Ultima uscita per Cesare Cremonini, “Possibili scenari” in versione acustica, per voce e pianoforte.
Scelta particolare, coraggiosa, azzardata, che mette in primo piano la composizione musicale e l’interprete, denudati di qualsiasi orpello e ornamento, in un periodo buio in cui la confezione ruffiana e ammiccante è in assoluta predominanza sul contenuto, se c’è.
Si tratta di pop italiano, canzoni, attualmente quanto di più difficile da reperire su piazza: non si sente dire altro che non ci sono più gli autori di una volta, e quindi i brani, che ormai sono preistoria i tempi in cui alla fine di Sanremo o a inizio estate tutti canticchiavano i nuovi successi. Cesare invece i pezzi ce li ha, ha la vena melodica, la sa sviluppare, armonizzare e completare con parole adatte, sa scrivere.

La triste verità è che l’ansia di cercare il prodottino calibrato perfettamente sul non gusto della maggioranza acquirente ha determinato una sovrapproduzione di brani inconsistenti, frutto della sinergia tra il bilancino ed il contagocce nel tentativo maldestro di costruire a tavolino una cosa che sui soliti quattro accordi faccia galleggiare un frammento melodico indegnamente banale e ruffiano, ripetuto ossessivamente e confezionato con arrangiamenti musicalmente appesi nel nulla.
Il nostro Cesare invece spoglia completamente le sue composizioni, non ha paura delle introduzioni e delle atmosfere intimiste come su “La Isla”, dove il testo è valorizzato pienamente e la voce interagisce perfettamente con un pianoforte ben suonato; “Possibili scenari” indica che una frase semplicemente pop può avere un interessante e degno sviluppo sia melodico che armonico, “Poetica” è un bel terzinato in minore di sapore un po’ antico, con un ritornello in maggiore che apre alla positività, “Kashmir-Kashmir” è deliziosa, andamento divertente ma contenuti importanti: il cd si snoda su efficaci “changes of mood” che indicano gusto, padronanza e buoni ascolti.

Di stampo più spiccatamente cantautorale sono “Un uomo nuovo” e “Nessuno vuole essere Robin”, “Silent Hill” è molto evocativa e “Al tuo matrimonio” ha un testo veramente suggestivo; tutti i brani hanno una propria valenza ma quelli che dal punto di vista più specificamente compositivo appaiono più in evidenza sono “Il cielo è sereno” e “La macchina del tempo”: il primo osa al suo interno degli interessanti e inaspettati sviluppi, il secondo oltre che una bella canzone è forse il pezzo che valorizza maggiormente il dialogo con l’accompagnamento del pianoforte e la nobiltà di questo strumento.
La regola aurea della musica pop recita che se una canzone “regge” lo fa benissimo anche in versione acustica, voce e uno strumento accompagnatore; che i brani ci fossero si era capito già dal precedente cd ma qui Cesare si esprime con ancora più gusto e misura, oltre che con una sua personalità che per quanto “leggera” non è mai ruffiana; i testi, ben scritti, sono molto più evidenziati e valorizzati, e in presenza di buon materiale il coraggio viene premiato.
Bello, bel disco.

TRACKLIST Possibili scenari (Piano e voce) – Cesare Cremonini
- Possibili Scenari
- Kashmir-Kashmir
- Poetica
- Un Uomo Nuovo
- Nessuno Vuole Essere Robin
- Silent Hill
- Il Cielo Era Sereno
- La Isla
- Al Tuo Matrimonio
10. La Macchina Del Tempo
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