO APPUNTAMENTO ITALIANO

  • 6 novembre 2026 – Milano, Unipol Forum

 

placebo

 

Placebo RE:CREATED sarà disponibile in pre-order dal 18 marzo in diversi formati:

CD singolo e doppio
Cassetta
Box set
5 varianti in vinile, incluso Picture Disc

TRACKLIST

Come Home
Teenage Angst
Bionic
36 Degrees
Hang On To Your IQ
Nancy Boy
I Know
Bruise Pristine
Lady of the Flowers
Swallow
Drowning By Numbers
H.K. Farewell

 

placebo

PLACEBO

Tra le band più influenti della scena alternative rock internazionale, i Placebo hanno ridefinito i confini del genere fin dal loro esordio negli anni ’90. Con una forte identità estetica e musicale, hanno saputo distinguersi per uno stile unico e riconoscibile, affrontando tematiche complesse e spesso controcorrente.

Nel corso della loro carriera, hanno costruito un legame profondo con il pubblico, grazie a un linguaggio diretto ed a performance live intense e coinvolgenti. A distanza di trent’anni, continuano a essere un punto di riferimento per più generazioni, mantenendo intatta la loro rilevanza artistica e culturale. Fin dal loro esordio nel 1996, i Placebo hanno sfidato le convenzioni della cultura rock britannica, sia sul piano estetico che lirico. La loro immagine ambigua, glamour e provocatoria ha messo in discussione i concetti tradizionali di genere e mascolinità, anticipando dibattiti oggi più attuali che mai.

KEHLANI ANNUNCIA L’ALBUM OMONIMO “KEHLANI”

Kehlani, la potente voce  R&B vincitrice di due GRAMMY Award,  annuncia l’arrivo del suo attesissimo nuovo album omonimo, Kehlani, la cui uscita è prevista per il 24 aprile.

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Il progetto omonimo segna un momento cruciale nella sua carriera: un lavoro intimo e coraggioso che riflette la sua lucidità, sicurezza e libertà creativa. Pre-salva/pre-ordina l’album QUI. Pre-ordini di vinili e CD autografati disponibili QUI.

Un album omonimo è spesso la dichiarazione più personale di un artista e Kehlani non fa eccezione. Il progetto la ritrae nel suo momento più onesto, fondendo una narrazione che mette a nudo l’anima con il suono lussureggiante e in grado di piegare i generi che l’ha resa una delle voci più influenti dell’R&B moderno. Esplorando i temi dell’amore, della trasformazione, della vulnerabilità e della crescita, l’album presenta Kehlani pienamente nel suo elemento: schietta, riflessiva e senza scuse.

Kehlani

Kehlani ti aprirà gli occhi, ti aprirà la mente e ti aprirà il cuore. Per quanto schietta possa essere riguardo alla vita, alla lussuria e all’amore, la sua musica occupa uno stato elevato al di sopra anche del miglior “high”, pur rimanendo profondamente umana e accessibile ad ogni ascolto. Ad oggi, ha ottenuto oltre 20 certificazioni RIAA tra oro e platino, ha totalizzato più di 5 miliardi di stream ed è ora un’artista 2 volte vincitrice di GRAMMY® Award e 7 volte nominata ai GRAMMY® Award, avendo portato a casa il premio per la migliore Performance R&B e la migliore Canzone R&B per la sua hit globale “Folded”.

Ha inaugurato una nuova era e dominato le chart con il suo singolo del 2025 “Folded”, un brano che ha accumulato oltre 800 milioni di stream globali, ha raggiunto il picco al n. 6 della Hot 100 di Billboard e ha raggiunto il n. 1 della Urban Radio (per 9 settimane) oltre ad aver toccato il n. 1 della Rhythmic e R&B Radio. Kehlani ha anche ottenuto il suo primo n. 1 solista nella Rhythmic Airplay Chart di Billboard, ha conquistato la vetta delle classifiche R&B di Apple Music sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito e ha raggiunto il n. 22 della Global 200 di Billboard. La canzone ha ispirato lo stellare “Folded Homage Pack”, con nuove interpretazioni delle icone R&B Toni BraxtonBrandyJoJoMarioNe-Yo e Tank.

