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Macklemore annuncia il tour benefico “Free Palestine”, ed è già tutto sold out

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Macklemore ha annunciato il tour benefico “Free Palestine”, una serie di tre concerti, già sold out, in Europa dedicati alla causa palestinese e alla raccolta di fondi per gli aiuti umanitari. Gli appuntamenti sono previsti a Dublino, il 26 ottobre, a Parigi, il 29 ottobre, e a Londra, il 30 ottobre.

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Secondo quanto riferito da Live Nation, il tour riunirà Macklemore, altri artisti e alcuni suoi amici per una serie di esibizioni incentrate sulla Palestina e sul popolo palestinese. L’intero ricavato degli eventi sarà devoluto a organizzazioni impegnate nell’assistenza umanitaria e nel sostegno alla popolazione palestinese.

Tra gli enti beneficiari figurano Anera, Glia, Gaza Soup Kitchen, Taawon, HEAL Palestine, Palestinian Youth Movement, Middle East Children’s Alliance, Jewish Voice for Peace, Medical Aid for Palestinians, Institute for Middle East Understanding, Palestine Children’s Relief Fund e UNRWA USA.

Macklemore

 Le dichiarazioni di Macklemore

L’annuncio arriva dopo l’esclusione del rapper dal tour statunitense di Ed Sheeran, il “Loop Tour”, nel quale Macklemore avrebbe dovuto esibirsi come artista di apertura. La decisione sarebbe stata presa in seguito ai discorsi pronunciati dal rapper a favore di una “Palestina libera” durante due concerti al MetLife Stadium, nel New Jersey.

“Se queste ultime due settimane ci hanno insegnato qualcosa, è che qualcosa è cambiato negli ultimi tre anni”, ha scritto Macklemore su Instagram. L’artista ha parlato di un “risveglio collettivo” riguardo alla liberazione palestinese, al potere dei miliardari e alle responsabilità degli artisti nella società contemporanea.

“Siamo nel 2026. Essere apolitici durante un genocidio non funziona più”, ha aggiunto. Secondo Macklemore, il pubblico chiede sempre più spesso agli artisti di informarsi, prendere posizione e utilizzare il palcoscenico anche come strumento di sensibilizzazione, oltre che di intrattenimento.

Il rapper ha inoltre sostenuto che quanto accaduto non riguarderebbe soltanto la sua carriera, ma il rapporto tra potere economico, libertà di espressione e industria dello spettacolo: “Quando la classe dei miliardari può decidere quali voci sono ammesse sul palco e quali sono troppo pericolose da ascoltare, tutti dovrebbero prestare attenzione”.

 Macklemore  escluso dal tour di Ed Sheeran

Dopo l’esclusione dal tour, (leggi nostro articolo) Macklemore aveva annunciato l’intenzione di devolvere l’intero compenso previsto, pari a “un milione di dollari”, a organizzazioni impegnate a sostenere la Palestina.

Il rapper aveva dichiarato di essere stato estromesso dopo che Robert Kraft, proprietario del Gillette Stadium, si sarebbe rifiutato di ospitare una sua esibizione a causa delle sue posizioni sulla Palestina. Kraft avrebbe inoltre contattato i proprietari di altri stadi, nel tentativo di impedire ulteriori esibizioni dell’artista. Di fronte a questa situazione, gli organizzatori del tour avrebbero deciso di rinunciare alla sua partecipazione.

Kraft ha successivamente affermato che lui ed Ed Sheeran avrebbero donato “due milioni di dollari ciascuno” per contribuire ad affrontare la crisi umanitaria nella regione, senza tuttavia indicare organizzazioni specifiche.

La posizione di Ed Sheeran

In un primo momento, Ed Sheeran aveva spiegato di aver scelto di non esprimersi pubblicamente sulle questioni politiche. Il cantante aveva precisato che questa scelta non significava essere privo di opinioni o indifferente alle sofferenze in corso.

Sheeran aveva sottolineato che il suo pubblico comprende molti giovani e bambini e che i suoi concerti non vengono percepiti come forum politici. Pur dichiarando di rispettare il coraggio di Macklemore, aveva sostenuto l’esistenza di diversi modi per perseguire lo stesso obiettivo, ovvero la pace.

“Scelgo di usare la mia fama e la mia piattaforma per essere un luogo sicuro e un rifugio, per mantenere la diplomazia e tenere aperte le conversazioni”, aveva scritto il cantante, aggiungendo che concentrarsi soltanto sul “gridare più forte” non avrebbe necessariamente prodotto un cambiamento.

Le sue parole avevano suscitato numerose critiche. Tuttavia, durante il concerto del 19 settembre, il primo dopo l’esclusione di Macklemore dal tour, Sheeran ha adottato una posizione più esplicita.

“Questa è una questione umanitaria e non posso più nascondere ciò che penso al riguardo”, ha dichiarato. Il cantante ha condannato l’attacco del 7 ottobre in Israele e al Nova Music Festival, definendolo un evento orribile che ha riacutizzato secoli di dolore nella comunità ebraica.

Allo stesso tempo, ha descritto la situazione a Gaza come “catastrofica, ingiustificabile e sproporzionata”, esprimendo dolore per la perdita di vite umane, in particolare di bambini, e denunciando l’ingiustizia sistemica nella Cisgiordania.

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