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La diva salentina Daniela Pedali illumina le feste di Natale reinterpretando il classico di Leonard Cohen in un popolare show televisivo a Città del Messico
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A sorpresa, Daniela Pedali diventa una delle protagoniste musicali di questo Natale. La sua intensa interpretazione di Hallelujah di Leonard Cohen, eseguita live in versione spagnola e in un contesto televisivo di grande visibilità come quello dell’emittente TV Azteca di Città del Messico, non si limita a essere una cover: è un’attraversata vocale ed emotiva di un classico sempre necessario.
La sua voce, cristallina e allo stesso tempo calda, possiede una tensione timbrica rara, capace di passare da pianissimi delicati ad aperture di pieno respiro in cui acuti risonanti e luminosissimi sembrano volare sulle campagne salentine ed espandersi oltre i cieli del Messico, senza mai perdere una precisa identità sonora.
Per estensione e dominio del registro acuto, che non scade nell’esibizionismo fine a sé stesso, oltre che per presenza scenica, è stata più volte definita – da critica e pubblico – “la Mariah Carey italiana”.
Pur mantenendo la chiarezza melodica del pop di tradizione internazionale, il fraseggio riflette radici soul e jazz, ed è sorretto dalla dolcezza intensa e mai stucchevole che la contraddistingue.
Quella di Daniela Pedali è una performance natalizia ipnotica, che conquista fin dalle prime note e trasforma l’Hallelujah in una preghiera di bellezza: un’invocazione di pace, amore e fortuna. Un canto che risuona con particolare forza in questo Natale storico, stretto tra due guerre di espansione territoriale — quella della Russia contro l’Ucraina e quella di Israele contro la Palestina, o meglio, contro ciò che ne rimane di queste due terre. La cantante ha così restituito alla musica il suo ruolo originario di incontro tra intimo e universale, capace di trasformare il dolore individuale in un’esperienza condivisa di compassione, bellezza e resistenza umana.
Venga la Alegria – Fin de Semana
L’esibizione si è svolta all’interno della versione del fine settimana di Venga la Alegria, storico morning show prodotto dalla TV Azteca messicana, in onda dal 1995 su Azteca Uno. Il format del fine settimana è nato nel 2021 per allargare il brand del programma e accompagnare il pubblico del sabato e della domenica. è la versione latinoamericana, molto piu colorata e chiassosa, di Unomattina o Mattino Cinque, ma con un ritmo da carnevale permanente.
Il titolo significa letteralmente “Arrivi l’allegria” ed è diventato quasi un modo di dire pop nel mondo ispanofono. Il programma, tra i più seguiti della televisione messicana, è un grande contenitore di intrattenimento con musica, performance e ospiti. Daniela Pedali fa parte del cast fisso del fine settimana ed e coinvolta anche nel segmento legato al reality musicale Esta es mi voz.
L’esibizione di Daniela Pedali sulle note dell’Hallelujah è disponibile online sulle pagine Instagram e Facebook ufficiali della cantante e della trasmissione televisiva.
L’ Hallelujah di Leonard Cohen
Scritta e pubblicata da Leonard Cohen nel 1984, all’interno dell’album Various Positions, Hallelujah è una delle canzoni più ricantate e incise della storia della musica contemporanea — da Jeff Buckley ad Alexandra Burke, passando per la nostra Elisa — e continua a offrire agli interpreti un salto artistico importante, non per tutti.
Una sorta di rivincita per Cohen, dal momento che il brano inizialmente non aveva entusiasmato la sua casa discografica, la Sony Music.
Se la versione originale in inglese alterna riferimenti biblici (Davide, Betsabea, Sansone) a immagini erotiche e sentimentali, la versione spagnola accentua invece l’aspetto spirituale e universale del brano. Il testo in spagnolo non è una semplice traduzione o resa letterale, né una censura poichè “ripulita” dai riferimenti sessuali, ma una trasposizione poetica autorizzata, fedele allo spirito dell’originale, a cura di Alberto Manzano, poeta, scrittore e traduttore ufficiale di Leonard Cohen in Spagna, oltre che amico personale dell’artista.
È più vicina a una preghiera cantata, ed è proprio per questo che molti interpreti scelgono questa versione in contesti natalizi o televisivi, come nel caso di Daniela Pedali.
Nel tempo l’Hallelujah di Cohen e diventata un punto di riferimento per gli interpreti: John Cale (1991) ne fissa la forma essenziale, sobria e drammatica; Jeff Buckley (1994) ne rivela la dimensione lirica e intimista; Rufus Wainwright (2001) ne propone una lettura dolce e cinematografica; K.D. Lang (2004) ne enfatizza l’orizzonte spirituale; Alexandra Burke (2008) la trasporta in ambito pop-vocale con forte impatto mediatico. In Italia spiccano la versione raccolta e introspettiva di Elisa (2003) e quella lirico-sacrale di Andrea Bocelli (2020).
La versione di Daniela Pedali — che meriterebbe una futura incisione discografica — si inserisce in questa eredità con una voce che cerca tanto l’effetto vocale quanto il senso del brano, a metà strada tra Alexandra Burke ed Elisa, scivolando sulle note con sacralità e profondità.
Chi è Daniela Pedali
Originaria del Salento (San Pietro Vernotico, provincia di Brindisi), Daniela Pedali ha portato la sua vocalità internazionale in Messico, dove vive e lavora stabilmente, portando avanti parallelamente la carriera di cantante con progetti anche jazz, sia inediti sia di rilettura, con artisti nostrani del calibro di Andrea Dessì e Dado Moroni.
Il suo percorso artistico include la partecipazione a La Voz Mexico 2014, dove arriva a un passo dalla finale conquistando pubblico e coach come Laura Pausini e Ricky Martin. In Italia debutta al Festival di Sanremo 2001, lanciata da Angelo Valsiglio (padrino artistico) e Pippo Baudo (padrino televisivo) con il brano Vorrei.
Daniela Pedali è sì grande tecnica, ma anche grande talento. Un’artista che unisce stile, cultura musicale e una personalità vocale forte, qualità che la rendono immediatamente riconoscibile nel panorama internazionale. Una voce che entra piano per poi spiccare il volo, diffondendo bellezza anche nei giorni di festa.
L’ Hallelujah, che Cohen sintetizzava come “l’alleluia dell’orgasmo, un’ode alla vita e all’amore”, nella versione di Daniela Pedali è stato il regalo perfetto per le feste di Natale e per l’anno nuovo. Un canto di dissenso contro le rinnovate e antistoriche logiche di sopraffazione territoriale, alimentate da interessi personali e giochi di potere.
“Que la guerra pronto se acabará”
(“Che la guerra finisca presto”)
“Que en el mundo al fin reinará la paz”
(“Che la pace regni finalmente nel mondo”)
“Que no habrá miseria alguna, hallelujah”
(“Che non ci sia più miseria, alleluia”)
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HIT NON HIT (dalla musica pop al jazz) – BLOG & PRESS di Ugo Stomeo
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