Ad aggiungersi a un anno già monumentale, Kehlani sarà anche onorata con l’Impact Award al prossimo evento Billboard Women in Music, dove offrirà una performance speciale per celebrare la sua influenza sulla musica e sulla cultura.

L’Eurovision Song Contest 2026 “profuma” d’Italia – “Per Sempre sì” di Sal Da Vinci guida la classifica degli ascolti su Spotify

L’11 marzo, con l’annuncio dell’artista armeno Simón e della sua canzone “Paloma Rumba”, la lista dei partecipanti all’Eurovision Song Contest 2026, giunto alla 70ª edizione, è stata completata e vedrà in gara 35 emittenti, con i ritorni di Bulgaria, Moldavia e Romania.

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Anche l’edizione 2026 dell’Eurovision Song Contest parlerà italiano. Oltre a Sal Da Vinci, in rappresentanza dell’Italia, alla Wiener Stadthalle di Vienna ci sarà infatti l’italo-eritrea Senhit che, per la terza volta, difenderà i colori di San Marino con il brano Superstar, il pop anthem che ha appena vinto il “San Marino Song Contest”: l’icona degli anni Ottanta, il britannico Boy George, sarà sul palco di Vienna a dare il supporto alla sua partecipazione

Sal Da Vinci, portabandiera dell’Italia porterà all’Eurovision la canzone “Per Sempre sì”, prima classificata alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, in cerca del nono piazzamento consecutivo in top 10 per il nostro paese.

Nel frattempo “Per sempre sì” risulta il brano più ascoltato su Spotify, con 11 milioni di streams, tra i 35 che saranno in gara a Vienna. Sal Da Vinci si esibirà fuori concorso durante la prima semifinale del 12 maggio, in onda su Rai 2, per poi competere nella finalissima del 16 maggio alla Wiener Stadthalle di Vienna, trasmessa in prima serata su Rai 1.

“Portare l’Italia all’Eurovision è per me un grande onore e una responsabilità che accolgo con profondo rispetto – dichiara Sal Da Vinci. Nel corso della mia carriera ho avuto la fortuna di esibirmi su molti palchi internazionali e di incontrare pubblici diversi, ma ogni volta che si ha l’occasione di condividere la musica italiana davanti al mondo la sensazione resta unica. La nostra tradizione musicale ha una storia straordinaria: è fatta di melodie, parole e sentimenti che da sempre riescono ad attraversare i confini e a parlare al cuore delle persone. Essere oggi tra gli artisti chiamati a portare avanti una parte di questo patrimonio mi riempie di orgoglio. Salirò su quel palco con gratitudine e con il desiderio di raccontare ciò che la canzone italiana sa fare meglio: trasformare le emozioni in brani capaci di viaggiare lontano. Perché quando una melodia nasce con verità non appartiene più soltanto a chi la canta: diventa di tutti e trova la strada per arrivare ovunque”.

La diciassettenne francese Monroe, classe 2008, sarà la più giovane cantante in concorso. Tra gli artisti accreditati, il meno giovane è il nostro Sal Da Vinci, nato il 7 aprile 1969 (57 anni), mentre la finlandese Linda Lampenius, grande favorita della vigilia in duetto con Pete Parkkonen, è di poco più giovane. Sal Da Vinci sarà inoltre l’artista italiano più maturo ad avere rappresentato l’Italia al concorso, superando il concittadino Peppino Di Capri, in gara sul palco di Roma 1991 a 51 anni.

La girl band delle Vanilla Ninja ripete l’esperienza eurovisiva, questa volta in rappresentanza della loro Estonia, ventun anni dopo avere portato in top 10 la Svizzera nel 2005. Il trio georgiano dei Bzikebi (le “Vespe”), ormai cresciuti, debutta invece all’Eurovision dopo avere vinto la versione Junior del concorso nel 2008 con la canzone “Bzz”.

Anche le lingue delle canzoni riflettono un equilibrio tra identità e universalità: più della metà delle canzoni, 21 canzoni su 35, hanno il testo del tutto o prevalentemente in inglese, mentre il francese è stato scelto da Francia e Israele, che lo combina all’ebraico. Oltre all’Italia, Albania, Austria, Croazia, Danimarca, Finlandia, Grecia, Lettonia, Moldavia, Montenegro, Portogallo e Serbia canteranno nella loro lingua nazionale. Il lituano Lion Ceccah combinerà l’idioma nazionale con inglese, francese e spagnolo, nell’unico motivo quadrilingue del 2026.

