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A PROPOSITO DELLA REUNION DEI BLUVERTIGO

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Bluvertigo hanno annunciato ufficial­mente la reunion e il ritorno dal vivo nella formazione originale, con un unico concerto fissato per il 14 aprile all’Alcatraz di Milano.

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Il termine reunion ha diversi significati, simili ma non uguali. La traduzione più classica è riunione o ricongiungimento, ma potrebbe essere anche rimpatriata. Sfaccettature diverse, quindi. Ricongiungimento sta per rimettersi insieme a lungo termine o quasi, per rimpatriata invece si potrebbe intendere anche per una sola serata da trascorrere ricordando i bei tempi trascorsi. Normalmente musicalmente parlando, per reunion si intende un progetto che includa un disco, una tournée, una produzione video, interviste, etc.

Se il progetto funziona allora la reunion può proseguire fino ad esaurimento, una sorta di seconda vita artistica e professionale, per intenderci. Fatto però abbastanza raro. Esempi: Il tour dei CCCP ha funzionato alla grande, ma il giorno dopo l’ultima data, Lindo Ferretti aveva già in testa il suo spettacolo teatrale solista e ora già si parla di una reunion con i CSI. La reunion dei Liftiba è invece una celebrazione per i quarant’anni dell’album “17 Re”. Ad oggi già venduti 50mila biglietti che assicurano venti date da giugno ad agosto 2026. Più che una reunion vera è un anniversario che garantisce buoni incassi, ma si sa, Pelù, poi viaggerà da solo. E veniamo alla reunion dei Bluvertigo che merita attenzione. La prima data è stata annunciata in aprile all’Alcatraz a Milano e sarà sicuramente sold out. L’annuncio della reunion sorprende anche per un alone di mistero, dato che non è stato ancora annunciato un tour completo, ma questa potrebbe essere una opportuna strategia di comunicazione pensata in varie e numerose fasi successive. Di certo è lecito pensare che questa dei Bluvertigo, potrebbe essere una vera e propria reunion destinata a durare nel tempo, anche se tutti i componenti della storica band, hanno le loro distinte attività. Ma esiste una band che ha saputo interpretare al meglio la cultura musicale degli anni ottanta e novanta con un sound preciso e distintivo come quella dei Bluvertigo? Probabilmente no. Nessun altra rock band italiana ha avuto lo stesso impatto artistico ed estetico come i Bluvertigo. Quando nel 1994 debuttarono televisivamente a “Segnali di Fumo” di Videomusic, si mostravano già differenti rispetto a tutte le altre band italiane. Senz’altro più contemporanei di altri, nelle sonorità, nell’estetica e nei testi, pur lasciando intendere chiare influenze britanniche, da Bowie ai Depeche Mode. E come non apprezzare quella sottile ma evidente sfrontatezza nell’andare a Sanremo con un brano antitetico come “L’ Assenzio”, scelto con il manifesto proposito di arrivare ultimi?

“Le sfide, le vacanze, lo Stato, la frutta, i soldi / Mangiarsi le unghie, gli amici imborghesiti, sadomaso, l’erba voglio, cibo giapponese, i dischi/ Capire Battiato, film d’orrore, le case chiuse/ Fanno bene, fanno male…”

Chi cavolo d’altri scriveva testi del genere ? Nessuno. E poi quel sound così atipico e strano per il gusto italiano…

Nel 2001 a Sanremo nemmeno Fiorello e la Carrà riuscirono a fare dell’ironia presentando i Bluvertigo, erano troppo differenti da tutti. In quel contesto fecero una performance che sembrava provenire da un pianeta alieno. Erano diversi allora e sono diversi anche oggi. Non hanno nulla a che vedere con il tedioso rumore urbano d’oggi. I Bluvertigo stupirono anche un artista come Enzo Jannacci. Correva l’anno 1995, il luogo era il Bolgia Umana, locale di musica e cabaret milanese gestito dall’Enzo. A un certo punto durante il sound check Jannacci mollò i giovani comici e si diresse come un razzo verso i Bluvertigo.

“Uè… – disse – Ero di là e sentivo cantare l’epicureo, l’eretico, l’ epicureo,  L’eretico….Cos’è sta roba qui ? Voglio il disco….”

I Bluvertigo erano questa band qui. Inaspettati, imprevedibili, irruenti e ipnotici. Questa reunion è una delle poche che ha un senso compiuto, che duri una sera o per anni. Anche perché non sarebbe una reunion ma una resurrezione musicale, in tempi in cui, gli assolo e le intro sono banditi nelle canzoni e il suono è talmente standardizzato e compresso da essere omologato a tutti, a tutti tranne che ai Bluvertigo. La speranza è che i Bluvertigo suonino in ogni città italiana per bonificare le orecchie delle nuove generazioni e possibilmente, le loro coscienze. Lunga vita ai Bluvertigo dunque, che siate d’accordo o meno. Grazie di esistere.

bluvertigo

 

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