Solo l’Italia di Sal Da Vinci quest’anno canterà in italiano.

Le semifinali dell’Eurovision Song Contest 2026 saranno trasmesse in diretta martedì 12 e giovedì 14 maggio in prima serata su Rai 2, mentre la Finalissima di sabato 16 maggio andrà in onda su Rai 1 dieci anni dopo il debutto sulla rete ammiraglia.

Su Rai Radio2 e sul Canale 202 del Digitale terrestre come sempre gli ascoltatori potranno trovare il commento in simulcast delle tre serate: Eurovision Song Contest 2026 sarà anche trasmesso su RaiPlay.

Madame: in uscita l’album e il singolo “Disincanto” – Date Tour

Madame annuncia l’uscita di Disincanto, il terzo album della cantautrice, fuori ovunque dal 17 aprile (Sugar Music). Già disponibile in pre-order.

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Il disincanto è il punto di rottura che ogni di noi si trova a dover affrontare almeno una volta nella vita, se si vuole arrivare ad una vera consapevolezza. Questo disco ne racconta le varie sfaccettature, i vari percorsi, dalla fase incantata, a quella della frattura fino al rinascita.

Perché?
Perché ci sono voluti tre anni?
Perché ho mollato tutto sul più bello?
Perché mi sono chiusa dentro di me,
così dentro da non riuscire più ad uscirne?
Perchè non sono stata forte?

Non ho le risposte. ho solo tante, tantissime domande.
E un disco.
Madame

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Cover album disincanto

Disincanto è disponibile da ora in preorder su tutte le piattaforme digitali e nei formati CD nero in esclusiva per Amazon, vinile nero con poster e CD, e vinile trasparente autografato con poster e CD autografato in esclusiva per Sugar Music, ordinabile qui.

Intanto oggi esce DISINCANTO, il primo singolo estratto dal nuovo album, accompagnato dal videoclip ufficiale.

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DISINCANTO è il brano manifesto che apre il nuovo progetto di Madame. Scritto dalla stessa Madame, il singolo è prodotto e composto da BIAS (Nicolas Biasin), Mr. Monkey (Matteo Novi) e Lester Nowhere (Arturo Fratini), con il contributo di Lorenzo Brosio. Nato durante una notte segnata da un’atmosfera creativa quasi tangibile e da lunghe conversazioni sul tema del disincanto, il brano prende forma da riflessioni profonde. Da quell’urgenza di confronto e consapevolezza nasce DISINCANTO, che introduce l’essenza del nuovo progetto di Madame.

Cover singolo disincanto

Madame ha da poco annunciato il Madame Tour Estate 2026, che vedrà la cantautrice protagonista sui palchi dei principali festival italiani. I biglietti sono disponibili su ticketone.it e nei punti vendita abituali.

Prodotto e organizzato da Friends & Partners e Vivo Concerti in collaborazione con Big Picture Management e Sugar Music, il tour toccherà alcuni dei più importanti festival italiani.

Madame inizierà il 3 luglio al Rugby Sound Festival di Legnano (MI), proseguirà il 6 luglio al Flowers Festival a Collegno (TO), il 9 luglio al Live in Genova Festival a Genova, il 12 luglio all’Anima Festival a Cervere (CN), il 27 luglio al Villafranca Festival 2026 a Villafranca (VR), il 29 luglio all’Udine Vola 2026 a Udine, il 3 agosto allo Zoo Music Fest a Pescara, il 9 agosto all’Arena della Regina a Cattolica (RN), l’11 agosto al Villa Bertelli Live a Forte dei Marmi (LU), il 12 agosto al Castiglioncello Festival a Castiglioncello (LI), il 23 agosto all’Arena Bianca a Ostuni (BR), il 25 agosto al Fossato del Castello a Barletta (BT), il 2 settembre al Vicenza in Festival a Vicenza, il 4 settembre al Trento Live Fest di Trento, l’11 settembre al Dream Pop Fest di Palermo e, infine, il 13 settembre al Festival Taormina Arte di Taormina (ME).